La riqualificazione architettonica della … vecchia fattoria

riqualificazione architettonica

Una vecchia fattoria in evidente stato di decadimento: queste sono state le premesse che hanno dato vita al progetto di riqualificazione architettonica dagli architetti del gruppo Pyo nelle Asturie.

La struttura, composta da una casa padronale e una stalla, necessitava di un lavoro di recupero che tenesse in considerazione le attuali necessità abitative, preservando però la struttura originaria.

riqualificazione architettonica

La ristrutturazione

La facciata della casa padronale, in origine in pietra e mattoni, ha lasciato il posto a un muro compatto di pietra locale e calcestruzzo bianco isolante, con una cassaforma che riproduce l’originaria struttura in legno; le finestre sono collocate in vani di grande profondità, schermate da ampie persiane di legno che richiamano le porte della stalla.

La casa padronale è situata su un declivio sul versante sud della montagna, con una visione panoramica sulla vallata e un dislivello di due metri fra la facciata nord e quella sud: per mantenere un equilibrio armonico, negli interni si è scelto di creare diversi livelli di piani connessi fra loro, organizzati in modo alternativo rispetto alla tradizionale ripartizione degli spazi.

Quattro elementi a forma di diamante posti in verticale organizzano lo spazio interno; la coesistenza delle travi di metallo e del calcestruzzo con la pietra e il legno scalfiti dal tempo crea un mix di modernità e tradizione.

Negli interni, le pareti in pietra sono state rafforzate, realizzando una struttura portante termoisolante, con pilastri di metallo leggero. Un’ampia zona soggiorno di tripla altezza si apre lungo tutto il perimetro dell’edificio, lasciando entrare la luce del giorno.

Una scala in metallo porta alle altre stanze: al primo piano, due camere da letto sono collegate attraverso uno spazio a doppia altezza che guarda sulla vallata e che porta alla camera da letto principale, affacciata su un terrazzo ad angolo.

La stalla è stata recuperata trasformando il fienile al piano superiore in una camera da letto, liberando al contempo spazio al piano terreno per un ampio angolo salotto da sfruttare in diversi modi.

Fonte: archdaily.com

 

Spettacolari installazioni di luce

Chi ama il design, e in particolar modo le installazioni di luce, farebbe bene a fare un giro sulle pagine di Pinterest, il social network che permette di creare bacheche a tema dove raccogliere spunti per i propri interessi e passioni. Qui infatti è possibile trovare una raccolta delle più popolari e spettacolari installazioni di luce.

Formafantasma è un duo di designer residenti ad Amsterdam, che hanno presentato il loro lavoro alla settimana del design di Milano di questo anno: attraverso l’esposizione di pezzi recenti e del passato, è stato possibile osservare il processo di lavoro dei due designer, focalizzato sulla creazione di forme di luce geometriche ed essenziali, nelle quali interagiscono ombre e colori.

Passando a un altro festival di design di rilevanza internazionale, quello di Londra, si trova l’esperimento  del designer britannico Lee Broom, ispirato alla Optical Art; questo movimento artistico degli anni ’60/’70 sfrutta l’illusione ottica per creare un’esperienza percettiva bidimensionale che coinvolge attivamente lo spettatore: Broom ricopre il pavimento del suo store di specchi che riflettono il gioco ottico ottenuto da lampade pendenti dal design a forma di strisce.

Un progetto evocativo e poetico al tempo stesso è quello degli architetti Marion Moustey Alexandre Arcens, che nel porto di La Grand-Motte, nel sud della Francia, hanno dato vita, in occasione del Festival des Architectures Vives, al progetto “Sensual Wave“: una serie di sfere bianche luminose, posizionate su una struttura che collega due moli fra di loro, ricrea la sensazione delle onde marine, e al tempo stesso suggerisce le forme del corpo di una donna.

Nella città canadese di Montreal, nota per essere palcoscenico di diversi esperimenti urbani che coinvolgono ludicamente i cittadini, trova posto l’installazione di 30 altalene luminose sulle quali è possibile dondolare, contribuendo in questo modo alla variazione di intensità della luce e del suono, prodotti da luci al led e altoparlanti integrati. Autori dell’installazione sono Lateral Office e CS Design.

Il Light Design riunisce in sé design e arte contemporanea, in un mix sapiente di competenza tecnica e creatività richieste a chi se ne occupa per professione, mentre i fruitori della suggestione delle installazioni luminose godono della componente giocosa e gioiosa che le forme di luce regalano agli occhi.

Scopri la gallerie di immagini su: www.dezeen.com

Quando i bambini imparano da Madre Natura

Anche in Italia nascono gli asili e le scuole nel bosco

L’outdoor education è la proposta formativa rivolta a bambini della scuola dell’infanzia già comunemente praticata in tutti i Paesi del Nord Europa.

Da qualche anno, anche l’Italia stanno nascendo scuole all’aria aperta, in cui i bambini vengono stimolati ad esprimere i propri talenti senza costrizioni o divieti.

Pioneristico in tal senso è l’esempio dell’Asilo nel Bosco di Ostia, nato grazie all’Associazione Manes e l’Emilio, che sta prendendo piede in tutto il territorio italiano.

Non più classi e banchi di scuola, quindi, ma semplicemente l’osservazione e la frequentazione di Madre Natura per stimolare negli alunni curiosità, creatività, autonomia e immaginazione.

Il modello educativo, innovative nel panorama italiano, si affianca all’approccio pedagogico della  pedagogia dei talenti combinando insieme diversi  modelli educativi – steineriano libertario, metodo Montessori – e li mette al servizio dell’unicità del bambino, dei suoi bisogni, con l’obiettivo di far emergere i talenti che ha già dentro.

Cosa si fa in una scuola nel bosco?

Gli obiettivi della scuola sono gli stessi richiesti dal Ministero dell’Istruzione.

Ciò che cambia è la modalità di approccio alla lezione, che sfrutta le opportunità offerte dal contesto naturale con percorsi didattici individuali, dove ogni alunno è stimolato ad imparare per il piacere di farlo senza l’assillo del giudizio e del voto.

scuola e natira

I costi della scuola nel bosco

E’ stato calcolato che questo tipo di scuola costa circa l’80% in meno di un istituto pubblico tradizionale.

Nonostante ciò, questo modello formativo è ancora poco diffuso anche perchè in Italia resiste una visione centralizzata dell’offerta scolastica, che rende difficile le sperimentazioni.

Basti pensare che l’ultima legge italiana sulla scuola dell’infanzia e sulla primaria risale ad oltre 40 anni fa, e che meriterebbe più attenzione per la creazione di scuole al passo con l’innovazione pedagogica.

Scopri di più sulla scuola nel bosco

Micro architettura ecologica

La casa compatta di Muji

Il sogno green di abbattere l’economia del mattone, per preferire abitazioni più ecologiche ed eco-compatibile, senza ingombri, senza obblighi è un sogno sempre più vicino alla realtà.

A renderlo attuale ci ha pensato Muji, brand giapponese no-logo, che alla Tokyo Design Week presenta la prima vera casa compatta (solo 9 mq.), prefabbricata e low-cost.

La progettazione è minimal e funzionale, come ci si aspetta da un prodotto Muji:
una grande porta scorrevole in vetro (originariamente progettata per un negozio) regala grande luminosità, mentre la ventilazione è affidata alla piccola finestra posta sul retro.

La struttura è interamente realizzata in legno giapponese, le pareti esterne sono trattate con un metodo shou sugi di “carbonizzazione” un materiale isolante usato per le antiche navi del Sol Levante, atto a prolungare la durata del materiale e a renderlo maggiormente resistente agli agenti atmosferici, impermeabile e ignifugo.

Anche gli interni, in cipresso non trattato e compensato, sono lineari e puliti: un design minimale che lascia libertà di finitura ai proprietari.

Fondamenta in calcestruzzo, infine, isolano dal terreno e migliorano la durata della struttura.

La casa ha una veranda sull’ingresso, adatta a ospitare 3-4 persone.

Quando sarà possibile acquistarla?

L’obiettivo Muji è di metterla in commercio entro la fine dell’anno al costo di 21.000 sterline

Leggi l’articolo originale su Dezeen

Inquinamento e premi Pulitzer

belgradobelgrado

Come un piccolo giornale di famiglia può  vincere il principale premio al giornalismo

Il prestigioso premio Pulitzer 2017 per la categoria “editoriali” quest’anno è stato vinto sorprendentemente da una piccola testata locale dell’Iowa.
Stato agricolo per eccellenza, l’Iowa fa parte integrante di quel Midwest profondo che raramente assurge alle cronache nazionali e men che meno a quelle internazionali, spesso considerato, in patria come all’estero, solamente come il granaio degli Stati Uniti grazie alla sua agricoltura industriale.
Non so se avete presente quei panorami, visti spesso nei film americani, fatti di sterminati campi di mais o simili, che si susseguono senza poter capire dove ne finisca uno e dove ne inizi un altro, ecco quello è il tipico paesaggio dell’Iowa.
Recentemente l’Iowa, come i suoi vicini del Midwest, hanno avuto il privilegio dell’attenzione dei media in quanto Stati determinanti per l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.

Storm Lake Time: Come nasce un giornale di inchiesta

Ed è proprio in un tale contesto rurale e un po’ sonnolento che Art e John Cullen hanno fondato lo Storm Lake Times, un bisettimanale a “conduzione famigliare” della piccola cittadina di Storm Lake, 3.000 copie di tiratura e una redazione di 10 persone tutte più o meno imparentate.
Art è l’editorialista e vincitore del Pulitzer, la moglie Dolores la fotografa, il figlio Tom è il giornalista d’inchiesta.
La missione che fin dall’inizio hanno perseguito, come novelli Erin Brockovich, è stata quella di informare i concittadini sullo stato di salute del ambiente e principalmente dell’acqua, di monitorare costantemente gli abusi delle grandi aziende agricole a danno di terreni e falde acquifere.

Nello specifico gli editoriali per cui è stato premiato riguardano lo stato di inquinamento da nitrati del fiume Raccoon e il tentativo delle autorità di tenere nascosta la reale portata del problema.
Autorità che di fronte all’incalzare della penna di Art e alle proteste dei cittadini da essa sobillati sono dovute tornare sui propri passi e riconoscere l’entità del problema ambientale a Storm Lake.
Commentando sul suo giornale la vittoria del Pulitzer, Cullen scrive:

Three weeks ago I was an obscure country editor. A nobody except in my mind.
Two weeks ago we started getting calls from big book publishers and Hollywood producers. And agents.
So, yes, we’re trying to calm down and get back to country newspapering.
But it is hard to be a nobody right now, and I hope to use it for Iowa.

Irriverenti e pugnaci, gli editoriali ambientalisti di Art Cullen hanno sferzato la tranquillità apparente di Storm Lake e dintorni, risvegliato coscienze ecologiste nei concittadini e fustigato interessi consolidati, senza mai timore di pestare i piedi a qualcuno e anche a scapito dei propri interessi (vedi alla voce “inserzionisti”).

Fonte: corriere.it