Un nuovo ingresso per il Victoria & Albert Museum – Londra

Continua la carrellata delle opere più influenti del 2017, che, per questo post, fa tappa a Londra.

Dall’estate 2017, infatti, l’Albert & Victoria Museum si completa con un nuovo cortile magnificamente progettato da Amanda Levete della ditta londinese AL_A.

Un compito complesso che ha previsto di aggiungere un nuovo design audace a un museo tradizionale in mattoni rossi, rendendo visibile una parte invisibile della struttura. L’architetto ha fatto questo progettando un cortile acuto e inclinato di oltre 10.000 piastrelle artigianali in ceramica . Da lì, i visitatori non saranno solo protagonisti, ma attirati a esplorare la vasta nuova galleria sottoterra.
L’ingresso è stato spostato su Exhibition Road – l’arteria culturale più importante della città e l’edificio si è completato con la galleria Sainsbury, 1100 metri quadrati di sala flessibile, libera da sostegni intermedi, creata appositamente per sostenere l’ ambizioso programma internazionale di mostre temporanee del V&A.

Lo spazio espositivo sotterraneo sarà destinato alle mostre temporanee, mentre il cortile pubblico e il nuovo ingresso creeranno un continuum tra il A&V Museum e gli adiacenti musei che si affacciano su una strada completamente riqualificata e pedonale, che ha l’obiettivo di diventare n il luogo dove la cultura e l’apprendimento sono accessibili a persone di ogni età e provenienza.

Architetti: AL_A , Amanda Levete Architects
Fonte: www.inexhibit.com

Un museo in stile neo-brutalista a Cape Town – Zeits MOCAAL

Lo studio di architettura londinese Heatherwick riprogetta i magazzini del grano di Cape Town e li trasforma nel museo di arte africana più grande del mondo.

Con oltre a 6.000 mq di esposizioni artistiche, lo Zeits MOCAA è il museo d’arte africana più grande del mondo e una vera e propria cattedrale dell’arte in stile neo-brutalista. Ospiterà le opere provenienti dalla Collezione Zeitz, (del 2002 dall’imprenditore Jochen Zeitz).
Diventerà inoltre sede di un istituto per le arti dedicato al costume, alla fotografia, alle performance e al cinema e comprende un giardino di sculture sul tetto, librerie, ristoranti, bar e sale letture.
Gli ultimi 6 piani dell’edificio sono stati destinati al The Silo Hotel un albergo di lusso con con vista panoramica sull’oceano.

La sfida affrontata è stata quella di riuscire a ricavare atri e gallerie sfruttando l’esistente struttura alveolare alta 10 piani, senza snaturare l’autenticità dell’edificio.

Le gallerie sono il frutto della trasformazione di altri 42 cilindri, mentre l’atrio è stato ricavato dal taglio di 22 dei 116 tubi cilindri di cemento, mentre ancora oggi visibili sulla sommità del soffitto.

Oliver Wainwright, di The Guardian, descrive il museo come

uno spazio elettrizzante di cilindri di cemento che si tuffano dal soffitto come stalattiti intagliate, attraverso le quali scivolano le scale a spirale e gli ascensori di vetro.

I magazzini del grano di Cape Town furono l’edificio più alto del Sudafrica, mentre oggi sono solo uno delle 22 mega costruzioni che punteggiano il V&A Waterfront, il nuovo quartiere in pieno sviluppo che sorge tra il porto di Città del Capo e la celebre Table Mountain.

Renderlo agibile al pubblico significa restitutire alla città il simbolo del suo passato industriale alimentando il traffico di quasi 100.000 persone che affollano ogni giorno le vie del lungomare.

L’amaro in bocca che rimane è quello di vedere spese ingenti somme di denaro per un museo privato, mentre i luoghi pubblici della cultura africana restano dimenticati; così come quello di vedere investire in complessi già molto turistici, senza pensare a percorsi alternativi che potrebbero contribuire ad un benessere più diffuso e meno turistico.

Fonte: www.architecturaldigest.com

Museo Lego a Billund – Danimarca

Chi di noi non è stato appassionato di mattoncini Lego?
Per la gioia di grandi e piccini, da qualche mese in Danimarca ha inaugurato la LEGO House – Home of the Brick, progettata da Bjarke Ingels Group (BIG) e costruita a Billbund, la città in cui i Lego furono inventati.

L’edificio si presenta come una vera e propria costruzione a grandezza naturale:

21 mattoni impilati uno sopra l’altro per 12.000 metri quadrati di attrazioni e divertimento.  La prova che gli elementi costitutivi dell’architettura possono essere trovati in qualsiasi parte del mondo, compresi i giocattoli per bambini.

L’edificio  è pieno di 25 milioni di mattoncini Lego in diverse aree espositive differenziate da diversi colori che hanno lo scopo di migliorare le capacità creative, cognitive, sociali ed emotive per i bambini (e i clienti di tutte le età).

Il piano terra è destinato ai negozi e alle attività di ristorazione, la storia dei mattoncini Lego occupa il seminterrato, mentre la galleria al piano superiore

Uno sviluppo architettonico sposa la filosofia del gioco, la semplicità e la creatività, caratteristiche che attireranno fino a 2.000 visitatori al giorno

Progetto: BIG – Bjarke Ingels Group
Fonte: Corriere Viaggi

A spasso nella presitoria in Francia: il museo Lascaux IV

Soprannominata dagli archeologi come la “Cappella Sistina della Preistoria”, il Centro Internazionale di Arte Rupestre a Montingac (Francia) cambia volto.

A curare il  restauro, gli architetti Snøhetta e SRA, la scenografa Casson Mann, a braccio a braccio con un ristretto team di archeologi, che invitano il visitatore nella preistoria grazie  ad un’opera architettonica che è la rivisitazione moderna dell’antica grotta.

Il progetto non imita il contesto, lo completa, creando un taglio nel panorama che dialoga con il bosco e il paesaggio agreste circostante.

Un invito a scoprire dipinti rupestri vecchi 20.000 anni e conosciuti per essere tra i migliori esempi di arte del Paleolitico.

All’interno, il Centro Internazionale d Arte Rupestre, che riproduce l’ambientazione dell’antica cava:  suoni ovattati, luci mosse dallo sfarfallio di lampade che imitano il fuoco alimentato dal grasso animale e una sequenza di spazi che consente di contemplare le incisioni con tranquillità.

All’uscita, i visitatori sono accolti in un patio soprannominato Giardino delle caverne che offre l’opportunità di riadattarsi al contesto esterno dopo l’intensa esperienza della replica della Cava. La relazione con il cielo, la presenza di piante e il suono dell’acqua che scorre incornicia questo momento.

In tutto il museo, l’esperienza del visitatore mette in scena un equilibrio di forti differenze di atmosfere, luce e intensità – dagli spazi espositivi chiusi sistemati nella collina, alla lobby piena di luce e agli spazi di transizione. La giustapposizione tra discesa e ascesa, dentro e fuori, terra e cielo, o natura e arte, evoca l’esperienza analoga delle caverne.

Clicca qui e vedi le migliori opere architettoniche del 2017 secondo Architectural Digest

Fonte: Domus
Progetto: Snøhetta e SRA (2017)
Foto: Boegly+Grazia

Le location più spettacolari di Star Wars

Atteso da milioni di appassionati, l’ultima saga di Star Wars è finalmente arrivata anche nei cinema italiani.
Un successo che dal 1976 ad oggi ha visto girare le riprese nei posti più spettacolari e lunari del mondo.

Luke Skywalker, la principessa Leila, Yoda e gli altri hanno percorso davvero mezzo mondo, passando dalla Spagna alla Tunisia, incluso anche l’Italia.
Set cinematografici naturali che meritano un week-end fuori porta per tutti gli amanti della saga di George Lucas

10 location stellari che un vero fan di Star Wars dovrebbe visitare

Onk Jemal, Tunisia
Il pianeta Tatooine dove è cresciuto Luke Skywalker esiste e si trova a Matmata in Tunisia. La casa di Luke è invece uno stellato hotel: il Sidi Driss.

Molte altre scene del pianeta Tatooine sono però state girate in Giordania e nella Death Valley in California, tra cui la scena del primo incontro tra Obi-Wan Kenobi, Luke Skywalker C3-PO e R2-D2.

La Death Valley è da sempre stata una location privilegiata per molti capolavori cinematografici: come dimenticare Zabriskie Point di Antonioni?

La California e le sue sequoie secolari sono state anche da sfondo per la casa degli Ewoks (Il ritorno dello Jedi.) Le riprese sono state girate nel Redwood National Park e State Park.

Paesaggio paradisiaco invece per le scene girate a Scarif sull’atollo di Laamu nelle isole Maldive
Il making off delle principali scene di esplosioni furono montate in studio a Hertfordshire, Inghilterra

Il landscape selvaggio ed incontaminato di Yavin è invece la Giungla della Luna a Tilak, in Guatemala, sede delle antiche rovine Maya del Parco nazionale guatemalteco.

La città natale di Chewbacca , il pianeta Kashyyk, si trova in realtà in Thailandia, nella baia di Phang Nga

La Plaza de Espana di Siviglia è la location usata per le riprese in esterna Palazzo di Theed a Naboo.

Non mancano scene girate in Islanda:
la Myrdalssandur Beach e la piccola cittadina di Vik hanno fatto da scenario al pianeta Hoth.

Anche se altre scene del pianeta ghiacciato Hoth sono state girate a Hardangerjokulen, il sesto ghiacciaio più grande del pianeta mentre al’hotel 1222 di Finse (Norvegia) è stato set della fuga di Luke Skywalker da Wampa Cave.

Star Wars in Italia

Ai fans non sarà di certo sfuggita l’eruzione del vulcano ne La Vendetta, il terzo episodio di Star Wars. Si tratta del Monte Etna: l’eruzione fece da sfondo al duello tra Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker.

La Reggia di Caserta è invece la locations reale del palazzo di Theed a Naboom nell’episodio La Minaccia del Fantasma