Frontcountry: il selvaggio West di Lucas Foglia

frontcountry fotografia

Nel suo progetto Frontcountry, il fotografo Lucas Foglia racconta dell’incontro con la vastità delle terre del West americano.

In seguito a un episodio vissuto in prima persona – essere stato soccorso da un locale nel mezzo di una tempesta di neve nel Wyoming – Foglia viene colto da una consapevolezza istantanea, che sarà la base di partenza per il progetto fotografico che porterà avanti nei quattro anni successivi.

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Il progetto fotografico

Ciò che lo colpisce, oltre all’immensità degli spazi naturali, è lo spirito comunitario che lega gli abitanti di quei luoghi. Il fotografo americano ha modo inoltre di sfatare il suo immaginario, legato alla visione un pò stereotipata della vita dei cosiddetti “nomadi cowboys  a dorso di cavallo”.

Sono due gli argomenti su cui si concentra la sua attenzione: le terre selvagge, con i rancher e gli agricoltori che le vivono, e il boom dell’attività mineraria, con le conseguenti trasformazioni del paesaggio in atto.

Foglia incontra e fotografa una donna e un uomo, lavoratori entrambi in Nevada, l’una nel settore minerario come camionista, l’altro in quello agricolo come rancher.

Alice, una madre single di Carlin, racconta con entusiasmo la sua svolta lavorativa nel settore minerario, sottolineando come, a fronte di un duro lavoro, abbia migliorato la sua situazione economica.

Tommy, affittuario insieme alla sua famiglia di un ranch a Oasis che forniva acqua potabile alla vicina cittadina di Wendover, incontra il fotografo durante la sua ultima stagione come rancher: la Newmont Mining Corporation ha acquistato il ranch dal precedente proprietario, con l’obiettivo di farne la miniera d’oro del Long Canyon.

Foglia riflette su ciò che di nuovo ha potuto apprendere, grazie ad un contatto ravvicinato con le “terre selvagge” del West: si rende conto che i “cowboys” che si aspettava di incontrare, conducono una vita diversa da quella che immaginava, con ipoteche sulla casa e una vita strettamente dipendente dalle miniere. La parola chiave che emerge è cambiamento: delle condizioni climatiche, del prezzo dell’oro, della casa e del lavoro.

L’interrogativo con il quale chiude il suo reportage è netto: cosa spinge questa gente a continuare a vivere nel West? e, allo stesso tempo, quale può essere il modo per preservare le terre abbandonate?

fonte: New York Times

Il futuro architettonico della costa in Nuova Zelanda

architettura nuova zelanda

L’imminente attuazione di un villaggio vacanza di 1500 mq, destinato a deturpare definitivamente il panorama costiero dell’estuario Kaiwaka, ha sollecitato gli architetti dello studio Cheshire Architects ad esprimersi sul futuro costiero della Nuova Zelanda.

Il risultato si chiama Eyrie Houses, due cabine di 29 mq che racchiudono la sintesi di perfetta integrazione tra natura, paesaggio e architettura.

Inserite nel paesaggio alla maniera di due monoliti rocciosi rivestiti in legno bruciato giocano su una forma prismatica che ricorda piccole imbarcazioni ormeggiate su un mare d’erba.

architettura nuova zelanda

 

Non ci sono porte, ma per entrare si sale sui massi per accedere alla finestra. La costruzione è stata al centro di molte polemiche dovuta alla mancanza di nulla osta per procedere ai lavori. Assurdo se confrontato con il gigante alberghiero situato a pochi chilometri di distanza

Ma l’esperimento sembra riuscito: sovvertendo il linguaggio stenografico queste piccole costruzioni si sono trasformate in qualcosa di più che semplici abitazioni.

Guarda il video per capirlo

fonte: cheshirearchitects.com

 

Architettura – L’appartamento alpino

architettura slovenia

Ci sono paesaggi che restano nel cuore. Sono quelli che, puntellati da costruzioni che versano in cattive condizioni, hanno un sapore che racconta il passato.

Un antico retaggio che spesso è sostituito con case di nuova fattura, mentre altre volte, sono destinati a far parte di uno stile di vita rurale e a diventare simbolo della nazione. Come accade in Slovenia, a Bohini. OFIS Archietcts progetta la riconversione di un vecchio fienile in un moderno loft.

architettura slovenia ristrutturazione

Il disegno prevede di mantenere inalterata la struttura esterna e di riammodernare lo spazio interno. Il punto di forza è la perfetta integrazione tra il piano rialzato – un tempo adibito a spazio per l’essiccazione – e il piano terra, come zona living.

Si accede all’appartamento dalla vecchia rampa che conduceva alla stalla del bestiame; la divisione degli spazi interni posiziona lungo la struttura in legno esistente zona soggiorno, sala da pranzo e camera da letto sollevata; mentre nasconde dietro una finta parete in assi verticale gli spazi ausiliari quali guardaroba, bagni, sauna, camino e cucina.

Colpo di scena, la camera degli ospiti, posta sopra alla terrazza, si affaccia verso lo spazio abitativo principale.

Tutti i rivestimenti esterni in legno e il tetto in ardesia sono state mantenute, l’unico intervento sono le perforazioni dietro finestre interne e l’apertura del portico anteriore … dalla quale non resta che rilassarsi godendosi il magnifico paesaggio delle Alpi.

fonte: http://www.archdaily.com/

foto © Tomaz Gregoric

Smussare gli angoli in architettura

La sfida che gli architetti portoghesi dello studio Atelier Central Arquitectos si trovano ad affrontare è la riqualificazione della clinica dermatologica DrDerm Dermatology Clinic, in Portogallo.

L’edificio, all’inizio dei lavori si presenta come uno spazio stretto e opprimente, caratterizzato da pareti con diversi orientamenti che definiscono angoli irregolari.

Intervento architettonico

L’ intervento architettonico prevede quindi una riqualificazione degli spazi, che dallo smussamento degli angoli, possa creare una trasformazioni dei piani, uniformando esterno ed interno in una dimensione quasi esoterica.

Grazie ad un cappotto in micro-cemento grigio, si conferisce agli ambienti una percezione omogenea e costante degli spazi.

Unitamente gli arredi (armadi, …) sono realizzati in vetro traslucido con diversi effetti di trasparenza, in modo da permettere il riflesso dei movimenti e di creare, congiuntamente, un piacevole effetto di luce/ombra.

I pavimenti, con colori accesi in forte contrasto con l’ambiente circostante, come insegna il Feng Shui, sono in vinile.

Coupe de theatre le scale, che si trasformano in vere e proprie sculture in legno che si appoggia ai rivestimenti delle pareti senza forzarne la vista. Il legno è in doghe scolpite che accentua le curve raddrizzandone sua percezione. Il trattamento in laccato opaco spazzolato dà una percezione pura, vera e caldo del materiale.

 

ed ecco, in galleria, lo splendido effetto finale

BioEdilizia in Villa Motterle – Update

Continuano in Villa Motterle i lavori per il restauro di piccolo edificio ad uso privato certificato CASACLIMA R.

L’intervento unico nel suo genere privilegerà l’uso di materiali naturali, tecnologia leggera e reversibile (legno, fibrogesso, ghiaia sciolta) così da salvaguardare il cuore duro dell’edificio consentendone in tal modo futuri adeguamenti.

A che punto sono i lavori oggi?

Stiamo preparando le basi per la posa dell’impianto radiante!