Case e costruzioni in legno

costruzioni legno

costruzioni legnoDati confortanti per l’Italia che si posiziona al al quarto posto in Europa tra i paesi produttori di costruzioni in legno, segno dell’evidente presa che l’edilizia sostenibile acquista anche nel Bel Paese.

I vantaggi di una scelta che vada in questa direzione sono tanti, e riguardano fattori di risparmio sia ecologico che economico.

Il legno è un materiale antico, che sempre più sta tornando all’attenzione per le numerose caratteristiche che lo rendono la risposta ideale a esigenze attuali, estetiche e funzionali.

I vantaggi delle costruzioni in legno

Una casa in legno, isolata con materiali naturali, consente un risparmio energetico del 40% in più rispetto all’edilizia tradizionale, e risparmio di tempo di lavoro, in quanto il processo di costruzione risulta più rapido.

Il legno è un materiale resistente, duraturo, e sicuro: è un materiale ottimale per edifici antisismici, e nonostante possa sembrare paradossale, si rivela allo stesso modo affidabile in caso di incendio, essendo un cattivo conduttore di calore. Offre anche alti livelli di comfort, essendo un ottimo isolante, sia termico che acustico.

E’ un materiale vivo e flessibile, che si adatta di volta in volta alle condizioni climatiche. Assorbendo l’umidità dell’aria quando è in eccesso, e rilasciandola quando invece è troppo asciutta, riesce a evitare il formarsi di muffe e condense. Garantisce quindi anche l’igiene della casa, essendo oltretutto anche facile da pulire.

La scelta di una casa in legno rientra fra le soluzioni che aiutano l’ambiente: il legno infatti è un alleato nell’azione di contrasto di quella che è una delle maggiori cause di inquinamento del nostro tempo, ovvero l’aumento del CO2, perchè è un materiale CO2 neutro, ovvero accumula una tonnellata di CO2 per metro quadro, rendendo quindi migliore l’aria che si respira.

Si può quindi concludere facilmente come il legno sia un materiale che racchiude in se stesso molteplici vantaggi, che fanno cadere senz’altro la bilancia dalla sua parte, anche nel caso della progettazione di un edificio abitativo.

Fonte: Alberto Motterle per www.vvox.it

Giappone: una casa-atelier per gli artisti della ceramica

casa atelier ceramica

Osaka 2013.

Immaginate di avere la possibilità di costruire la vostra casa su una striscia di terreno così stretta che a mala pena possa contenere due automobili una accanto all’altra, e, allo stesso tempo, di aver a disposizione un budget ristretto che non permetta di scialare in rifiniture e abbellimenti.
Questa è la situazione in cui una famiglia di artisti della ceramica di Osaka si sono trovati a costruire la loro casa atelier.

E questa è la situazione che hanno presentato all’architetto Yorio Noshinaga. All’architetto giapponese non è rimasto che trovare ispirazione dall’antica tradizione giapponese di ottimizzazione degli spazi.

“Se lo spazio non è sufficiente per una casa, ci deve per forza stare … mezza casa” pensò

E così prende forma la soluzione architettonica: realizzare una sezione di abitazione adatta ad un contesto urbano, ideale per lottizzazioni periferiche al centro città.
In mancanza di spazio a terra, Nashinaga lo ha ricavato da dove ce n’era in abbondanza. In altezza, per ben 4 piani.

casa atelier ceramica

Casa atelier: la struttura

Il risultato è un’abitazione originale ma vivibile ed esteticamente armoniosa. Nel dettaglio si tratta di una struttura larga poco più di tre metri per una lunghezza di 34, su piani disposti ad altezze diverse, collegati da una scala, fulcro dell’abitazione.

La scala è l’elemento di congiunzione tra i livelli: da terra sale dallo spazio aperto adibito ad atelier della ceramica ai locali residenziali posti al secondo e terzo piano, uniti tra loro da ammezzati e da soffitti alti/bassi che donano continuità e funzionalità.

Il materiale per l’intera struttura è il legno, scelto per la sua intrinseca vocazione eco-compatibile e per l’economicità, sempre a vista negli interni per l’effetto calore che sprigiona.

Le ampie finestrature creano continuità con lo spazio esterno donando una gran quantità di luce naturale agli interni.

Fonte: www.archdaily.com

Architettura surreale: i collage di Matthias Jung

Matthias Jung

Eclettico e visionario Matthias Jung è il giovane artista e graphic design tedesco che ha stupito tutti con i suoi collage.

Una tecnica ormai desueta, che coinvolge l’artista fin da piccolo, quando nel laboratorio fotografico del padre, si arma di colla e forbici per dar vita ai suoi primi edifici fantastici. Una passione che si struttura e che oggi è possibile ammirare nella serie “Houses” – Case.

Si tratta di sette immagini, ognuna delle quali proviene da foto scattate dallo stesso Jung durante i suoi viaggi nel nord-est della Germania. Per Jung, la composizione dei singoli elementi è correlata ad una logica, come in un sogno. “Fondamentalmente”, sostiene, “i sogni sono collages”.

Matthias Jung

La poetica dei collage di Matthias Jung

I suoi lavori sono fortemente caratterizzati da un senso di equilibrio in cui ordine e disordine, omogeneità e diversità trovano armonia.

“Prima di tutto un edificio deve essere stabile e credibile affinchè io possa aggiungere un po’ di disturbo” sostiene. “Per questo posso permettermi di lasciarlo volare, ad esempio”
Nonostante la manipolazione digitale, le foto di Jung dovrebbero rispecchiano dunque la realtà: “Sono sempre stupito di come alcuni particolari architettonici siano in grado di evocare associazioni di idee e sensazioni: è come osservare l’intimità del mondo da dietro la grata di una finestra.

Scaturiscono paesaggi carichi di significati e sentimenti: le antenne per esempio indicano qualcosa di sinistro, che sta fuori dalla dimensione del quadro stesso; il calcestruzzo è freddo e impersonale … e forse è questa la sua grande forza espressiva. Mi piace includere elementi discordanti tra loro per causare associazioni di pensiero diverse: fui particolarmente soddisfatto quando riuscii ad utilizzare la vecchia teiera di mia nonna in una spedizione al Polo Est.”

Fonte: Archdaily

Architettura sostenibile: l’esempio di Uppgreenna Nature House

L’idea alla base del progetto della Uppgreenna Nature House è quella di creare un luogo da vivere in modo autosostenibile. Il concept prevede un cuore costituito dalla zona giorno, circondato da una serra che si configura come una conchiglia di vetro che racchiude un microclima riscaldato: questo consente di trasportare un frammento dello spazio esterno negli interni dell’edificio, coltivando piante originarie di paesi caldi.

Ridurre gli sprechi grazie alle soluzioni di architettura sostenibile

La visione alla quale si ispirano gli architetti dello studio Tailor Made arkitekter è quella della Naturhaus, sviluppata intorno al 1970 dall’architetto svedese Bengt Warne. Questa nuova modalità di vita contempla la produzione di cibo al posto dello spreco, la generazione di energia oltre al solo consumo: in sintesi, un luogo che stimola la riflessione e l’apprendimento nella direzione della cultura della sostenibilità. Il progetto è quello di creare un luogo d’incontro ispirato ai principi dell’ecologia e dell’ecosostenibilità, con un caffè, una sala conferenze e una spa dedicata a trattamenti terapeutici.

architettura sostenibile spazio

 

Architettura sostenibile e ottimizzazione degli spazi

Dove prima sorgeva un vecchio granaio è stato costruito un edificio che nella struttura esterna si ispira ai tradizionali granai svedesi, con un muro laminato di legno rosso funzionale alla riduzione della radiazione prodotta dal calore. L’ambiente del piano superiore, dal quale si gode di una splendida vista sul lago Vattern, è parzialmente circondato da una serra che si estende lungo tutto il sottotetto, con spazio per diverse piante e una temperatura che si avvicina a quella del nord Italia.

La Naturhouse dispone anche di un suo sistema di riciclo delle acque di scarico: grazie alle grandi aiuole della serra, le acque vengono purificate e le sostanze nutritive aumentate, permettendo la crescita di frutta e verdura. Un modus vivendi improntato alla filosofia del riciclo rende immediatamente chiaro come le sostanze inquinanti abbiano una ricaduta diretta su chi le produce.

Un progetto di architettura sostenibile particolarmente interessante, soprattutto per la capacità di insegnare un modo alternativo di vivere e abitare il quotidiano.

Fonte: Architettura sostenibile su archdaily
Foto: Ulf Celander

La Ant-house di mA-style Architets

ant-house concept house

La Ant-house progettata dagli architetti dello studio giapponese mA-style Architets è una casa abitata da una coppia insieme ai loro tre figli.

La casa si presenta all’esterno con una forma cubica di colore nero, mentre negli interni si passa in una dimensione completamente diversa, dominata dal giallo vivido del compensato di legno di larice: la sensazione è quella di entrare in un luogo segreto e protetto.

L’idea alla base del progetto è quella di creare spazi che rimangano volutamente ambigui nella loro configurazione, con la conseguente possibilità di viverli in grande libertà.

Segreta e protetta: ant-house è un’innovativa concept house made in Japan

Il tradizionale concetto di stanza viene rimesso in discussione: gli architetti hanno iniziato con il tracciare un semplicissimo rettangolo come struttura della casa, per poi disegnare nell’area interna linee che indicassero l’angolo cucina, il bagno, l’angolo studio con una scrivania, e un magazzino con mensole. Ogni spazio si configura come un piccolo nucleo a se stante, e al tempo stesso come corridoio per raggiungere un altro punto della casa: fra un’area e l’altra viene lasciato uno spazio libero che dà respiro e rende agevole il percorso.

 

ant-house concept house

 

La classica pianta dell’abitazione con stanze chiuse in se stesse viene sostituita da una concezione dello spazio aperto, arioso, che i suoi abitanti possono ridefinire di volta in volta a proprio piacimento. Inoltre l’assenza di barriere consente, se lo si desidera, di vedersi l’uno con l’altro mentre lo si abita.

Una particolarità del progetto dei due architetti giapponesi è il tetto a due spioventi, che crea uno spazio che durante il giorno lascia penetrare all’interno la luce del sole e il soffio del vento, e durante la notte il chiaro di luna e il suono degli insetti.

Il risultato finale vuole suggerire la struttura di un piccolo formicaio, con una pluralità di scelte a disposizione per vivere le proprie giornate di riposo, studio o lavoro.

Fonte: ant-house di mA-style Architects – Archdaily