L’abitazione tropicale di Kuala Lumpur

casa tropicale

La scatola tropicale: l’abitazione introspettiva che ripara dal clima tropicale e che, allo stesso tempo, abbraccia la natura circostante. Si sono spinti nella giungla tropicale di Kuala Lumpur gli architetti della WHBC Architects per progettare Tropical Box House, la casa che grazie ad un involucro in cemento perforato, riesce ad mantenere fuori il calore e a creare nuovi spazi all’interno eliminando il confine tra interno ed esterno.

E’ proprio l’involucro il valore aggiunto di questa lussuosa abitazione: gettato in opera come dispositivo di filtraggio del sole alla profondità di 90 cm, è rinforzato da pinne da 15 cm che inquadrano la struttura con aperture di diverse dimensioni a ritmo controllato. Un’espediente estetico che migliora la regolazione della luminosità all’interno.

Ma non basta.

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Per regolare l’umidità, la struttura ha sfruttato la naturale pendenza del terreno elevando la casa (come fosse un baldacchino tra gli alberi), mantenendo la zona giorno e la piscina al livello di entrata, le camere da lettonel livello superiore e la zona garage al piano terra. La struttura sopraelevata assicura la corretta aerazione che mantiene lontani anche i parassiti. Un ponte fiancheggiato da alti alberi delimita l’ingresso all’abitazione che si apre su un cortile interno e la piscina in cui si riflettono i dettagli architettonici e da cui ci si può godere la vista panoramica della foresta circostante.

Una dicotomia architettonica, che rende una gabbia in cemento perfettamente leggera e integrata nel paesaggio, che poggia sul terreno in punta di piedi e che incoraggia il paesaggio circostante a crescere all’interno di essa.

Immagini: Kent Soh

Fonte: archdaily.com

Una casa pratica e confortevole

Il progetto dello studio 05 AM Arquitectura di Girona ha un unico obiettivo: quello di assecondare le esigenze del proprietario dell’immobile, un anziano disabile costretto sulla sedia a rotelle con il sogno di vivere in una casa pratica e confortevole.

La struttura, a forma trapezoidale, è ben integrata con l’ambiente circostante, con un lato prospiciente la strada e la piazza e l’altro vista fiume. Si rende quindi necessario necessario fornire un’adeguata privacy agli abitanti.

Lo sviluppo della casa è su due volumi: è necessario pertanto ridefinire gli spazi, integrando gli ambienti esterni agli interni, quasi a farli diventare uno il prolungamento dell’altro, ottimizzando la luce naturale e la vista alla natura circostante. Di fondamentale importanza, inoltre, è eliminare qualsiasi tipo di ostacolo per la sedia a rotelle, primo tra tutti le rotaie delle porte esterne.

Nonostante il budget contenuto, la casa è stata costruita dall’interno verso l’esterno con strati successivi: partendo dal muro strutturale, che ne progetto è visto come una finitura interna, procedendo con l’isolamento, quindi creando uno spazio vuoto che permette nascondere le finestre scorrevoli, e infine un’ultima parete sottile di malta e calce.
La piccola casa prende i massimi benefici delle caratteristiche del luogo, utilizzando le poche risorse a disposizione per fornire spazi piacevoli e pratiche per le esigenze specifiche dei proprietari.

foto: © Adrià Goula

Architettura invisibile, un libro aperto sulla scogliera

Affacciata sulla scogliera del Golfo della Manica , a Senneville-sur-Fécamp, e protetta dai venti dell’oceano grazie alla posizione nascosta di un terrapieno, una piccola casetta custodisce pile di libri e colonie di gatti.

I proprietari non si accontentano di tanta pace e desiderano un luogo in cui poter leggere, scrivere e sognare, lontani dalle spesse mura di pietra che li circondano. “Alla fine di un vicolo cieco, in cima ad una rupe, alla fine del mondo … “ dicono.

E’ bastato guardare bene la struttura della casa per rivalutare un piccolo spazio, sospeso tra gli alberi e collegato alla casa da una scala.

Un luogo inattivo, da cui si gode del panorama del paesaggio e dell’oceano sottostante.

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architettura invisibile dell’architetto Antonin Ziegler

Lo spazio è libero su tre lati, aperto come un libro sul paesaggio.

Proprio questo spazio fornisce all’architetto Antonin Ziegler l’idea di stravolgere i canoni architettonici e creare uno spazio unico, speciale.

Per prima cosa semplifica la forma architettonica:

  • elimina la pendenza del tetto e riveste le pareti di legno
  • modifica le dimensioni delle finestre, creando un formato insolito e non convenzionale che occulta la struttura e si apre completamente sull’esterno.

Lo riempie di librerie e lascia alla natura circostante il compito di completare l’arredamento.

Si crea così un gioco di “trasparenze” appena svelate che inserisce la casa in un contesto quasi astratto, che ex nihilo, tende a far scomparire l’edificio, così com’è perfettamente integrata al paesaggio.

fonte

Il cemento e l’Italia: il fenomeno delle città diffuse

http://pixabay.com/it/cemento-calcestruzzo-costruzione-406822/

Negli ultimi 20 anni in Italia abbiamo subito il fenomeno dello Sprawl urbano, città diffuse che si sviluppano in maniera rapida e disordinata soprattutto nelle periferia causando una elevata dispersione di terreno.

Lo sfruttamento del territorio unito alla bassa densità abitativa di queste aree (gli edifici sono realizzati con un numero limitato di piani e separati tra loro da strade o parcheggi) danno come risultato una urbanizzazione ad un tasso superiore rispetto all’effettivo incremento della popolazione.

Il risultato che emerge dagli studi Istat è che oggi in Italia gli appartamenti inutilizzati sono più di 7 milioni (quasi 20 milioni di stanze vuote!) che nell’ultimo decennio ha visto un’impennata del 350%

Tutti dati forniti dall’Istat li puoi trovare qui

Statisticamente possiamo affermare 1 appartamento su 4 è vuoto (il 25% delle abitazioni!) con picchi che raggiungono anche il 40% in alcune regioni del Sud.

http://pixabay.com/it/cemento-calcestruzzo-costruzione-406822/
@pixabay.com

Ma perché questa continua corsa a costruire città diffuse?

Anche se i numeri mostrano un declino demografico e socioeconomico, nel nostro paese si continua a costruire principalmente per ragioni finanziarie: “le unità abitative fungono da basi per “per “costruzioni virtuali” di fondi d’investimento o risparmio gestito” grazie anche a leggi che lo hanno permesso.”

Podere Navigliano: un nuovo linguaggio nella ristrutturazione

Torniamo ad occuparci delle creazioni di Smallness, l’idea imprenditoriale che sviluppa progetti di architettura e urbanistica sostenibile e partecipata, raccontando del recupero del casolare di Podere Navigliano, in provincia di Siena.

Il progetto architettonico

Il progetto ha previsto la ristrutturazione dell’antico casolare di 600 mq con l’obiettivo di definire un nuovo linguaggio architettonico, in grado di dialogare con la natura circostante, la storia e la riscoperta degli elementi della tradizione.

La ristrutturazione vede nella nuova pavimentazione l’elemento caratterizzante dell’intervento, utilizzato quasi per raccontare l’antica destinazione delle diverse stanze:

  • il piano terra e i locali di servizio riproducono una sorta di pavimentazione in terra battuta grazie all’uso di una particolare resina;
  • il cotto di bassa qualità delle stanze al primo piano è stato sostituito da un mix di cotti di recupero di diverse provenienze e miscelati in un nuovo pattern;
  • anche i legni delle stanze al piano superiore sono stati sostituiti da un mix di assi e legni di recupero che, uniti ad un disegno tradizionale a rombi e croci, crea un effetto contemporaneo e non convenzionale.

L’uso dell’acciaio, indispensabile elemento di finitura, è stato utilizzato per esaltare gli interventi di restauro, senza cercare di nasconderli ma trasformandoli in protagonisti.
Solo la facciata d’ingresso è stata modificata con l’introduzione di una gelosia che serve per illuminare le scale retrostanti, mentre, le pareti interne restano inalterate e rivestite in calce per evidenziare la bellezza del materiale originale.

 Quale futuro per Podere Navigliano?

La ristrutturazione di Podere Navigliano e il nuovo assetto costruttivo ospiterà un’abitazione unica: il piano terra che ospitava i locali di servizio per l’agricoltura saranno adibiti a locali di servizio per il vivere moderno (tavernetta, SPA, garage …); una zona giorno che godrà della vita a 360° sulle crete senesi e le torrette al piano superiore che ospiteranno le suite di maggiori pregio.

scopri di più: http://divisare.com/projects/275469
Photo by Fabio Mantovani. © Ciclostile Architettura