La rivoluzione copernicana degli uffici: coworking Copernico

Si chiama Copernico l’esperimento di coworking più grande d’Italia: una città nella città di 15 mila mq dedicati ai professionisti, alle start-up e alle aziende innovative.

Un luogo circondato da 2000 mq. di parco che ospiterà – a partire da gennaio 2015 – uffici flessibili, spazi comuni, sale meeting e aree pubbliche per condividere momenti di relax e svago come cinema, palestre e lounge

Il progetto di riqualificazione urbana della società Halldis vuole trasformare la zona di via Copernico in un punto di incontro tra tradizione ed novità, creando un ecosistema che nutra e supporti l’intera filiera dell’innovazione, accreditando in questo modo – proprio nell’anno di Expo – Milano quale centro internazionale della modernità.

Ma la rivoluzione non sarà ad uso esclusivo del business: l’iniziativa di coworking Copernico è originale perché vuole mescolare insieme, nella stessa casa, professionisti, free-lance e il mondo delle Università, senza dimenticare gli abitanti di questa zona di Milano, che potranno accedervi se ne faranno richiesta.

A vivacizzare questo nuovo polo ci saranno un ristorante bio e decine di vetrine: ma non sarà l’ennesimo centro commerciale, bensì la possibilità di avere accesso a offerte e servizi assolutamente innovativi. Proprio come succede per la Factory di Berlino o per NeueHouse a New York.

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La riqualificazione energetica dei musei italiani

La valorizzazione dei musei italiani passa attraverso il rilancio della loro offerta culturale e artistica, ma anche attraverso la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, ormai obsoleto, inefficiente ed energivoro, che aumenta i costi di gestione di quello che dovrebbe essere un tesoro per tutti.
Lo rileva Avvenia, in un’analisi di white economy volta a ridurre i costi di approvvigionamento energetico.

Ma, mentre negli anni le aziende hanno adeguato i sistemi di illuminazione riducendo notevolmente i consumi, i musei vedono salire i costi di oltre il 50%. Tale aumento è imputabile in parte allo spreco – anche se i musei necessitano di un grande impiego di energia per illuminare, climatizzare e proteggere in modo adeguato le opere -, ma principalmente all’inadeguatezza degli edifici, che essendo ormai obsoleti in termini di efficienza energetica consumano il doppio di quello che potrebbero.

A fronte del costo di un adeguamento ai sistemi di illuminazione si potrebbero ottenere vantaggi di tipo:

  • strutturale: finalizzati cioè ad utilizzare sistemi di illuminazione naturale, ombreggiatura, isolamento termico e riscaldamento radiante a bassa temperatura;
  • economico: in quanto potrebbero avere accesso al sistema dei «titoli di efficienza energetica».

Efficienza energetica: arrivano le linee guida

Creare un “linguaggio” comune tra imprese ed enti pubblici in grado di “codificare” i dati nell’efficienza energetica e nelle smart cities dalla loro generazione, alla trasmissione e utilizzo.

Questo è l’obiettivo del progetto europeo READY4SmartCities che di recente ha redatto dei Linked Data nel settore dell’energia, rivolte a ricercatori, sviluppatori e società energetiche con lo scopo di dar gli strumenti operativi e metodologie d’analisi in tema di efficienza energetica.

Ma non è tutto: ciò che si vorrebbe creare è un “ecosistema dei dati” adatto a tutto il pianeta che si occupi di identificare deontologie utili per gestire l’ efficienza energetica nei processi di trasformazione delle città in smart cities.

http://www.tekneco.it

Palazzo Garzoni Moro, residenze prestigiose a Venezia

Torna alla sua originale destinazione d’uso Palazzo Garzoni Moro, il prestigioso immobile che fu dimora della dinastia dei Garzoni nel XV secolo.

il contesto

Edificato nella seconda metà del XV secolo, Palazzo Garzoni Moro è un sontuoso immobile storico veneziano affacciato sul Canal Grande. L’antico edificio, a seguito di un accurato intervento di ristrutturazione curato dal Gruppo Motterle, ritorna alla sua originaria destinazione d’uso residenziale andando in controcorrente rispetto al trend predominante che vede la maggior parte delle riconversioni di palazzi storici per un uso turistico-alberghiero.

Costruito su una superficie complessiva di circa 3.600 metri quadrati, il palazzo si caratterizza per la luminosa imponente facciata in stile tardogotico. Il Palazzo è dotato di ben 216 finestre tra quadrifore ad arco acuto e monofore.

residenze prestigiose a Venezia

I primi otto appartamenti ricavati dall’opera di riqualificazione saranno disponibili dal prossimo autunno ed avranno una metratura compresa tra 100 e 200 metri quadri. Tra le caratteristiche che rendono unica questa costruzione, oltre al fatto di essere nel cuore di Venezia, vi sono la posizione emergente rispetto ai palazzi adiacenti con accesso disponibile da tre lati e la presenza di un giardino segreto ornamentale nella corte interna, un angolo riservato e quasi misterioso.

Riguardo gli interni, i piani nobili sono impreziositi da affreschi originali perfettamente conservanti ed affiancati da stucchi, ornamenti ed altre decorazioni di pregio.

Tradizione conservata, dunque, ma anche contemporaneità, con scelte tecnico-impiantische all’avanguardia in fatto di isolamento acustico, termico, sistemi di sicurezza e domotica.

da adtoday.it

casa passiva: passivhaus

Recuperare energia dagli elettrodomestici e dalle persone che abitano in casa è la sfida di Passivhaus, la casa passiva, nuova frontiera del risparmio energetico per le abitazioni sostenibili.

Cos’è la casa passiva Passivhaus

E’ una abitazione che garantisce il benessere termico degli ambienti riciclando il calore degli elettrodomestici, delle persone e delle fonti di energia alternativa. Grazie ad una pompa di calore geotermica immessa nel sistema di ventilazione recupera l’energia prodotta all’interno della casa risparmiando il 90% rispetto a quanto abitualmente consumato.

“È stato calcolato, infatti, che una casa passiva ha bisogno in media di 1,5 litri di carburante (equivalenti a circa 15 Kwh) per metro quadrato di superficie abitativa, contro i 10-12 litri consumati da una casa tradizionale per il solo riscaldamento.”

Le caratteristiche

Quando i ricercatori Wolfgang Feist e Bo Adamson si misero a studiare il progetto nel 1988, scoprirono che sarebbe stato sufficiente combinare in maniera coordinata pareti coibentate, infissi termici, una migliore esposizione solare, un impianto di ventilazione in grado recuperare calore durante la circolazione dell’aria tra interno ed esterno, l’utilizzo di materiali di costruzione di alto livello qualitativo per migliorare di molto l’efficienza energetica degli edifici.

Attualmente le case passive sono solo poche migliaia, principalmente dislocate nel Nord Europa, ma qualche esempio si trova anche in Italia. Ne è un esempio l’eco-hotel Bonapace di Torbole, sul lago di Garda, il primo ad essere stato certificato in Europa e il secondo al mondo.

per saperne di più:

lastampa.it
tuttogreen.it