L’architettura all’interno del territorio

Arcipelago Italia: architettura e territorio

Mentre Renzo Piano ha posto l’attenzione sulle periferie, l’architetto Mario Cucinella propone di volgere il proprio sguardo anche nelle aree interne del territorio italiano, dove sono ugualmente presenti problemi come la mancanza di infrastrutture, animazione culturale e necessità di incentivare l’economia. Proprio in questo ambito l’architettura può svolgere un ruolo importante, grazie ad una riqualificazione del territorio che aiuterebbe a migliorare l’accessibilità di luoghi potenzialmente isolati, garantendo loro la fornitura di servizi essenziali.

Incaricato dal MiBACT a curare il Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018, l’architetto Mario Cucinella ha avviato un’indagine conoscitiva per selezionare opere realizzate, o in fase di realizzazione, sul tema Arcipelago Italia. Si tratta, in pratica, di un laboratorio dinamico che concentra le sue azioni nello spazio urbano rappresentato dalle aree interne del Bel Paese. Grazie a questa iniziativa, quindi, si sono potuti conoscere esempi concreti del ruolo che l’architettura contemporanea può svolgere all’interno di insediamenti distanti dai grandi centri urbani ed estranei alle dinamiche delle città metropolitane, che spesso sono percepiti come luoghi marginali e di passaggio, ma che possono invece riacquistare centralità nel dialogo tra nuove esigenze e stratificazione storica del paesaggio.

Il ruolo dell’architettura nelle aree interne del territorio

I progetti mostrati con Arcipelago Italia hanno in particolare posto l’attenzione su una questione: cosa può fare l’architettura per rilanciare le aree interne e per invertire la tendenza allo spopolamento? Indubbiamente molto e le opere della Biennale Architettura 2018 hanno messo in luce esempi architettonici che sono riusciti a risollevare le sorti di piccoli borghi ed incentivare l’economia e la coesione sociale. Si tratta di progetti che dimostrano come l’architettura si prenda cura del territorio e di come sia opportuno realizzare dei progetti che si basino sui seguenti punti:

  • Abitare: opere di architettura in grado di mettere in risalto l’armonia tra la componente umana e naturale del paesaggio.
  • Connettere: infrastrutture e reti che connettono i centri abitati , in modo tale da migliorare l’accessibilità di luoghi potenzialmente isolati, garantendo la fornitura di servizi essenziali.
  • Condividere: realizzazioni che hanno un impatto sul tessuto sociale di un luogo, con lo scopo di migliorare la qualità della vita e incrementare l’appetibilità per chi vorrebbe abitarvi.
  • Progredire: opere che favoriscono lo sviluppo dei settori produttivi locali, perseguendo il benessere e lo sviluppo delle comunità secondo un approccio in cui l’innovazione supporta e amplifica il valore della tradizione.

È chiaro, quindi, che l’architettura svolge davvero un ruolo fondamentale nella valorizzazione del territorio e ha un grande impatto sociale. Non bisogna più, quindi, intervenire solamente nelle periferie, ma ascoltare le vere esigenze delle persone e realizzare delle strutture grazie alle quali più nessuno sia isolato.

Fonte: Domus

Immagini:

Architettura verticale per le terrazze di Beirut

Le meravigliose Terrazze di Beirut di Herzog & de Meuron sono la prova che i grattacieli non devono essere le enormi masse di metallo che a volte diventano. Si tratta del primo esempio di villaggio verticale al mondo.

Nella capitale più affollata e vivace del Medio Oriente, queste torri ricordano un’isola, lontana dal traffico e dalla quotidianità.

Merito del design elegante e della location invidiabile: situate sulla costa nel prestigioso quartiere residenziale Mina El Hosn, le terrazze di Beirut sembrano essere accarezzate dalle onde del Mar Mediterraneo.
Una costruzione alta 120 metri ed ospita 129 appartamenti: su ogni piano, la disposizione della terrazza aperta consente ai proprietari di camminare all’aperto con una vista ininterrotta di una città che un tempo era considerata la Parigi del Medio Oriente.

Il progetto vuole rappresentare la stratificazione storica con una sovrapposizione di strati determinati da grandi terrazze per ricavare spazi esterni che migliorano l’efficientamento energetico dell’immobile proteggendo gli spazi interni dai raggi diretti del sole e al contempo, accumulano calore da rilasciare nelle ore serali successive.

L’ingresso al piano terra, è dotato di un ampio spazio verde; e i una serie di giardini pensili puntellano la verticalità dell’edificio,

Tutti gli spazi e gli appartamenti saranno illuminati e ventilati naturalmente.

Un edificio che si spinge ai confini delle costruzioni verticali, con un risultato che lascia senza parole.

Street-Art e riqualificazione urbana

La street-art è una forma artistica spesso utilizzata per riqualificare le periferie delle nostre città.
Un’espressione che rivitalizza gli spazi urbani, e che, attraverso i murales, trasformano le facciate degli edifici spesso anonime, imbrattate da scritte discutibili o rovinate dal tempo e dall’usura in opere d’arte contemporanea.

Perchè, oltre alla creatività, gli street-artisti hanno un’altra grande capacità: quella di riuscire a far alzare lo sguardo alle persone sempre più prese dalla propria routine, talmente concentrati su se stessi che non osservano i luoghi in cui vivono, adattandosi a tutto, anche al degrado.

Da Aprile 2017 la rivista Street Art Today seleziona ogni mese 7 murales tra i più belli e li pubblica sul sito.
Quella che segue è una carrellata dei più votati del 2017.

Giant Elephant di Faith47 | Johannesburg (Sud Africa) Foto di Chopemdown Films.

Red Squirrel di Bordalo | Dublino (Irlanda) Foto di Chopemdown Films.

Our North is the South di Inti | Port Adelaide (Australia)

Love won’t tear us apart di D*Face | Parigi (Francia). Foto di  Lionel Belluteau

Brexit di Banksy | Dover (Inghilterra).

The Wire di Seth Globepainter |Fontaine (France)

Peace Waratah di Obey | Sydney (Australia) Foto di Jon Furlong.

Lost Call di Dulk |Wiltz (Lussemburgo) racconta la storia degli animali minacciati dai cambiamenti climatici.

Totem di Farid Rueda | Sisak (Croazia)

Walking in Circles di Fintan Magee |Waterford (Irlanda)

Viennese Butterflies di Mantra | Vienna (Austria)

Electric Fury di Sonny | (Irlanda)

The Adventures Of Nils Holgersson di Telmo Miel |Borås (Svezia).

Rock on to the break of dawn di Osgemeos | Foto di Martha Cooper

Dream Waratah di Millo | Pescara (Italia). Dice l’artista

Dovremmo prenderci più cura delle nostre vite e non dimenticare mai di sognare, perché all’interno di ogni sogno c’è tutto ciò che siamo e tutto ciò che saremo.

 

Are You Ready di Deih |Bayonne (Francia).

Milu Correch |Quilmes (Argentina).

Trash Animals di Bordalo | Parigi (Francia).

Ground painting di Kitt Bennet |Melbourne (Australia) Foto di Jon Furlong.

Pichiavo di Pichi and Avo |Valencia (Spagna) Foto di Juncal Roig.

Alberi di Natale nel Mondo

Un giro virtuale tra gli addobbi di Natale più belli del Pianeta

Ci abbiamo pensato: quest’anno, per augurarvi buon Natale, vogliamo fare con voi un giro virtuale tra gli alberi di Natale più belli del pianeta. Pronti a partire?

  • San Pietroburgo, Russia

Il cortile del Palazzo d’Inverno, storica sede degli zar russi, si arricchisce ogni anno con un mastodontico albero composto da rami attaccati a una struttura metallica. Essendo l’albero di Natale più grande della città, è luogo di pellegrinaggio durante tutti i mesi invernali.

  • Città del Messico, Messico

Lo Zócalo in Plaza de la Constitución si impreziosisce a Dicembre con aun enorme albero di Natale illuminato da ornamenti colorati e circondato da mosaici a stringhe di luce sugli edifici circostanti. Un albero che simboleggia la pace in un luogo da sempre palcoscenico di celebrazioni e … proteste.

  • Città del Vaticano

L’albero e il presepe posto in Vaticano, davanti alla Basilica di San Pietro è una tradizione piuttosto recente, iniziata nel 1982 da Papa Giovanni Paolo II. L’anno scorso il grande abete è stato illuminato da 18.000 luci a LED e decorato con ornamenti realizzati da bambini provenienti dagli ospedali di tutta Italia.

  • Parigi, Francia

L’albero della Galleria Lafayette merita una menzione: opera dall’artista Lorenzo Papace, è alto 140 piedi  ed è interamente realizzato in carta, in collaborazione con il produttore di carta Arjowiggins.

  • Rio de Janeiro, Brasile

A Rio de Janeiro l’albero galleggia: si chiama Lagoa ed è stato inserito due volte nel Guinness dei primati come il più grande albero galleggiante del mondo.

  • Londra, Gran Bretagna

Dal 1947 la città di Oslo dona l’albero di Natale di Trafalgar Square alla città di Londra. Solitamente si tratta di un abete rosso vecchio di oltre 50 anni. La sua illuminazione si svolge il primo giovedì di dicembre e dà ufficialmente il via alle festività natalizie.

  • Osaka, Giappone

Si aggiudica il Guiness dell’albero più illuminato del Mondo:  oltre 534.000 luci nel 2015 e 550.000 nel 2016. Saranno riusciti a battere il record nel 2017?

  • New York, Stati Uniti D’America

Niente simboleggia il Natale a New York più dell’albero del Rockefeller Center. Esposto per la prima volta nel 1933, da allora la sua illuminazione è diventata un evento nazionale, con migliaia di persone che affollano i marciapiedi di Midtown per la sua accensione. L’abete rosso di 94 piedi  è sormontato da una stella di cristallo Swarovski ed è decorato con più di 50.000 luci a LED.
(una curiosità: nel 1993 aveva solo 700 luci.)

  • Berlino, Germania

Tra un mercatino e un glühwein è bene fare un giro davanti al palazzo del Parlamento tedesco, per ammirare il bellissimo albero antistante che si distingue per la sua semplicità.

  • Strasburgo, Francia

La fiabesca città dell’Alsazia diventa ancora più magica durante le festività natalizie. Già famosa per il Christkindelsmärik, il celebre mercatino natalizio, ogni anno milioni di visitatori possono godere la vista del grande albero di Natale illuminato nella piazza centrale di Place Kléber.

  • Gubbio, Italia

Non serve girare tanto per trovare l’albero più grande del mondo. Lo abbiamo qui in Italia, a Gubbio.
Questo albero alto 2130 metri è installato sulle pendici del Monte Ingino, costituito da 3.000 luci multicolori.
Una curiosità: nel 2014 fu attivato da remoto da Papa Francesco.

 

(ph. GettyImages)

E poi ce n’è uno, che non ha primati e nemmeno luci, ma che per noi è speciale: E’ il nostro, che vi regaliamo con i nostri migliori auguri. Da tutto lo staff di Gruppo Motterle, auguri sinceri!

(disegno: Alberto Motterle)