L’architettura illustrata: gli autorevoli dei social

Studio Motterle Disegnare Architettura

In un periodo in cui gli studi di architettura investono su render e realtà virtuale, il web e sopratutto i social network, portano alla luce una nuova corrente di architetti illustratori, che punta a idealizzare un concetto di città ideale attraverso gli scketch, bozzetti a mano libera di volumi e delle forme architettoniche.

L’architettura disegnata diventa così una forma d’arte, dove il progetto architettonico si riempie di significati che sono espressione della contemporaneità.

La casa e i luoghi dell’abitare sono i protagonisti di questa nuova tendenza poetica, molto più ricca di sentimento degli scatti iper-realistici. Attraverso una scelta stilistica della linea e dei valori, che di volta in volta vengono selezionati e che esulano dalla sola realtà, si assiste infatti ad una sintesi perfetta tra immagine e concetto.

L’immagine quindi diventa non solo strumento di indagine e di comunicazione, ma un vero e proprio manufatto artistico.

un movimento che non ha lasciato indifferente il mondo dei social network e del web, trasformando questi architetti in “paladini” di un’idea di città possibile.

Marta Vilarinho de Freitas

Studio Motterle Disegnare Architettura

Di origine portoghese e laureata in architettura a Porto nel 2009. Parte dalla sua passione per il disegno per progettare “City and Memory – the Architecture and the City” una serie di illustrazioni a due dimensioni che mettono a fuoco il mondo architettonico e le sue figure geometriche ricorrenti attraverso uno studio minuzioso di edifici, facciate e strade.
L’illustrazione di Marta è un viaggio ispirato dalla sua visione dell’architettura, attraverso ricordi memorizzati o momenti vissuti.

Web martavilarinhodefreitas.com
Instagram martavilarinhodefreitas

Ana Aragão

Studio Motterle Disegnare Architettura

I disegni dell’architetto portoghese Ana Aragão indagano sull’ideale di della città immaginata, in lotta con le leggi della natura. Premiata dal Lurzer’s Archive come uno dei migliori illustratori di tutto il mondo, Ana riesce a mescolare realtà e fantasia e a creare residenze urbane che dal suo atelier di Porto arrivano in tutto il mondo.

Web AnaAragão.com
Instagram AnaAragão

Federico Babina

Studio Motterle Disegnare Architettura

Federico Babina è italiano di nascita ma spagnolo di adozione. E’ curioso di riscoprire, giorno dopo giorno, il mondo attraverso gli occhi di un bambino. I suoi disegni riescono a mescolare insieme i linguaggi dell’architettura e dell’illustrazione grazie anche all’inserimento di elementi rubati all’arte, alla fiaba e alla musica.

Web federicobabina.com
Instagram fbabina

Giuseppe Di Costanzo

Studio Motterle Disegnare Architettura

Architetto freelance, Giuseppe di Costanzo vive e lavora tra Napoli e Roma. Oltre ad esercitare la sua professione, attraverso il linguaggio della linea e dei colori, ricerca nuove forme espressive che diventano texture da applicare all’architettura, alla ceramica e ai tessuti.

Web giuseppedicostanzo.com
Instagram giuseppe.dicostanzo

Laxraven

Studio Motterle Disegnare Architettura

Laxraven, pseudonimo di Peter Ravnborg è un architetto e illustratore danese. Le sue opere in bianco e nero danno forma ad abitazioni sospese in una dicotomia tra presente e passato. La sua immaginazione scavalca il tema della città pensata come piccoli agglomerati urbani e crea utopie su universi possibili, appesi a pilastri sottilissimi.

Web LaxRaven
Instagram laxraven

Gaetano Boccia

Studio Motterle Disegnare Architettura

Gaetano Boccia ordina e cataloga i Pdda – Piccoli disegni di architettura, una raccolta di illustrazioni che esaltano il disegno come strumento fondamentale per la progettazione architettonica necessario per lo studio dei volumi, la giustapposizione dei colori e l’utilizzo delle texture.

Instagram pdda

Alessandro Luporino

Studio Motterle Disegnare Architettura

Alessandro Luporino dal 2015 realizza un dizionario illustrato sull’architettura titolato “2Q_Set”. Il suo lavoro propone di catalogare le forme e le texture che fanno parte del patrimonio iconografico dell’architettura. Nato come un quaderno degli appunti, pian piano si è trasformato in un vero e proprio diario di studio ordinato e stratificato, di figure e forme in chiaro-scuro, dove il disegno è l’unico strumento di indagine.

Instagram q_set

Alessandro Luporino invece realizza a partire dal 2015 un dizionario illustrato sull’architettura titolato “2Q_Set”. Il dizionario si propone di catalogare le forme e le texture che fanno parte del patrimonio iconografico dell’architettura. Nato come un quaderno degli appunto pian piano si è trasformato in un vero e proprio diario di studio ordinato, e stratificato di figure e forme in chiaro-scuro, dove il disegno è l’unico strumento di indagine.

Fonte professionearchitetto

Mercato Centrale. Architettura e sapore

Firenze

Nasce nel cuore della città di Firenze il Mercato Centrale, uno spazio dedicato alla cucina street food e agli artigiani del gusto fiorentini dove il cibo si fa bello, buono e semplice. Inaugurata nel 2014, questa piazza del sapore si riappropria del primo piano del mercato di San Lorenzo, rimasto inutilizzato da anni. Ispirato alle Halles parigine, è una struttura in ferro, vetro e ghisa progettata dall’architetto ottocentesco Giuseppe Mengoni ( 1829-1877), conosciuto sopratutto per aver realizzato la famosa Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.
Dove una volta si vendeva frutta e verdura, oggi si apre un’enorme piazza dove il mercato, con oltre 500 posti a sedere, si fa portavoce ufficiale della tradizione toscana e della genuinità degli ingredienti italiani davanti non solo a milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, ma anche di fronte ad un pubblico locale eterogeneo.

Studio Motterle Mercato Centrale

La qualità è garantita. Per accedere alla galleria del sapore, infatti, gli artigiani sottoscrivono e garantiscono un’attenta selezione dei prodotti che devono provenire dal medesimo Mercato. Il fil rouge che collega tutti i commercianti artigiani è l’amore per il loro lavoro, la conoscenza approfondita dei propri prodotti e la voglia di raccontarsi e di raccontare con entusiasmo la loro passione.
Molti i prodotti in vendita dalle verdure alle carni scelte, ma anche pasta, formaggio e pesce fresco o fritto. Non può mancare all’appello il re dello street-food fiorentino il lampredotto, un panino a base di trippe lesse condito con salse.

Il cibo di qualità non è un’opzione ma una realtà viva che entra nel tessuto urbano e influenza non solo i gusti ma anche la cultura cittadina attraverso il riutilizzo di vecchi luoghi, patrimoni storici delle nostre città.

Questa piazza ideale non restituisce soltanto un luogo di condivisione del cibo ma diventa anche un contenitore culturale e sociale. Sono molte le iniziative promosse e sostenute dal Mercato Centrale in collaborazione con le istituzioni locali e nazionali in diversi campi culturali legati all’arte, alla musica e alla scienza.
Queste sinergie culturali, danno luogo ad eventi importanti e di grande impatto che fanno del Mercato Centrale un polo attento e puntuale sulle tematiche contemporanee, una piazza culturale dove c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire.
Tra le diverse collaborazioni, la più proficua, quella con la Fondazione Palazzo Strozzi, un luogo d’incontro dove l’arte contemporanea dialoga con l’arte del passato, rinascimentale, in un susseguirsi di installazioni site specific, performance, concerti e teatro con artisti nazionali tra i quali spiccano Guttuso, Fontana, Schifano, Pistoletto e artisti di fama mondiale come l’artista serba Marina Abramovic, l’americano Bill Viola, e il cinese Ai Weiwei.

Roma

Il successo del Mercato Centrale arriva anche a Roma in via Giolitti, 36. In questo caso si è scelto di riqualifica e di riportare alla vecchia funzione la Cappa Mazzoniana. Opera dell’architetto futurista Angiolo Mazzoni è considerata il gioiello della ferrovia. Agli inizi del ‘900 ospitava la cucina ferroviaria, dove venivano preparati i pasti per i viaggiatori.

Torino

Studio Motterle Mercato Centrale Torino

Ad aprile anche a Torino hanno aperto le botteghe artigiane in Porta Palazzo, zona conosciuta come centro dell’attività turistica e della cittadinanza piemontese. Il format rimane invariato tra cibo, cultura e con un calendario già pieno di eventi.

LocHal Library
Recupero industriale Tilburg

Studio Motterle LocHal Ossip Architectur

Il LocHal, o come si ama chiamarlo “ il nuovo salotto di Tilburg ” è un ex capannone di deposito ferroviario di inizio ‘900, ristrutturato e riconvertito in un moderno spazio multifunzionale risultato di una proficua collaborazione tra diversi studi di architettura, da ricordare lo studio CIVIC architects che firma il progetto architettonico; Braaksma & Roos Architectenbureau per il restauro; lo studio Mecanoo achitecten per la progettazione degli interni della biblioteca, dei vari laboratori, caffè e uffici; Inside Outside / Petra Blaisse per il concept dell’interior e il tessile; e la Società Arup consulente per il progetto strutturale, illumino-tecnico e acustico.

Studio Motterle LocHal Ossip Architectur

Questa importante sinergia ha dato luogo ad uno spazio dedicato alla cultura dove gli abitanti della città olandese possono leggere, studiare, incontrarsi ma anche assistere ad eventi e a spettacoli. Il LocHal ospita infatti la biblioteca pubblica Bibliotheek Midden-Brabant, il centro culturale Kunstloc Brabant, il Fondo per la Cultura e l’Industria creativa Brabant C, e gli spazi di co-working di Seats2Meet.

La LocHal Lybrary si ispira al recupero dei vecchi edifici industriali, come il Centre Pompidou di Bruxelles.
Grazie allo Studio Mecanoo riesce a sintetizzare gli elementi fondamentali della storia ferroviaria con l’industria tessile di Tilburg, il legno di quercia e l’acciaio sono utilizzati a contrasto alle vecchie travi e piloni che costeggiano la strada centrale dell’edificio. I vecchi binari, come un’opera ready made, sono impiegati come grandi scrivanie “treno” su ruote ferrate, che all’occorrenza possono muoversi verso l’esterno per creare un palcoscenico dedicato agli eventi all’aperto.
Anche le tende, progettate a tutta altezza da Inside Outside creano quinte mobili che dividono gli spazi.

Centro nevralgico dell’intera struttura è la caffetteria al piano terra dove spicca il logo di luci al neon che insieme alle piastrelle in ceramica nei colori rosso, marrone e oro rendono il bar subito visibile nel grande ambiente. Grazie a un sistema di scalinate, dove si può leggere comodamente, si raggiungono i laboratori, le sale e gli spazi dedicati all’infanzia distribuiti su più livelli.
La coloratissima biblioteca per i bambini, ispirata al vicino Parco Efteling, ricca di matite colorate e righelli over-size che fungono da scaffali poggia libri con tavoli a forma di cellulare dove i bambini possono leggere o ascoltare racconti diversi comodamente sdraiati su un libro aperto.
Il LearningLab un grande spazio per la lettura con tavoli realizzati con pile di libri e ripiani in rovere e la tribuna a scale una vera e propria arena coperta per conferenze, mostre dibattiti e presentazione di nuovi libri.

Centro Sportivo per l’Arrampicata – Brunico

Studio Motterle Centro Sportivo Arrampicata
Studio Motterle Centro Sportivo Arrampicata

Il Nuovo Centro Sportivo per l’Arrampicata nasce nel 2009 grazie ad un concorso europeo promosso dalla Provincia Autonoma di Bolzano per la progettazione di un polo di arrampicata sportiva che coprisse l’esigenza nella zona di un luogo aperto tutto il giorno per attività scolastiche ma anche per il tempo libero.

A vincere il concorso trentino, tra 85 partecipanti, è lo Studio di Architettura Stifter + Bachmann che di fatto progetta e realizza il primo centro di arrampicata come una vera e propria sede scolastica. Diverse classi possono usufruire parallelamente degli spazi che includono tre tipologie di arrampicata dalla più semplice a corda, a quella più complessa “bouldering”, allestite sia al chiuso che all’aperto con adiacente platea per gli spettatori e un’area spogliatoio, aperti tutto il giorno.

Dati i molteplici stili che contraddistinguono le strutture scolastiche preesistenti nella zona di Brunico gli architetti scelgono di dare al progetto una forte componente simbolica. Una sequenza di volumi che si diversificano per elevazione e abbassamento sono ben inseriti nel paesaggio naturalistico che caratterizza la zona. L’atrio è pensato come il fulcro della struttura e spartiacque per le diverse attrazioni del centro sportivo. Tutte le principali attività, la palestra “bouldering”, la palestra principale e didattica, iniziano al piano interrato per svilupparsi poi per tutta l’altezza dell’edificio. Grazie alle vetrate interne che si affacciano dall’atrio e dal bar o dalla passerella al primo piano i visitatori possono osservare il lavoro e le mosse degli scalatori.

Il prospetto esterno dell’edificio si profila come una parete impermeabile, senza aperture, mentre l’interno è quasi completamente vetrato, trasparenza che mette subito a sua agio il visitatore che una volta superato l’atrio raggiunge il foyer dove all’occorrenza può chiedere informazioni, accedere al bar oppure noleggiare attrezzature d’arrampicata. La simbiosi con l’ambiente circostante si evince anche dalla materia di cui è fatto l’edificio. L’architettura monolitica dell’esterno è realizzata infatti da un cemento “bocciardato” creato con inerti calcarei originari del luogo mentre la copertura della struttura funge da quinta parete che varia con l’altezza e la profondità dei volumi.

Il polo sportivo di arrampicata trentino si colloca in vetta alla classifica europea per la modernità dei sistemi di scalata e la suddivisione delle funzioni ma anche e sopratutto perché riesce a legarsi pienamente con l’ambiente diventando metafora culturale e sociale del territorio. Lo stile architettonico, lo sviluppo dei volumi che lo compongono, sono espressione concreta e tangibile dello slogan “una mente sana in un corpo sano”, motto distintivo del territorio.

Fonte: Achilovers

Fotografie: Rene Riller

La scuola a impatto zero
Istituto Carracci – Bologna

Studio Motterle Polo scolastico Carracci Bologna

Il nuovo polo scolastico Carracci sorgerà nel quartiere di Porto-Saragozza, bene paesaggistico di interesse pubblico nei pressi delle colline Bolognesi. Grazie al Comune di Bologna, che ha indetto un concorso per un progetto di fattibilità tecnica-economica per la realizzazione di un nuovo complesso scolastico, si andrà a sostituire le vecchie scuole inagibili dal 2010, con un nuovo polo multifunzionale completo di palestra, agorà, mensa e biblioteca aperte non solo agli alunni ma a tutta la collettività come previsto dalla guida del Miur 2013.

Studio Motterle Polo scolastico Carracci Bologna

Tra oltre 136 progetti presentati in Comune spicca la proposta del giovane architetto fiorentino Andrea Borghi che insieme al team di Tiarstudio e adp architetti si aggiudicano il primo premio. A fare la differenza la volontà di ridurre l’impatto visivo della struttura creando una relazione continua tra il dentro dell’edificio e le colline circostanti, sempre visibili da tutti i piani dell’edificio; le strategie utilizzate per ridurre l’impatto con l’ambiente, che superano di molto le soglie richieste dal bando e infine i servizi offerti alla città oltre gli orari scolastici.

Sfruttando il declivio naturale del terreno ed utilizzando il sedime della vecchia scuola, il team di Andrea Borghi progetta un istituto per classi elementari e medie, che si sviluppa su un percorso didattico tra aule definite e ambienti che di volta in volta si adattano a nuove funzionalità. L’Agorà ideata come un’ampia gradinata coperta e a doppia altezza con una vetrata rivolta verso le colline circostanti, diventa cuore pulsante dell’edificio e della stessa collettività. La palestra, grazie ad uno studio approfondito dei percorsi, è situata sul livello del giardino Dotti permettendo attività sportive anche all’aria aperta. Lo spazio circostante rimane perlopiù inalterato, tranne per un percorso concentrico in ghiaia, organizzato con punti di apprendimento, un piccolo orto per insegnare i cicli della natura e un’agorà esterna.

L’esterno dell’edificio è caratterizzato da un rivestimento in doghe di larice e da basamenti intonacati. A livello strutturale gli elementi verticali in legno xlam si poggiano su un telaio in calcestruzzo armato. La copertura invece è progettata come una falda unica rivolta verso l’interno.
Il basso impatto ambientale e il risparmio energetico è garantito dall’installazione di impianti a fonti rinnovabili e a sistemi alternativi che offrono prestazioni importanti dal punto di vista dell’impatto ambientale NZEB (Nearly Zero Energy Building)

Il nuovo polo scolastico Carracci si inserisce a pieno titolo in una nuova idea di scuola, capace di creare nuovi scenari aperti all’integrazione con il tessuto urbano e alle comunità locali che la ospitano.