Costruzioni in legno: gli esempi più innovativi

Versatile e leggero, il legno torna ad essere uno dei materiali da costruzione preferiti da architetti e urbanisti di tutto il Mondo.

Merito della maggior resistenza ottenuta grazie all’uso di tecniche e trattamenti particolari innovativi, come dimostrano 4 progetti di costruzioni in legno davvero originali.

Costruzioni in legno: i progetti più originali

Ville, grattacieli, interi quartieri. Le costruzioni in legno sono una realtà sempre più diffusa. Tra tutti vediamo insieme 4 esempi, segnalati da Abitare.it

River Beech Tower: grattacielo interamente in legno

Frutto del lavoro dello studio americano Perkins+Will, con la collaborazione della società di engineering Thornton Tomasetti e del Centre for Natural Material Innovation della University of Cambridge, la River Beech Tower di Chicago si presenta come una delle costruzioni in legno più interessanti mai progettate.

Si tratta, infatti, di una torre residenziale interamente realizzata legno e alta ben 80 piani, ovvero 240 metri. Composta da due torri snelle collegate attraverso un atrio, al cui interno vi sono elementi di connessione sia verticali che orizzontali, la River Beech Tower presenta 300 unità abitative in duplex.

Il blocco centrale dispone del controvento necessario per resistere alle spinte laterali e la struttura portante diagonale esterna sfrutta la resistenza assiale caratteristica del legno. La fase di ricerca è in sperimentazione al fine di verificarne stabilità e resistenza, mentre sulla resistenza al fuoco è al lavoro la società di consulenza Jensen Hughes.

Quarter Universal Design: costruzioni in legno rispettando la natura

Quarter Universal Design è il progetto per il quartiere di Wilhelmsburg ad Amburgo ad opera di Sauerbruch Hutton. Si tratta di un insieme di costruzioni in legno adibite ad uso residenziale, servizi e terziario in grado di riuscire ad integrarsi in modo ottimale nel contesto naturale che vede l’acqua come protagonista principale. Sono quattro edifici di cinque – sei livelli che hanno un piano terreno comune e alla base del progetto vi è l’assemblaggio dei vari moduli a dimostrazione della versatilità e leggerezza del legno.

Villa osservatorio di 500 metri in Brasile

Tra le costruzioni in legno degne di attenzione vi è senz’ombra di dubbio la villa – osservatorio di 500 metri di Catuçaba, in Brasile, ad opera dello studio MK27 di Marcio Kogan. Si tratta di una grande piattaforma sollevata da terra che offre una vista mozzafiato sulla valle su cui si affaccia. Presenta una grande terrazza, parzialmente coperta, e l’edificio riesce a regolare la luminosità grazie a delle schermature in bambù.

Casa di famiglia in legno ad Auckland

Richard Naish ha deciso di realizzare la casa per la propria famiglia in legno ad Auckland, in Nuova Zelanda. Si tratta di un progetto alternativo in una zona in cui le costruzioni in legno la fanno da padrona. A differenza delle costruzioni circostanti, però, la casa di Naish presenta una pianta ad E ed è progettata per garantire ampi spazi a tutta la famiglia composta da cinque persone.

Le costruzioni in legno, quindi, si presentano come una valida soluzione per la realizzazione di dimore di qualità e altamente resistenti, avendo allo stesso tempo un occhio di riguardo per l’ambiente circostante.

Photo:
Chicago: Perkins+Will
Auckland: Patrick Reynolds
Brasile: Studio MK27
Amburgo: Sauerbruch hutton

Architetti Vicenza: Chipperfield nella Basilica palladiana

Da sabato 12 maggio a domenica 2 settembre 2018 vi è una mostra imperdibile per tutti gli architetti di Vicenza e non solo. Si tratta infatti mostra David Chipperfield Architects Works 2018, organizzata dal Comune di Vicenza in collaborazione con l’associazione culturale Abacoarchitettura.

Basilica palladiana: il punto di riferimento degli architetti a Vicenza

Da anni punto di riferimento per gli architetti Vicenza e di tutto il mondo, la David Chipperfield Architects è stata fondata a Londra nel 1985 e da allora si pone come emblema dell’architettura contemporanea. Proprio quest’ultima è il fulcro della mostra che dopo ben 12 anni di restauri trova luce nella Basilica palladiana di Vicenza. D’altronde non poteva che essere altrimenti. La Basilica Palladiana, che deve il suo nome allo storico architetto Andrea Palladio, è dal 1994 patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, ma soprattutto è  considerata un vero e proprio scrigno dell’architettura rinascimentale. Viste queste premesse è facile capire perché si presenti come il luogo ideale per ospitare una delle più affascinanti mostre di architettura contemporanea.

David Chipperfield Architects: architettura concepita come alto artigianato

La mostra David Chipperfield Architects propone una selezione di 15 progetti, alcuni conclusi, altri in fase di realizzazione, che sono esposti nelle varie fasi di sviluppo e relative attività svolte da uno studio di architettura contemporaneo. È possibile ammirare e comprendere appieno l’importanza di un lavoro di squadra e soprattutto la concezione alla base di ogni singolo progetto che vede l’architettura come alto artigianato. Ogni modello si presenta come una sorta di sfida a livello sia culturale che professionale, grazie ad un attento lavoro di team e dialogo costante con consulenti, clienti e soprattutto utenti finali. L’intento di questa mostra è quello di mostrare come vengono sviluppate le idee e come la David Chipperfield Architects sia in grado di lavorare contemporaneamente su più progetti, riuscendo in ogni caso a rispettare le varie culture, utilizzando risorse diverse.

L’importanza dei modelli

Una mostra, dunque, che si presenta come un vero e proprio punto di riferimento per gli architetti Vicenza, che hanno quindi l’occasione di ammirare alcune dei progetti di David Chipperfield Architects. A partire dagli schizzi delle fasi iniziali della fase di realizzazione di un progetto, passando per i disegni di dettaglio fino ad arrivare ai disegni costruttivi delle fasi finali, è possibile visionare anche fotografie e modelli dei progetti. Proprio i modelli sono considerati la novità più importante di questa mostra. Ben 40 sono i modelli presenti nella Basilica Palladiana e tra questi si annovera la ricostruzione di un pezzo di Piazza San Marco con le Procuratie Vecchie, il cui progetto di restauro è stato assegnato a David Chipperfield lo scorso anno dalle Assicurazioni Generali. Con l’intento di rispettare il patrimonio storico e culturale, in seguito alla ristrutturazione l’edificio verrà trasformato nella sede di The Human Safety Net, hub multiculturale ideato per esposizioni, eventi e dibattiti pubblici su problemi demografici e sociali.

La mostra David Chipperfield Architects, quindi, si presenta come un’importante punto di riferimento per tutti gli amanti dell’architettura contemporanea e in particolar modo per gli architetti Vicenza.

Fonte: Abitare

Immagini: David Chipperfield Architects

L’architettura all’interno del territorio

Arcipelago Italia: architettura e territorio

Mentre Renzo Piano ha posto l’attenzione sulle periferie, l’architetto Mario Cucinella propone di volgere il proprio sguardo anche nelle aree interne del territorio italiano, dove sono ugualmente presenti problemi come la mancanza di infrastrutture, animazione culturale e necessità di incentivare l’economia. Proprio in questo ambito l’architettura può svolgere un ruolo importante, grazie ad una riqualificazione del territorio che aiuterebbe a migliorare l’accessibilità di luoghi potenzialmente isolati, garantendo loro la fornitura di servizi essenziali.

Incaricato dal MiBACT a curare il Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018, l’architetto Mario Cucinella ha avviato un’indagine conoscitiva per selezionare opere realizzate, o in fase di realizzazione, sul tema Arcipelago Italia. Si tratta, in pratica, di un laboratorio dinamico che concentra le sue azioni nello spazio urbano rappresentato dalle aree interne del Bel Paese. Grazie a questa iniziativa, quindi, si sono potuti conoscere esempi concreti del ruolo che l’architettura contemporanea può svolgere all’interno di insediamenti distanti dai grandi centri urbani ed estranei alle dinamiche delle città metropolitane, che spesso sono percepiti come luoghi marginali e di passaggio, ma che possono invece riacquistare centralità nel dialogo tra nuove esigenze e stratificazione storica del paesaggio.

Il ruolo dell’architettura nelle aree interne del territorio

I progetti mostrati con Arcipelago Italia hanno in particolare posto l’attenzione su una questione: cosa può fare l’architettura per rilanciare le aree interne e per invertire la tendenza allo spopolamento? Indubbiamente molto e le opere della Biennale Architettura 2018 hanno messo in luce esempi architettonici che sono riusciti a risollevare le sorti di piccoli borghi ed incentivare l’economia e la coesione sociale. Si tratta di progetti che dimostrano come l’architettura si prenda cura del territorio e di come sia opportuno realizzare dei progetti che si basino sui seguenti punti:

  • Abitare: opere di architettura in grado di mettere in risalto l’armonia tra la componente umana e naturale del paesaggio.
  • Connettere: infrastrutture e reti che connettono i centri abitati , in modo tale da migliorare l’accessibilità di luoghi potenzialmente isolati, garantendo la fornitura di servizi essenziali.
  • Condividere: realizzazioni che hanno un impatto sul tessuto sociale di un luogo, con lo scopo di migliorare la qualità della vita e incrementare l’appetibilità per chi vorrebbe abitarvi.
  • Progredire: opere che favoriscono lo sviluppo dei settori produttivi locali, perseguendo il benessere e lo sviluppo delle comunità secondo un approccio in cui l’innovazione supporta e amplifica il valore della tradizione.

È chiaro, quindi, che l’architettura svolge davvero un ruolo fondamentale nella valorizzazione del territorio e ha un grande impatto sociale. Non bisogna più, quindi, intervenire solamente nelle periferie, ma ascoltare le vere esigenze delle persone e realizzare delle strutture grazie alle quali più nessuno sia isolato.

Fonte: Domus

Immagini:

Architettura verticale per le terrazze di Beirut

Le meravigliose Terrazze di Beirut di Herzog & de Meuron sono la prova che i grattacieli non devono essere le enormi masse di metallo che a volte diventano. Si tratta del primo esempio di villaggio verticale al mondo.

Nella capitale più affollata e vivace del Medio Oriente, queste torri ricordano un’isola, lontana dal traffico e dalla quotidianità.

Merito del design elegante e della location invidiabile: situate sulla costa nel prestigioso quartiere residenziale Mina El Hosn, le terrazze di Beirut sembrano essere accarezzate dalle onde del Mar Mediterraneo.
Una costruzione alta 120 metri ed ospita 129 appartamenti: su ogni piano, la disposizione della terrazza aperta consente ai proprietari di camminare all’aperto con una vista ininterrotta di una città che un tempo era considerata la Parigi del Medio Oriente.

Il progetto vuole rappresentare la stratificazione storica con una sovrapposizione di strati determinati da grandi terrazze per ricavare spazi esterni che migliorano l’efficientamento energetico dell’immobile proteggendo gli spazi interni dai raggi diretti del sole e al contempo, accumulano calore da rilasciare nelle ore serali successive.

L’ingresso al piano terra, è dotato di un ampio spazio verde; e i una serie di giardini pensili puntellano la verticalità dell’edificio,

Tutti gli spazi e gli appartamenti saranno illuminati e ventilati naturalmente.

Un edificio che si spinge ai confini delle costruzioni verticali, con un risultato che lascia senza parole.

Street-Art e riqualificazione urbana

La street-art è una forma artistica spesso utilizzata per riqualificare le periferie delle nostre città.
Un’espressione che rivitalizza gli spazi urbani, e che, attraverso i murales, trasformano le facciate degli edifici spesso anonime, imbrattate da scritte discutibili o rovinate dal tempo e dall’usura in opere d’arte contemporanea.

Perchè, oltre alla creatività, gli street-artisti hanno un’altra grande capacità: quella di riuscire a far alzare lo sguardo alle persone sempre più prese dalla propria routine, talmente concentrati su se stessi che non osservano i luoghi in cui vivono, adattandosi a tutto, anche al degrado.

Da Aprile 2017 la rivista Street Art Today seleziona ogni mese 7 murales tra i più belli e li pubblica sul sito.
Quella che segue è una carrellata dei più votati del 2017.

Giant Elephant di Faith47 | Johannesburg (Sud Africa) Foto di Chopemdown Films.

Red Squirrel di Bordalo | Dublino (Irlanda) Foto di Chopemdown Films.

Our North is the South di Inti | Port Adelaide (Australia)

Love won’t tear us apart di D*Face | Parigi (Francia). Foto di  Lionel Belluteau

Brexit di Banksy | Dover (Inghilterra).

The Wire di Seth Globepainter |Fontaine (France)

Peace Waratah di Obey | Sydney (Australia) Foto di Jon Furlong.

Lost Call di Dulk |Wiltz (Lussemburgo) racconta la storia degli animali minacciati dai cambiamenti climatici.

Totem di Farid Rueda | Sisak (Croazia)

Walking in Circles di Fintan Magee |Waterford (Irlanda)

Viennese Butterflies di Mantra | Vienna (Austria)

Electric Fury di Sonny | (Irlanda)

The Adventures Of Nils Holgersson di Telmo Miel |Borås (Svezia).

Rock on to the break of dawn di Osgemeos | Foto di Martha Cooper

Dream Waratah di Millo | Pescara (Italia). Dice l’artista

Dovremmo prenderci più cura delle nostre vite e non dimenticare mai di sognare, perché all’interno di ogni sogno c’è tutto ciò che siamo e tutto ciò che saremo.

 

Are You Ready di Deih |Bayonne (Francia).

Milu Correch |Quilmes (Argentina).

Trash Animals di Bordalo | Parigi (Francia).

Ground painting di Kitt Bennet |Melbourne (Australia) Foto di Jon Furlong.

Pichiavo di Pichi and Avo |Valencia (Spagna) Foto di Juncal Roig.