Architettura e biosostenibilità: Casa Nemini

sostenibilità archittettonica studio motterle
sostenibilità archittettonica studio motterle

In Sicilia il relax abita la biosostenibilità nella Casa Nemini Teneri

Si è sviluppato nella campagna siciliana il progetto della residenza privata Nemini Teneri che, per la sua realizzazione, ha visto unire gli sforzi diversi professionisti. La firma sul progetto definitivo è quella dell’architetto Giovanni Benedetti con ErranteArchitetture, coadiuvato in corso d’opera dagli ingegneri Giorgio Scrofani e Raffaele Giannone oltre che dagli architetti Francesco Giunta e Tommaso Verdesca (Mon Bois) e dallo studio Darch2.

La peculiarità di questa residenza privata, progettata e costruita secondo criteri di una architettura sostenibile e all’avanguardia è quella di avere un rivestimento in sughero. La scelta di un materiale come il sughero per il rivestimento esterno concilia le necessità di ottimizzare l’efficienza energetica con il desiderio di integrare l’immobile nella realtà paesaggistica e naturale circostante.

La sostenibilità architettonica in un design minimalista che ricorda il BauHaus

I materiali e gli elementi che caratterizzano la Casa Nemini Teneri, sughero, legno, pietra, ferro e cemento conservano i loro tratti distintivi e i loro connotati in modo autentico e originale, richiamando i dettami architettonici della scuola BauHaus come su richiesta dei committenti.

Il concetto alla base della progettazione prevede che ciascun materiale impiegato nella costruzione mantenga la sua essenza e si presenti in modo diretto nella sua funzione strutturale. Così il cemento armato che forma i due setti curvi lasciati a vista si contrappongono al rigore lineare del rivestimento in sughero che a sua volta si oppone alla pietra a vista.

Un progetto che mantiene la biosostenibilità anche negli interni

Casa Nemini Teneri presenta una struttura in legno realizzata con la tecnologia X-LAM con il fine di ottenere un immobile non solo a basso impatto energetico ma anche una superiore capacità di resistenza sismica.

Il legno assieme al ferro è protagonista degli arredi e dei rivestimenti interni: per valorizzare il primo, questo è stato trattato con cera d’api naturale. Sempre all’interno i rivestimenti propongono due materiali come juta e cace naturale per offrire un’idea di originalità calda e accogliente all’abitazione. Per contrasto i pavimenti sono in cemento industriale elicotterato e il gioco minimalista industriale prosegue in cucina dove è presente una parete rivestita in ferro.

Il risultato è una residenza privata ben inserita nel contesto paesaggistico della campagna siciliana con un carattere minimalista e una predilezione evidente per elementi di sostenibilità architettonica ed efficienza energetica. La struttura immersa nella natura esprime la volontà di integrarsi in maniera coerente con la quiete dei giardini e del verde.

Fonte: Archiportale

Nuovo habitat ecosostenibile: TECLA

Si chiama TECLA il nuovo habitat ecosostenibile realizzato in terra cruda e stampato in 3D

Lanciato il nuovo modello di habitat stampato in 3D ideato e realizzato dall’azienda leader nel settore della stampa tridimensionale WASP World Advanced Saving Project e dallo studio MC A Mario Cucinella Architects.

Nel ravennate, precisamente a Massa Lombarda, è stato lanciato il nuovo modello di habitat stampato in 3D ideato e realizzato dall’azienda leader nel settore della stampa tridimensionale WASP World Advanced Saving Project e dallo studio MC A Mario Cucinella Architects.

Il modello di abitazione TECLA, uno spazio circolare creato a partire da materiali riutilizzati e riciclabili interamente a chilometro zero perché provenienti dal terreno locale, si configura come il futuro dell’abitare ecosostenibile in un momento storico che vede il numero della popolazione mondiale crescere esponenzialmente su di un territorio finito che incorpora sempre più aree rurali in quelle urbanizzate.

Proprio da queste istanze è partito il progetto condiviso che negli intenti degli architetti e dei progettisti vuole rinnovare strutturalmente lo spazio urbano cittadino proprio in virtù delle necessità delle comunità e della rivoluzione climatica in atto. TECLA è un habitat nel quale sono inserite diverse abitazioni circolari stampate in 3D in un tempo contenuto e nella maniera più sostenibile possibile.

Le competenze di WASP azienda italiana leader nel settore della produzione di stampanti tridimensionali entrano in gioco proprio nella costruzione delle abitazioni. L’azienda infatti per il progetto ha ideato Crane WASP, la più recente tecnologia 3D in ambito costruttivo, ovvero una stampante in grado di “costruire” una casa a partire da un materiale facile da reperire ovunque, la terra.

Habitat 3d, un modello di urbanizzazione sostenibile

La tecnologia della stampa 3D incontra la natura nel materiale usato per la costruzione di TECLA: terra cruda. Ecco quindi il progetto ecosostenibile e a chilometro zero che trova direttamente nel luogo di costruzione i materiali necessari, peraltro biodegradabili, il cui vantaggio più grande è quello di non produrre scarti. Le abitazioni dell’habitat disegnate da Mario Cucinella Architects sono in grado di adattarsi alle più diverse condizioni ambientali e la tecnologia 3D fornita da WASP permette di gestire il processo costruttivo in loco e in maniera auto-prodotta.

L’ambizione dell’habitat TECLA è quella di fornire un modello innovativo e sostenibile di urbanizzazione a partire da materiali naturali e con scarti industriali molto limitati nel processo costruttivo per dare un nuovo impulso alle economie locali migliorando al contempo il benessere della comunità.

Fonte: Archiportale
Credit photo: © Mario Cucinella Architects

Architettura 3D: l’ecosostenibile TECLA

Si chiama TECLA il nuovo habitat ecosostenibile realizzato in terra cruda e stampato in 3D

L’architettura 3D è una realtà: nel ravennate, precisamente a Massa Lombarda, è stato lanciato il nuovo modello di habitat stampato in 3D ideato e realizzato dall’azienda leader nel settore della stampa tridimensionale WASP World Advanced Saving Project e dallo studio MC A Mario Cucinella Architects.

Architettura sostenibile

Il modello di abitazione TECLA, uno spazio circolare creato a partire da materiali riutilizzati e riciclabili interamente a chilometro zero perché provenienti dal terreno locale, si configura come il futuro dell’abitare ecosostenibile in un momento storico che vede il numero della popolazione mondiale crescere esponenzialmente su di un territorio finito che incorpora sempre più aree rurali in quelle urbanizzate.

Proprio da queste istanze è partito il progetto condiviso che negli intenti degli architetti e dei progettisti vuole rinnovare strutturalmente lo spazio urbano cittadino proprio in virtù delle necessità delle comunità e della rivoluzione climatica in atto.
TECLA è un habitat nel quale sono inserite diverse abitazioni circolari stampate in 3D in un tempo contenuto e nella maniera più sostenibile possibile.

Le competenze di WASP azienda italiana leader nel settore della produzione di stampanti tridimensionali entrano in gioco proprio nella costruzione delle abitazioni.
L’azienda infatti per il progetto ha ideato Crane WASP, la più recente tecnologia 3D in ambito costruttivo, ovvero una stampante in grado di “costruire” una casa a partire da un materiale facile da reperire ovunque, la terra.

La tecnologia della stampa 3D incontra la natura nel materiale usato per la costruzione di TECLA: terra cruda.
Ecco quindi il progetto ecosostenibile e a chilometro zero che trova direttamente nel luogo di costruzione i materiali necessari, peraltro biodegradabili, il cui vantaggio più grande è quello di non produrre scarti.
Le abitazioni dell’habitat disegnate da Mario Cucinella Architects sono in grado di adattarsi alle più diverse condizioni ambientali e la tecnologia 3D fornita da WASP permette di gestire il processo costruttivo in loco e in maniera auto-prodotta.

L’ambizione dell’habitat TECLA è quella di fornire un modello innovativo e sostenibile di urbanizzazione a partire da materiali naturali e con scarti industriali molto limitati nel processo costruttivo per dare un nuovo impulso alle economie locali migliorando al contempo il benessere della comunità.

Fonte: Archiportale
Foto: Mario Cucinella Architets

Expo 2020: il progetto architettonico del Padiglione Italia

Progetto architettonico Expo 2020 Dubai

Il padiglione Italia guarda a tradizione e memoria per fare omaggio nel segno dell’innovazione al Mediterraneo e alle civiltà marittime

Si aprirà il 20 ottobre 2020 il padiglione nazionale dell’Italia all’Esposizione Mondiale di Dubai, Expo 2020. Il progetto ha coinvolto gli studi CRA Carlo Ratti Associati, Italo Rota Building Office, matteogatto&associati e F&M Ingegneria.

Il lavoro collettivo ha voluto dare valore alla cultura marinaresca del nostro popolo come di altri che nel tempo e nel presente si sono affacciati sul Mediterraneo. Il Padiglione Navigante, questo il nome che riassume in concept del progetto, avrà un design che richiama l’approccio circolare di architettura ed economia, integrando materiali sostenibili nella costruzione del padiglione.

La facciata dell’edificio sarà formata da tende LED e corde nautiche, rendendo questa parte adattabile a seconda delle necessità e che, come il padiglione, risponde all’esigenza di continua e incessante trasformazione. Il tetto della struttura, rivestito seguendo una linea sinuosa, ricorda il mare e le onde, elemento che ritorna anche con la presenza delle alghe, che verranno impiegate per produrre cibo ed energia.

Alla base, invece, il Padiglione Navigante sarà scolpito dentro ad una gigantesca duna di sabbia, a richiamare appunto il territorio del paese ospitante l’esposizione, attraverso il quale il pubblico avrà accesso all’interno della struttura. I concetti, come i materiali impiegati nella costruzione dell’edificio, puntano a rendere evidenti le caratteristiche comuni delle civiltà che si sono affacciate sul mare, puntando l’accento sugli aspetti moderni e peculiari che caratterizzano il nostro paese.

Il progetto presentato per Expo 2020 è quello di un Innovation Hub, un centro strutturalmente nuovo e innovativo che, ispirandosi alla sostenibilità e all’economia circolare, accompagnerà i viaggiatori alla scoperta dell’eccellenza del nostro paese anche a livello di ingegneria e costruzione.

“La bellezza unisce le persone” è il motto che accompagna l’avventura del Padiglione Navigante a Dubai Expo 2020 che rimarrà aperto al pubblico evidentemente per tutta la durata dell’esposizione, cioè fino al 10 aprile 2021.

Fonte: Archiportale

Urbanistica sostenibile per Genova

Urbanistica sostenibile per Genova

Il Parco del Ponte a Genova immaginato dallo studio Stefano Boeri unisce tradizione industriale locale e tecnologie green del futuro

Lo studio di architettura milanese Stefano Boeri, assieme a Metrogramma di Andrea Boschetti e allo studio olandese Inside Outside di Petra Blaisse si è aggiudicato il progetto per il Parco del Ponte nell’area coinvolta dal crollo e dalla successiva demolizione delle porzioni restanti del ponte sul Polcevera a Genova.

Il progetto si articola in un insieme di parchi, infrastrutture per una mobilità sostenibile e di edifici destinati alla ricerca e alla produzione collegati da una passeggiata ciclo-pedonale che ha la forma di un cerchio di acciaio rosso. Il concetto è quello di un anello che racchiude l’area coinvolta in cui si alternano acqua, fango, cemento e asfalto. L’acciaio ricorda la tradizione industriale locale e mentre la passeggiata distribuisce l’energia rinnovabile prodotta da collettori termici e fotovoltaici installati sui tetti degli edifici.

Questa passeggiata è intesa come un percorso tra gli edifici, con rampe di accesso e uscita, ma sono previste aperture in spazi più ampi come piazze e tratti interrati per un progetto in simbiosi con il territorio e destinato ad unire e mettere in relazione i protagonisti architettonici del Parco. Al termine di questo percorso di circa un chilometro e mezzo andrà ad ergersi la Torre del Vento, una struttura di 120 metri di altezza in cui sarà installato un sistema di turbine eoliche.

L’energia rinnovabile, oltre ai materiali sostenibili usati per i rivestimenti degli edifici, sono gli elementi che guardano al futuro in questo progetto: in particolare all’interno della Torre del Vento, il sistema energetico è stato ideato con il contributo dello studio tedesco Transsolar che ha preso parte al team dei progettisti del Parco del Ponte.

Nelle intenzioni dei progettisti c’è la volontà di rivitalizzare un quartiere ricostruendone il sistema urbano in maniera da renderlo socialmente attivo e innovativo nel disegno e sostenibile a livello energetico. Il piano architettonico prevede la costruzione di diversi edifici ispirati al contempo all’architettura industriale e con i colori del Mediterraneo: si tratterà di cluster le cui superfici di copertura verranno destinate alla produzione di energia sostenibile.

Il verde non mancherà all’interno del Parco del Ponte, sono previste infatti aree verdi lungo tutto l’anello rosso, oltre che in porzioni destinate a a veri e propri giardini racchiusi in strip che insieme andranno a formare il parco botanico. Nel progetto del paesaggio evidentemente si terrà conto delle specie vegetali dell’area mediterranea, per rendere la vegetazione coerente con quella del panorama circostante. Inoltre, per ricordare il Ponte Morandi è prevista un’installazione concepita dall’artista Luca Vitone nella quale 43 alberi rappresenteranno il ponte e l’improvviso collasso.

Il Parco del Polcevera è destinato quindi a rivitalizzare il quartiere offrendo ai cittadini la possibilità di svolgere diverse attività al suo interno, ludiche e sportive in primis ma anche educative e di socializzazione.

Fonte: Professione Architetto