Architettura Europa: le opere in top 20

Università, chiese, infrastrutture e centri culturali hanno caratterizzato le opere architettoniche realizzate in Europa nell’ultimo anno.
Un arricchimento per le città e i piccoli centri, tutte accomunate dal desiderio di recuperare le pre-esistenze per creare nuovi spazi e nuovi collegamenti a vivere appieno tutti gli spazi della città.

Dopo gli esempi di Copenaghen e Londra, anche il Portogallo è stato coinvolto in questo processo di miglioramento grazie alle nuove opere di architettura.

Architettura Europa: le altre opere protagoniste

A renderlo protagonista, il pluripremiato architetto Alvaro Siza che concentra il suo lavoro per il recupero di una piccola chiesetta sulle colline dell’Algarve, a Lagos e realizza 65 mq. in mattoni, pietra calcarea e ceramica sviluppati per realizzare un volume semplice

Terminato anche il terminal crociere di Lisbona di João Luís Carrilho da Graça: dopo il Maat, Museo d’arte, architettura e tecnologia, questo nuovo edificio crea un punto di contatto con il fiume Tago. Anche in questo caso è la copertura a trasformare l’edificio in un luogo da vivere che diventa un nuovo spazio pubblico di incontro.

Un tocco portoghese anche per la nuova facoltà di architettura a Turnai in Belgio.
Opera dello studio portoghese Aires Mateus, la facoltà è stata realizzata sfruttando gli antichi edifici in mattoni.

Alvaro Siza firma un altro esempio di architettura religiosa in Francia e sceglie il cemento bianco per la chiesa di Saint-Jacques-de-la-Lande a Rennes

Sempre in Francia, a Parigi oltre al nuovo Palazzo di Giustizia di Renzo Piano vede la sua conclusione la Engineering Science School, firmata Oma

In tema di edilizia universitaria, a Bergen in Norvegia Snøhetta progetta e completa la Facoltà d’arte, musica e design

Concludono questa carrellata di opere architettoniche europee due nuovi musei
il V&A Dundee, il museo scozzese del design che ridisegna il waterfront della città riproponendo una struttura che simula le scogliere scozzesi

Il waterfront di Dundee riparte dall’architettura – Riqualificazione Urbana

e il complesso museale veneziano M9 a Mestre di prossima inaugurazione: una vera e propria smart city che va oltre il recupero architettonico della tradizione

M9: urbanistica orientata al futuro

Non ci resta che aspettare le novità del 2019.

Fonte: Professione Architetto

Architettura in Europa: le opere concluse nel 2018

10 opere di architettura tra le più significative del 2018

La fine dell’anno si avvicina ed è giunto il momento di tirare le somme anche in ambito architettura.
Quali città e quali edifici hanno caratterizzato maggiormente l’architettura del 2018 in Europa?
Capolavori di piccole e grandi dimensioni accomunate tutte da un concept di fondo: creare nuove connessioni tra i diversi luoghi delle città, recuperando spazi e strutture pre-esistenti.

Architettura in Danimarca: regina delle nuove prospettive

Copenaghen, la capitale danese vanta ben 4 opere degne di essere menzionate:

  • BLOX: lo studio di architettura Oma firma il nuovo punto di riferimento nel paesaggio del porto di Copenaghen. Un grande edificio composto da parellelepipedi crea un passaggio pubblico che sovrasta l’arteria stradale principale che connette l’area urbana del porto con il Parlamento. Blox al suo interno ospita il DAC (Danish Architecture Center) e spazi produttivi di co-working, ristoranti, appartamenti, parcheggi automatizzati e nuove piazze cittadine.
    Sul tetto, il rooftop cafè offre una vista panoramica sul porto
  • SILO: lo studio di architettura COBE termina la trasformazione di un silo a Nordhavn (zona portuale) in moderni appartamenti che conciliano l’anima industriale all’interno con una facciata in acciaio zincato all’esterno.
    Il pluripremiato progetto ha vinto, tra gli altri, il Best Tall Building Europe 201 del Ctbuh (Council on Tall Buildings and Urban Habitat).
  • LA GRU: sempre nel porto danese, lo studio di architettura Arcgency rifunzionalizza una gru adibita al carico di carbone in un lussuoso appartamento con sala riunioni, spa e terrazza panoramica
  • LA TORRE MAERS: la Facoltà di Salute e Scienze Mediche dell’Università di Copenaghen si estende oggi nella nuova torre progettata dallo studio C.F. Møller Architects adibita a centro di ricerca in ambito sanitario. Oltre alle aule e ai labOratori di ricerca, la torre è dotata di tecnologie all’avanguardia, auditorium esale riunioni

Sempre in Danimarca, a Vejle, l’artista Olafur Eliasson firma un’opera d’arte architettonica per la società Kirk Kapital.
Il Fjordenhus è un’opera d’arte completa, aperta al pubblico al piano terra.
Come una moderna Venere, il Fjordenhus sembra affiorare dall’acqua. Al suo interno anche l’arredamento e l’illuminazione sono state progettate per essere all’altezza dell’opera generale.

Sempre in Danimarca, a Vejle, l’artista Olafur Eliasson firma un’opera d’arte architettonica per la società Kirk Kapital.
Il Fjordenhus è un’opera d’arte completa, aperta al pubblico al piano terra.
Come una moderna Venere, il Fjordenhus sembra affiorare dall’acqua. Al suo interno anche l’arredamento e l’illuminazione sono state progettate per essere all’altezza dell’opera generale.

Architettura inglese 2018

Della riqualificazione urbana di Londra ne abbiamo più volte parlato. E anche oggi una menzione alla città britannica è d’obbligo per la moltitudine di opere concluse nell’anno in corso.

  • Il padiglione temporaneo della Serpentine Gallery, immersa nel verde dei giardini di Kensington, è stata affidata all’artista messicana Frida Escobedo. Utilizzando tegole in cemento, l’artista riesce a creare un sottile gioco di luci e ombre che ricordano i cortili messicani, con contaminazioni derivanti dai materiali e dalla storia britannica
  • La nuova London Bridge Station, proprio nei pressi del celebre Shard di Renzo Piano, conclude la riqualificazione dell’area urbana iniziato nel 2013 e che è sempre rimasta in funzione.
    La nuova infrastruttura concilia il vecchio edificio con una nuova concezione di luogo pubblico dimensionato per ospitare oltre 50 milioni di passeggeri all’anno.
    Tutti gli interventi mirano a creare ampi spazi pubblici così da riqualificare il Southbank
  • Maggie’s Centres, le case inglesi adibite al sostegno morale e psicologico ai malati oncologici, vivacizza il centro della capitale britannica: riconoscibili per il rivestimento di vetro bianco con inserti di colorati, studiato appositamente per l’edificio, crea un gioco di luce e ampi spazi che sono stati i principi ispiratori del progetto firmato dallo statunitense Steven Holl Architects.
  • Si concludono anche i lavori di ampliamento della Royal Academy of Arts guidati da David Chipperfield Architects. La progettazione ha messo in connessione i due edifici dell’accademia, adeguandoli tecnologicamente e funzionalmente.
  • Anche Bloomberg nella City di Londra cambia veste.
    Una riqualificazione progettatata da Norman Foster finalista al RIBA Stirling Prize, il premio per le migliori architetture del Regno Unito.

Per completare la panoramica delle opere nel Regno Unito, una citazione alle nuove distillerie di whisky Maccalan, in Scozia progettate dallo studio di architettura Rogers Stirk Harbour + Partners che ha creato nuovi ambienti funzionali per accogliere i visitatori rivelando i processi di produzione, circondati dalla splendida natura circostante.

Ma altre 10 opere hanno arricchito l’Europa. Le scopriremo la prossima settimana.

Progettazione architettonica per il Future Campus Dublino – Esito del Bando

Ripensare all’Università come punto di riferimento per l’intera città

Decretato il vincitore del concorso di progettazione architettonica per il Future Campus Dublino, indetto dall’Università irlandese, che ha animato un bando internazionale che ha raccolto 98 proposte di progetti architettonici  da 28 paesi di tutto il mondo.

Il progetto urbanistico richiedeva obiettivi strategici precisi:

  • promuovere la visibilità dell’Università come luogo di cultura, ricerca, innovazione e socializzazione;
  • raggiungere la sostenibilità energetica e la bio-compatibilità ambientale;
  • rafforzare la connettività viabilistica e infrastrutturale tra il Campus e la città circostante.

Ai 6 studi di architettura finalisti è stato richiesto di presentare un masterplan di progetto architettonico esecutivo sullo sviluppo della zona di ingresso all’Università e un nuovo concept per il Centro Creativo di Design (Centre for Creative Design)

Gli studi di architettura finalisti

  • Diller Scofidio + Renfro (US),
  • Studio Libeskind (US),
  • UNStudio (Paesi Bassi)
  • John Ronan Architects (US),
  • Steven Holl Architects (US),
  • O’Donnell + Tuomey (Irlanda)

Vedi i progetti architettonici

Lo studio di architettura Steven Holl Architects firma il progetto vincitore

Lo studio architettonico proposto dal team da Steven Holl è stato progettare un edificio dalle forme iconiche e riconoscibili che danno accesso ad un sistema di corti e giardini interni.
L’elemento del verde rafforza il rapporto tradizionale irlandese tra l’uomo e la Natura.

Infatti il Centre for Creative Design è illustrato da una piazza e uno specchio d’acqua che mostra al visitatore forme ispirate al Giant’s Causeway, il Selciato del Gigante, una scogliera della costa irlandese, patrimonio dell’UNESCO.

Il complesso gode di illuminazione naturale fornita dalle strutture verticali inclinate a 23 gradi, come l’angolo di inclinazione assiale della Terra.
La Torre d’acqua dodecaedrica, simbolo dell’Università, viene ripresa anche nelle nuove forme nell’Auditorium.

La distribuzione degli spazi interni è caratterizzata da un’alternanza di spazi comuni, vetrate e zone private che incoraggiano lo scambio di relazioni e la concentrazione; mentre gli spazi esterni sono costellati da bacini idrici, spazi di sosta riparati ed informali e viali alberati nel rispetto e valorizzazione della natura già presente.

2. DILLER SCOFIDIO + RENFRO

Il progetto architettonico presentato dal team Scofidio intende creare una connessione dinamica tra il Campus e la Natura, ideando un reticolato di viali immersi nel verde, modificando in questo modo la linearità dei percorsi già esistenti.

Il Centro di Design diventa il punto di connessione tra la scuola di Architettura e quella di ingegneria, tramite una forma a spirale con vista sulla Baia di Dublino protetta da un tetto di legno.

3. STUDIO DI ARCHITETTURA LIBESKIND

Il CCD diventa la porta di incontro tra il vecchio e il nuovo campus, circondato da aree e percorsi immersi nella natura, dando luogo a complessi architettonici ognuno dei quali dotato di un cortile centrale dalla forte identità, che trae ispirazione da  motivi letterari irlandesi.

All’interno del Centro, gli spazi di lavoro sono simili a loft, aperti e flessibili.

4. UNSTUDIO

Il progetto architettonico di UnStudio trasforma il Campus in un luogo d’incontro per l’innovazione, dove le aree sono flessibili e progettate per diventare “destinazioni” – culturali e commerciali -immerse nel verde.

Il CCD è sviluppato come una piattaforma modulare.

5. JOHN RONAB Architects

Il progetto architettonico propone di vivere il Campus come una vetrina per l’innovazione: trasforma il ponte stradale in un area pedonale alberata, il CCD si definisce come una torre di 10 piani visibili da lontano, ed è dotato di terrazze panoramiche e giardini invernali che estendono l’alberatura del viale di ingresso in un bosco verticale come continuum tra edificio e natura.

Gli spazi di apprendimento simili a loft conferiscono al CCD un carattere sofisticato e tecnologico.

6. O’DONNEL + TUOMEY

Un progetto che trasforma UDC in un campus ecologico grazie alla sequenza di terrazze paesaggistiche, Il CCD spicca per le asimmetrie di vetro e cemento ad alta efficienza energetica della struttura, traslucida di giorno, illuminata come una lanterna di notte.

Fonte: Artribune

Utopia: un esempio di architettura urbana

architettura urbana belgio

Architettura urbana per la Biblioteca e l’Accademia d’arte fiamminga

Si chiama Utopia ed è la nuovo edificio progettato dallo studio di architettura KAAN Architecten nella città di Aalst in Belgio, in seguito a una competizione aperta lanciata nel 2015 dal Consiglio comunale.

Il nuovo complesso architettonico ospita la Biblioteca e L’Accademia d’Arte è stato inserito nel tessuto urbano per interagire, vivacizzare e migliorare la fruizione del centro cittadino.

La complesso  si sviluppa in una struttura in mattoni di 8.000 metri quadrati che incorpora diversi edifici storici, per fondersi con le pre-esistenze e dare vita ad un paesaggio urbano giovane, elegante e funzionale.
Tra gli edifici coinvolti, la Pupillenschool del 1880, è ora la pietra angolare di questo nuovo edificio. L’immobile fu in passato scuola in cui i figli dei soldati venivano educati fino all’età di 16 anni quando potevano registrarsi per un reggimento.

Sia all’esterno che all’interno, le facciate storiche si fondono perfettamente con gli spazi generosi, mentre la muratura dialoga con elementi in cemento grigio chiaro.

L’Utopia, la città e i suoi abitanti sono inestricabilmente legati e possono guardarsi l’un l’altro attraverso alte e ampie aperture, accuratamente tagliati fuori dalla muratura.

L’ingresso dell’edificio si trova in una piazza interna tra la caffetteria e l’Auditorium. Passando attraverso l’ampia sala, il paesaggio interno aperto dell’edificio si sviluppa dal pavimento al soffitto, e a sbalzo nello spazio ci sono spessi pavimenti di cemento che sembrano galleggiare.

Appeso a diverse altezze, ogni livello è caratterizzato da librerie e tavoli da lettura, mentre si guarda nell’atrio e verso la facciata in mattoni dell’edificio preesistente.

Inoltre, una libreria alta 11.50 metri si allunga verso il soffitto, piena di libri donati da ogni residente di Aalst.

Le strutture sembrano essere supportate dai libri. Le librerie sono spinte contro dischi di cemento che consentono ai pavimenti di sporgere senza supporto extra. Imitando i gradini, le scale zigzag verso l’alto, dando alla scala una presenza scultorea alla periferia del magnifico atrio e sala lettura. I soffitti sono stati minimizzati al punto di essere quasi inosservabili. Tutti i sistemi tecnici sono nascosti dietro una rete metallica tesa che attenua la luce intensa e crea un’atmosfera piacevole durante il giorno.

Il progetto di architettura urbana

L’Auditorium occupa il piano terra, mentre l’Accademia delle Arti è ospitata nei primi due piani, accanto all’atrio della lettura. All’interno del nuovo edificio, la sala da ballo, gli studi di prova e gli spazi di insegnamento hanno finestre alte e ampie come le stanze stesse, che offrono una vista sulla città e uno sguardo verso l’interno della città, dando espressione alla composizione della facciata.

Usando lo stesso linguaggio espressivo, le inferriate delle finestre della ex Pupillenschool sono state rimosse e i davanzali del piano nobile sono stati notevolmente abbassati.

L’acustica era uno strumento di progettazione fondamentale per KAAN Architecten: la lettura nella biblioteca non dovrebbe essere interrotta dalle lezioni di musica e dalle prove del gioco. I pavimenti in calcestruzzo sospeso sostituiscono i pavimenti in legno originali, le porte vengono trasformate in barriere audio e le finestre con doppi vetri catturano ogni singola nota di pianoforte.

Gran parte dell’aspetto dell’edificio è costituito da nuovi mattoni. I colori predominanti della città fiamminga sono stati studiati e gli architetti hanno scelto un mattone scuro chiamato “Red Aalst”. Per accentuare la dualità di Utopia, questi lunghi mattoni piatti (50 x 10 x 4 centimetri) sono stati posati in formato orizzontale per completare le facciate della vecchia scuola orientate verticalmente.

Architettura sostenibile

La progettazione architettonica dell’Utopia non ha dimenticato la sostenibilità:
l’edificio è stato costruito con materiali e manodopera locale usando macchinari a basso consumo energetico; pannelli solari, impianto geotermico e lampadine a LED garantiscono il sostentamento energetico, l’acqua piovana viene raccolta e riutilizzata.
Anche i mattoni rovinati durante la costruzione dell’Utopia non sono stati sprecati, ma riutilizzati in favore di altri progetti

Il complesso architettonico prende spunto dal libro “Utopia” di Thomas More – stampato per la prima volta dal cittadino di Aalst Dirk Martens. Un nome altisonante così come il desiderio raggiunto dallo studio di archiettura KAAN di interagire con il tessuto urbano.
In poco tempo l’Utopia è già un punto di riferimento nel centro di Aalst, con i cittadini desiderosi di godere e accogliere un nuovo punto di riferimento nella loro vita quotidiana.

Fonte: Archilovers
Photo: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti

Il waterfront di Dundee riparte dall’architettura – Riqualificazione Urbana

Si concludono i lavori del nuovo Victoria & Albert Museum,  il primo edificio in Scozia dedicato all’arte contemporanea e inaugurato nel settembre 2018.

Il progetto vincitore del concorso internazionale di architettura del gennaio 2010 è firmato dall’archistar giapponese Kengo Kuma, che realizza così il suo primo edificio nel Regno Unito.

L’ architettura del nuovo Victoria & Albert Museum  propone di riqualificare l’area del waterfront rielaborando l’importante storia commerciale e marittima di Dundee. Un’opera attiva e dinamica che crea una connessione tra la città e il vicino fiume Tay, emblema dell’importante passato commerciale della città.

Un’ architettura che mira a tradurre l’unicità geografica del paesaggio scozzese, che crea una sorta di scogliera in città, che a vederla da lontano sembra la prua di una grande nave che prende il largo verso il vicino Mare del Nord.

Esattamente come il profilo delle frastagliate scogliere della Scozia nord-orientale, l’architettura delle pareti esterne del museo è stata progettata con un rivestimento di oltre 2466 elementi in pietra incastrati tra le lastre di cemento che proiettano ombre sempre diverse sulle facciate dell’edificio durante il giorno.

L’obiettivo del designer è stato quello di evitare pareti verticali e proporre un design moderno che trae ispirazione dalla “conversazione tra terra e mare” tipico del paesaggio scozzese.

Il Victoria & Albert Museum di Dundee ha l’obiettivo di diventare il vero e proprio centro culturale della zona:

  • lo spazio di 8500 mq è definito da due piramidi rovesciate che si incontrano all’apice creando lo spazio per le esposizioni;
  • la torsione degli edifici, in questo modo, segue la direzione delle due principali vie della città.
  • Si viene a creare una sorta di porta urbana integrata con la viabilità cittadina, che  ricorda l’Arco Reale costruito per commemorare  l’arrivo della regina Vittoria e al principe Alberto.

Oltre alle due gallerie per le esposizioni, l’ auditorium e le attività commerciali, il museo ospita aree aperte dedicate a laboratori e workshop per interagire con i visitatori e stimolare alla creatività.

Un progetto architettonico lungimirante, che ha visto raddoppiare l’investimento stimato: il costo complessivo è infatti salito a 80 milioni di sterline.

Fonte: Domus
Photo: Kengo Kuma & Associates