SolarSharing: fotovoltaico a distanza

Un nuovo modello di investimento si impone nel mercato: sono le cooperative energetiche, gruppi di cittadini che si uniscono per produrre energia sufficiente per coprire il proprio fabbisogno. Cooperative piccole ma in rapida espansione, come dimostra Energyland, a Verona, che unisce 100 famiglie del luogo con impianto da 1 MW e che ha dato inizio al programma SolarShare.

SolarShare è un impianto fotovoltaico “social” che supera il gap territoriale e che pertanto può essere aperta a tutti coloro che sono intestatari di un contatore, indipendentemente dalla vicinanza territoriale o dalla proprietà della casa.

La base di partenza è di 500 soci per un  costo complessivo di € 1.500.000. Il business plan è semplice: si tratta di vendere l’energia al miglior grossista e con i ricavi pagare le bollette ai soci a prezzi di borsa. Ogni socio può comprare massimo 6 quote in base ai propri consumi, e ha diritto a un quantitativo di energia proporzionale alle quote possedute. Mediamente è possibile ipotizzare un rientro dell’investimento in circa 10 anni.

Un’iniziativa importante perchè diffonde il nuovo concetto di Energy Community: “utenze energetiche che decidono di fare scelte comuni per soddisfare il fabbisogno energetico e massimizzare i benefici di un approccio “collegiale”. Uno dei principali elementi dell’evoluzione del sistema elettrico verso la Smart Grid, come sottolinea l’ultimo Report dedicato al tema dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano.”

Alcuni esempi di Energy Community in Europa:

  • Ecopower in Belgio conta oltre 45mila soci per 26MW di impianti installati e 95milioni di  kWh prodotti;
  • In Germania circa 80mila famiglie partecipano a cooperative energetiche che detengono oggi circa il 50% della capacità produttiva di energia da fonte rinnovabile

per saperne di più: casa24.ilsole24.com

casa passiva: passivhaus

Recuperare energia dagli elettrodomestici e dalle persone che abitano in casa è la sfida di Passivhaus, la casa passiva, nuova frontiera del risparmio energetico per le abitazioni sostenibili.

Cos’è la casa passiva Passivhaus

E’ una abitazione che garantisce il benessere termico degli ambienti riciclando il calore degli elettrodomestici, delle persone e delle fonti di energia alternativa. Grazie ad una pompa di calore geotermica immessa nel sistema di ventilazione recupera l’energia prodotta all’interno della casa risparmiando il 90% rispetto a quanto abitualmente consumato.

“È stato calcolato, infatti, che una casa passiva ha bisogno in media di 1,5 litri di carburante (equivalenti a circa 15 Kwh) per metro quadrato di superficie abitativa, contro i 10-12 litri consumati da una casa tradizionale per il solo riscaldamento.”

Le caratteristiche

Quando i ricercatori Wolfgang Feist e Bo Adamson si misero a studiare il progetto nel 1988, scoprirono che sarebbe stato sufficiente combinare in maniera coordinata pareti coibentate, infissi termici, una migliore esposizione solare, un impianto di ventilazione in grado recuperare calore durante la circolazione dell’aria tra interno ed esterno, l’utilizzo di materiali di costruzione di alto livello qualitativo per migliorare di molto l’efficienza energetica degli edifici.

Attualmente le case passive sono solo poche migliaia, principalmente dislocate nel Nord Europa, ma qualche esempio si trova anche in Italia. Ne è un esempio l’eco-hotel Bonapace di Torbole, sul lago di Garda, il primo ad essere stato certificato in Europa e il secondo al mondo.

per saperne di più:

lastampa.it
tuttogreen.it

Autocostruzione con la bioedilizia

Per dare una risposta alla crisi la Regione Toscana da via libera all’autocostruzione con la bioedilizia.

La giunta regionale, infatti, autorizzerà i cittadini a costruirsi le abitazioni o a ristrutturarle da soli, in convenzione e anche su terreni pubblici.
Lo conferma l’Assessore al Bilancio Vittorio Bugli durante il Terra Nuova Festival, la due giorni toscana dedicata al costruire sostenibile e all’ambiente.
Non si tratta di costruire in maniera spontanea, spiega l’Assessore, quanto piuttosto di scrivere regole precise in accordo con tutti gli Enti e le Associazioni interessate, da seguire in tutta la Regione. Questo metodo costruttivo unito ai prossimi nuovi interventi di social housing, continua, sono un aiuto concreto per ridurre il continuo disagio abitativo delle famiglie italiane, che si sta estendendo sempre più al “ceto medio” della popolazione.

Per l’iniziativa sono già stati stanziati tre milioni di euro che serviranno per i primi 10 interventi del progetto di bioarchitettura e bioedilizia, messo a punto dalla Regione.
Ma la Toscana non è nuova a questo tipo di interventi: già negli anni 80 nel Mugello fiorentino fu realizzato il primo progetto italiano di autocostruzione e recentemente, a San Piero a Sieve sono state autocostruite 18 villette a schiera in 18 mesi.

Per saperne di più: tekneco.it

Abitare sostenibile – 5 migliori progetti 2013

L’architettura è sempre più orientata all’abitare sostenibile, non solo attraverso la realizzazione di strutture fabbricate con materiali ecologici ma concentrandosi soprattutto su costruzioni indipendenti sotto il profilo energetico.

Ma quali sono stati i 5 migliori progetti di abitare sostenibile del 2013?

E’ il primo edificio al mondo realizzato con le alghe: la struttura è rivestita da pannelli solari verticali a base di “bioreattori”. Le alghe che ricoprono l’edificio lo isolano da rumori e agenti atmosferici grazie ad un sistema di coibentazione naturale e producono energia grazie alla fotosintesi clorofilliana utile per l’illuminazione e il riscaldamento degli appartamenti.

L’edificio intelligente progettato da Frank Tjepkema dello studio olandese Tjep è riconoscibile per l’uso stravagante dei pannelli solari.

Posti sul tetto, seguono il movimento del sole durante il giorno, permettendo di usufruire appieno della luce. La casa inoltre è provvista di enormi persiane che coprono l’intero edificio per permettere un maggiori ingresso della luce.
Completa l’opera un efficiente sistema di riciclo delle acque grigie.

Porto di Paduli (Le) ospita i primi alberghi biodegradabili, che prevedono stanze temporanee costruite con rafia naturale, canne, palme e reti utilizzate per la raccolta delle olive.

Il centro pediatrico più sostenibile del mondo si trova a Port Sudan. La struttura, che aiuta più di 50 mila bambini ogni anno, è dotato di un sistema di ventilazione forzata che sfrutta processi naturali assieme a un apporto tecnologico sostenibile ed è dotato di un sistema di depurazione delle acque reflue che permette l’irrigazione dell’area, dove nulla viene sprecato. Il progetto è Made in Italy: è stato realizzato da TAM associati, ed è stato premiato con la medaglia d’oro Giancarlo Ius.

Una casa costruita nel 1974 dotata di un meccanismo di isolamento termico removibile applicato sulle finestre, un dispositivo per il recupero di calore dall’aria e un sistema di riscaldamento  costituito da pannelli pannelli e vasche per l’acqua calda.

Cosa aspettarsi dal 2014?
Difficile da dirsi, ma le prospettive sono rosee.

All’inizio dell’anno, lo studio Solterre Design ha realizzato in Canada il Concept Cottage: un edificio che non necessita di allacci a reti energetiche: dispone di involucri isolanti, ponti termici, elettrodomestici in classe A++ e sistemi d’illuminazione a Led; sistema solare termico e fotovoltaico; Il tutto costruito utilizzando materiali edilizi, porte e perfino mobili riciclati.

Fonte: ambientebio

Bioedilizia efficiente e co-housing

studio motterle - bioedilizia

 

La Piaggetta S.Anna (LU) – In tempi record si completano altri 16 bio-alloggi popolari, un intervento che incrementa la disponibilità di abitazioni nell’area di Lucca.

Le case realizzate sono caratterizzata da tecniche di costruzione di bioedilizia, ad elevata efficienza energetica, tutti in classe A.
Per la produzione di acqua calda sanitaria sono stati installati pannelli solari che sfruttano l’illuminazione naturale, mentre l’impianto di riscaldamento è di tipo tradizionale. Per abbattere il fabbisogno energetico sulle coperture è stato installato un sistema fotovoltaico.

Oltre alla costruzione degli edifici, l’intervento prevede la sperimentazione del co-housing, con la condivisione di eventi e relazioni in una struttura apposita.

Conclude il vicepresidente della Regione Stefania Saccardi “… L’aumento del patrimonio Erp toscano, anche attraverso recuperi e ristrutturazioni di edifici abbandonati appartenenti al demanio o all’esercito, è una delle priorità del mio assessorato. Uno sforzo da portare avanti con energia per far fronte ad un’emergenza abitativa sempre piú pressante”.

Per saperne di più: www.tekneco.it