Fiera Ambiente Francoforte: trend design ’19

Fiera Ambiente Francoforte

La fiera Ambiente di Francoforte si presenta come un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono conoscere il trend 2019 in merito a colori, materiali e atmosfere che caratterizzeranno l’anno in corso. A partire dalla cucina, passando per l’interior design, fino ad arrivare all’oggettistica per la casa, avrete modo di conoscere tutte le novità del nuovo anno. Tra i più importanti eventi fieristici internazionali riguardanti l’industria dei beni di consumo, la fiera Ambiente si terrà a Francoforte dall’8 al 12 febbraio.

Le nuove tendenze del design

Fulcro della fiera sarà ovviamente la ricerca sulle nuove tendenze, individuate grazie allo studio dell’ufficio stile tedesco bora.herke.palmisano. Tra questi si annoverano:

  • Tasteful Residence,materiali morbidi, nuance intense e linee pure,
  • Quiet Surrounding, ovvero attenzione alla sostenibilità, materiali e colori legati al mondo naturale,
  • Joyfilled Ambience, con prevalenza di colori accesi e allegri, uso di pattern e accostamenti inaspettati.

Quest’anno il Paese Partner è l’India e sarà possibile ammirare le opere del  designer, artista e artigiano Ayush Kasliwal, creative director e co-fondatore dello studio interdisciplinare AKFD & Anan Taya con sede a Jaipur. Della stessa nazionalità è anche il progettista del Café del padiglione 4.1, Sandeep Sangaru che ha dato vito ad un’ambiente all’insegna della pace e del relax grazie a un arredo artigianale a base di bambù. Per chi, invece, vuole entrare in un’ambiente ad alto contenuto tecnologico, allora non può perdere  la mostra Point of Experience, opera dello studio di design tedesco Gruschwitzò.

Fonte: www.abitare.it/fiera-ambiente-francoforte-2019/

Fiera Ambiente Francoforte

Fiera Ambiente 2019: le novità

Rispetto agli anni passati, l’edizione 2019 della Fiera Ambiente presenta una diversa disposizione, grazie alla riorganizzazione dei tre saloni in cui Ambiente è articolata, ovvero Dining, Living e Giving. Quest’ultimi si riferiscono ai settori merceologici di riferimento, come articoli per la tavola arredamento e idee regalo. Il target di riferimento è rappresentato da buyer generici, ma anche il mercato HoReCa e produttori internazionali specializzati in arredamenti per il settore alberghiero e contract. Da non perdere anche l‘evento serale esclusivo chiamato Get-Together, che si presenta come il giusto modo per ottimizzare l’incontro tra domanda e offerta. Oltre che sui nomi blasonati della scena internazionale, come Sebastian Bergne, alla Fiera Ambiente di Francoforte verrà posta anche attenzione sui giovani designer emergenti, grazie alle aree espositive Talents e Next.

Fonte: www.abitare.it/fiera-ambiente-francoforte-2019/

Fiera Ambiente Francoforte
Fiera Ambiente Francoforte

Architettura: le migliori opere del 2018

Il mondo dell’architettura reputa il 2018 come un anno particolarmente proficuo, dal punto di vista delle opere realizzate. Avevamo già descritto le migliori  opere architettoniche in Europa, ora è il momento di chiudere il cerchio con la classifica dei best of in tutto il Mondo.

Le migliori opere del 2018

Il primo grattacielo sostenuto da un esoscheletro esterno

L’Hotel Morpheus di Macao, ad opera dello studio Zaha Hadid, è il primo esempio di grattacielo al mondo sostenuto grazie alla presenza di un esoscheletro esterno d’acciaio. Si tratta di una struttura dalla forma libera che ha offerto la possibilità di creare due oblò all’interno dell’edificio.

L’impianto di smaltimento rifiuti utilizzato come pista da sci

Lo smaltimento dei rifiuti è senz’ombra di dubbio uno dei maggior problemi della società odierna. Proprio per questo motivo BIG-Bjarke Ingles Group ha progettato l’impianto di smaltimento rifiuti CopenHill di Copenhagen che si presenta come un vero e proprio emblema dell’utilizzo delle più moderne tecnologie. Il profilo obliquo, infatti, potrà essere sfruttato come una sorta di montagna artificiale dove poter sciare e divertirsi tra sentieri appositamente ideati per fare delle rilassanti escursioni.

La succursale scozzese del V&A Museum

A settembre ha inaugurato il V&A Dundee, sede in Scozia (a Dundee appunto) del blasonato del museo londinese disegnata da Kengo Kuma: una costruzione affacciata al Mare della Scozia, riconoscibile per la facciata irregolare e spigolosa che ricorda la Costa del Nord.

Il grattacielo più alto d’Europa

Il 2018 verrà anche ricordato per essere l’anno in cui è stato realizzato il grattacielo più alto d’Europa. Si tratta del Lakhta Centre di San Pietroburgo, un edificio multifunzione realizzato dallo studio di architettura Rmjm . Alto ben 462 metri, al suo interno si trova la nuova sede della compagnia energetica russa Gazprom.

Le migliori opere del 2018 in Italia

Anche il 2018 di Milano è all’insegna dell’architettura. Ad aprile, infatti, sono state inaugurate la Torre Generali di Zaha Hadid nel complesso CityLife e la Torre della Fondazione Prada progettata da Rem Koolhaas.

In occasione della Biennale di Architettura di Venezia, invece, il progetto più apprezzato, ma allo stesso tempo oggetto di discussione, è stato il padiglione del Vaticano. Il progetto in questione, infatti, prevede l’installazione di dieci cappelle nel sull’Isola di San Giorgio. A realizzare le opere sarebbero progettisti di alto spessore, come Norman Foster, Eduardo Souto de Moura, Flores & Prats, Terunobu Fujimori.

Le migliori opere del 2018 nei Paesi Scandinavi

Per quanto riguarda i Paesi scandinavi, annoveriamo il debutto come architetto dell’artista Olafur Eliasson. Quest’ultimo ha realizzato sui dockland orientali di Vejle in Danimarca Fjordenhus il suo primo edificio. Si tratta di una torre di mattoni scolpita da archi parabolici che sorge dalle acque del Mare del Nord.

Leggi l’approfondimento sull’architettura in Danimarca

Ad agosto, inoltre, è stato presentato il museo Amos Rex di Helsinki, progettato dallo studio finlandese JKMM. Con una struttura di ben 6230 mq dedicati all’arte e alla cultura praticamente invisibili, è situata sotto la piazza del Lasipalatsi, Palazzo del Vetro, e affiora in superficie grazie a dei magnifici lucernari che si basano sul concetto di parco urbano.

A questo punto abbiamo visto alcuni dei miglior progetti realizzati nel corso 2018. Ovviamente ve ne sono molti altri e alla base di tutti quanti vi è l’utilizzo di tecnologie particolarmente all’avanguardia e innovative. Di sicuro l’anno passato è stato particolarmente proficuo per l’architettura e si presenta come un valido punto di riferimento per i progetti e le realizzazioni future.

Alberi di Natale nel Mondo

Un giro virtuale tra gli addobbi di Natale più belli del Pianeta

Ci abbiamo pensato: quest’anno, per augurarvi buon Natale, vogliamo fare con voi un giro virtuale tra gli alberi di Natale più belli del pianeta. Pronti a partire?

  • San Pietroburgo, Russia

Il cortile del Palazzo d’Inverno, storica sede degli zar russi, si arricchisce ogni anno con un mastodontico albero composto da rami attaccati a una struttura metallica. Essendo l’albero di Natale più grande della città, è luogo di pellegrinaggio durante tutti i mesi invernali.

  • Città del Messico, Messico

Lo Zócalo in Plaza de la Constitución si impreziosisce a Dicembre con aun enorme albero di Natale illuminato da ornamenti colorati e circondato da mosaici a stringhe di luce sugli edifici circostanti. Un albero che simboleggia la pace in un luogo da sempre palcoscenico di celebrazioni e … proteste.

  • Città del Vaticano

L’albero e il presepe posto in Vaticano, davanti alla Basilica di San Pietro è una tradizione piuttosto recente, iniziata nel 1982 da Papa Giovanni Paolo II. L’anno scorso il grande abete è stato illuminato da 18.000 luci a LED e decorato con ornamenti realizzati da bambini provenienti dagli ospedali di tutta Italia.

  • Parigi, Francia

L’albero della Galleria Lafayette merita una menzione: opera dall’artista Lorenzo Papace, è alto 140 piedi  ed è interamente realizzato in carta, in collaborazione con il produttore di carta Arjowiggins.

  • Rio de Janeiro, Brasile

A Rio de Janeiro l’albero galleggia: si chiama Lagoa ed è stato inserito due volte nel Guinness dei primati come il più grande albero galleggiante del mondo.

  • Londra, Gran Bretagna

Dal 1947 la città di Oslo dona l’albero di Natale di Trafalgar Square alla città di Londra. Solitamente si tratta di un abete rosso vecchio di oltre 50 anni. La sua illuminazione si svolge il primo giovedì di dicembre e dà ufficialmente il via alle festività natalizie.

  • Osaka, Giappone

Si aggiudica il Guiness dell’albero più illuminato del Mondo:  oltre 534.000 luci nel 2015 e 550.000 nel 2016. Saranno riusciti a battere il record nel 2017?

  • New York, Stati Uniti D’America

Niente simboleggia il Natale a New York più dell’albero del Rockefeller Center. Esposto per la prima volta nel 1933, da allora la sua illuminazione è diventata un evento nazionale, con migliaia di persone che affollano i marciapiedi di Midtown per la sua accensione. L’abete rosso di 94 piedi  è sormontato da una stella di cristallo Swarovski ed è decorato con più di 50.000 luci a LED.
(una curiosità: nel 1993 aveva solo 700 luci.)

  • Berlino, Germania

Tra un mercatino e un glühwein è bene fare un giro davanti al palazzo del Parlamento tedesco, per ammirare il bellissimo albero antistante che si distingue per la sua semplicità.

  • Strasburgo, Francia

La fiabesca città dell’Alsazia diventa ancora più magica durante le festività natalizie. Già famosa per il Christkindelsmärik, il celebre mercatino natalizio, ogni anno milioni di visitatori possono godere la vista del grande albero di Natale illuminato nella piazza centrale di Place Kléber.

  • Gubbio, Italia

Non serve girare tanto per trovare l’albero più grande del mondo. Lo abbiamo qui in Italia, a Gubbio.
Questo albero alto 2130 metri è installato sulle pendici del Monte Ingino, costituito da 3.000 luci multicolori.
Una curiosità: nel 2014 fu attivato da remoto da Papa Francesco.

 

(ph. GettyImages)

E poi ce n’è uno, che non ha primati e nemmeno luci, ma che per noi è speciale: E’ il nostro, che vi regaliamo con i nostri migliori auguri. Da tutto lo staff di Gruppo Motterle, auguri sinceri!

(disegno: Alberto Motterle)

Il waterfront di Dundee riparte dall’architettura – Riqualificazione Urbana

Si concludono i lavori del nuovo Victoria & Albert Museum,  il primo edificio in Scozia dedicato all’arte contemporanea e inaugurato nel settembre 2018.

Il progetto vincitore del concorso internazionale di architettura del gennaio 2010 è firmato dall’archistar giapponese Kengo Kuma, che realizza così il suo primo edificio nel Regno Unito.

L’ architettura del nuovo Victoria & Albert Museum  propone di riqualificare l’area del waterfront rielaborando l’importante storia commerciale e marittima di Dundee. Un’opera attiva e dinamica che crea una connessione tra la città e il vicino fiume Tay, emblema dell’importante passato commerciale della città.

Un’ architettura che mira a tradurre l’unicità geografica del paesaggio scozzese, che crea una sorta di scogliera in città, che a vederla da lontano sembra la prua di una grande nave che prende il largo verso il vicino Mare del Nord.

Esattamente come il profilo delle frastagliate scogliere della Scozia nord-orientale, l’architettura delle pareti esterne del museo è stata progettata con un rivestimento di oltre 2466 elementi in pietra incastrati tra le lastre di cemento che proiettano ombre sempre diverse sulle facciate dell’edificio durante il giorno.

L’obiettivo del designer è stato quello di evitare pareti verticali e proporre un design moderno che trae ispirazione dalla “conversazione tra terra e mare” tipico del paesaggio scozzese.

Il Victoria & Albert Museum di Dundee ha l’obiettivo di diventare il vero e proprio centro culturale della zona:

  • lo spazio di 8500 mq è definito da due piramidi rovesciate che si incontrano all’apice creando lo spazio per le esposizioni;
  • la torsione degli edifici, in questo modo, segue la direzione delle due principali vie della città.
  • Si viene a creare una sorta di porta urbana integrata con la viabilità cittadina, che  ricorda l’Arco Reale costruito per commemorare  l’arrivo della regina Vittoria e al principe Alberto.

Oltre alle due gallerie per le esposizioni, l’ auditorium e le attività commerciali, il museo ospita aree aperte dedicate a laboratori e workshop per interagire con i visitatori e stimolare alla creatività.

Un progetto architettonico lungimirante, che ha visto raddoppiare l’investimento stimato: il costo complessivo è infatti salito a 80 milioni di sterline.

Fonte: Domus
Photo: Kengo Kuma & Associates

Architettura e territorio all’interno del Bel Paese: Arcipelago Italia

Architettura e territorio, un connubio vincente che va oltre il tempo di una Biennale. Incaricato dal MiBACT di occuparsi del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018, infatti, l’architetto Mario Cucinella ha selezionato alcune opere realizzate, o in fase di realizzazione, sulla tematica Arcipelago Italia. Si tratta, in pratica, di un laboratorio dinamico che concentra le sue azioni nelle aree interne del Bel Paese.

Arcipelago Italia: l’Italia invisibile del Padiglione “Cucinella”

Grazie a questa iniziativa promossa dall’architetto Cucinella, si sono messi in luce opere contemporanee che mostrano come sia importante il ruolo dell’architettura all’interno di aree emarginate ed estranee alle dinamiche delle grandi città metropolitane.

Non bisogna volgere il proprio sguardo solo verso le periferie, ma secondo Cucinella anche nelle aree interne del territorio dove sono presenti, allo stesso modo, problemi importanti come mancanza di infrastrutture e la necessità di contribuire allo sviluppo dell’economia. Proprio in questo ambito svolge un ruolo fondamentale la relazione architettura e territorio che può favorire lo sviluppo di aree emarginate.

Architettura e territorio per il rilancio del Bel Paese

Numerosi sono i progetti presentati in occasione della Biennale, che come dichiarato da Cucinella si tratta di “Piccoli progetti che raccontano la storia del nostro mestiere, piccole cose che dimostrano che gli architetti si sono presi cura del territorio”. Lo scopo è quello di intervenire all’interno del Paese per aiutarlo a dare nuovamente valore alle aree interne e in particolare sono cinque i progetti che sono in grado di sopravvivere oltre il tempo della Biennale. Si tratta di edifici ibridi in grado di portare alla luce temi importanti come mobilità, ruolo dell’arte, ricostruzione post – sisma, salute e importanza dei boschi. Perfetto connubio fra architettura e territorio, i cinque progetti sono la dimostrazione di come intervenire all’interno del territorio sia fattibile, oltre che fondamentale.

La casa della salute dei cittadini in Sardegna

Il primo progetto che va oltre il tempo della Biennale che vi annoveriamo è nella Piana di Ottana in Sardegna, dove nel corso degli anni Settanta è stato insidiato un polo di industria chimica e metalmeccanica. I problemi di questa zona sono da rinvenire nel mancato sviluppo industriale, a cui purtroppo si sono associati problemi di salute delle persone che vi abitano. Proprio sulla tematica della salute si basa il progetto, a cura di Solinas Serra Architetti, con la collaborazione di Giorgio Peghin dell’Università di Cagliari e di Sardarch, che prevede tre grandi blocchi: percorso sanitario, promozione della salute e ricerca. Tutte le funzioni si combinano tra loro lasciando in questo modo ampio spazio per l’incontro tra le persone.

Lavoro per le Foreste Casentinesi

Le foreste che si trovano tra l’Emilia e la Toscana sono al centro dello studio di un team formato dallo stesso Cucinella, formato da diversi studi in collaborazione con Ernesto Antonini e Andrea Boeri dell’Università di Bologna, con il supporto di Matteo Marsilio. Lo scopo è quello di vedere la foresta come sistema produttivo, dove realizzare edifici plurifunzionali in cui sviluppare attività complementari come attività di formazione, ricerca e accoglienza.

L’importanza di connettere la comunità a Camerino

Città colpita dal sisma, il progetto che vede come protagonista Camerino, mostra ancora una volta l’importanza del connubio architettura e territorio. Il progetto, sviluppato da MoDus Architects con la collaborazione di Maria Federica Ottone dell’Università degli Studi di Camerino, Scuola di Architettura e Design, vede la realizzazione di due aree di intervento: una sul centro storico e una ai margini. L’intento è quello di aiutare gli abitanti a riprendere in mano la loro vita e le redini della loro città.

Il teatro di Consagra a Gibellina

A cura di AM3 e Vicenzo Messina, con la collaborazione di Maurizio Carta dell’Università degli studi di Palermo, Dipartimento di Architettura e dell’artista Giuseppe Zummo, è la rivisitazione degli spazi interni del teatro di Pietro Consagra dopo aver dato voce alle esigenze della popolazione locale. Gli abitanti, infatti, hanno manifestato il desiderio di promuovere una filiera agroalimentare di qualità e partendo da questo spunto si pensa alla realizzazione di un parco agricolo urbano, al servizio del “Laboratorio Territoriale”, struttura di apprendimento innovativa proposta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con l’intento di fare della formazione una parte integrante di un più ampio processo di sviluppo.

Gli scali di Ferrandina e Grassano

Interessanti anche i due progetti per rilanciare il territorio della Valle del Basento, in Basilicata e che riguardano gli scali di Ferrandina, ad opera dello studio under 35 BDR Bureau, e di Grassano, a cura dello studio con base a Saragozza, Gravalos di Monte Arquitectos. Entrambi gli studi hanno collaborato con Chiara Rizzi dell’Università degli Studi della Basilicata, Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo e con Emmanuele Curti, archeologo.

Per quanto concerne gli scali di Ferrandina, i manufatti lungo i binari vengono inclusi in un nuovo blocco funzionale collegato alle attività del territorio. Mentre l’idea che riguarda Grassano vede la riprogrammazione di un’infrastruttura ferroviaria dismessa e la realizzazione di attività innovative sempre avendo rispetto della relazione architettura e territorio.

Ovviamente questi sono solo alcuni dei progetti riguardanti Arcipelago Italia, ma sicuramente sono quelli che meglio valorizzano il connubio architettura e territorio che si rivela fondamentale nella valorizzazione del Bel Paese e ha un grande impatto sociale. Non bisogna intervenire solo nelle zone periferiche, ma anche nelle aree interne, perché ovunque vi è la necessità di affrontare tematiche importanti come il progresso, la condivisione e la connessione dei centri abitati.

Fonte: Professione Architetto
Photo: Mariagrazia Barletta