Il cemento e l’Italia: il fenomeno delle città diffuse

http://pixabay.com/it/cemento-calcestruzzo-costruzione-406822/

Negli ultimi 20 anni in Italia abbiamo subito il fenomeno dello Sprawl urbano, città diffuse che si sviluppano in maniera rapida e disordinata soprattutto nelle periferia causando una elevata dispersione di terreno.

Lo sfruttamento del territorio unito alla bassa densità abitativa di queste aree (gli edifici sono realizzati con un numero limitato di piani e separati tra loro da strade o parcheggi) danno come risultato una urbanizzazione ad un tasso superiore rispetto all’effettivo incremento della popolazione.

Il risultato che emerge dagli studi Istat è che oggi in Italia gli appartamenti inutilizzati sono più di 7 milioni (quasi 20 milioni di stanze vuote!) che nell’ultimo decennio ha visto un’impennata del 350%

Tutti dati forniti dall’Istat li puoi trovare qui

Statisticamente possiamo affermare 1 appartamento su 4 è vuoto (il 25% delle abitazioni!) con picchi che raggiungono anche il 40% in alcune regioni del Sud.

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Ma perché questa continua corsa a costruire città diffuse?

Anche se i numeri mostrano un declino demografico e socioeconomico, nel nostro paese si continua a costruire principalmente per ragioni finanziarie: “le unità abitative fungono da basi per “per “costruzioni virtuali” di fondi d’investimento o risparmio gestito” grazie anche a leggi che lo hanno permesso.”

Podere Navigliano: un nuovo linguaggio nella ristrutturazione

Torniamo ad occuparci delle creazioni di Smallness, l’idea imprenditoriale che sviluppa progetti di architettura e urbanistica sostenibile e partecipata, raccontando del recupero del casolare di Podere Navigliano, in provincia di Siena.

Il progetto architettonico

Il progetto ha previsto la ristrutturazione dell’antico casolare di 600 mq con l’obiettivo di definire un nuovo linguaggio architettonico, in grado di dialogare con la natura circostante, la storia e la riscoperta degli elementi della tradizione.

La ristrutturazione vede nella nuova pavimentazione l’elemento caratterizzante dell’intervento, utilizzato quasi per raccontare l’antica destinazione delle diverse stanze:

  • il piano terra e i locali di servizio riproducono una sorta di pavimentazione in terra battuta grazie all’uso di una particolare resina;
  • il cotto di bassa qualità delle stanze al primo piano è stato sostituito da un mix di cotti di recupero di diverse provenienze e miscelati in un nuovo pattern;
  • anche i legni delle stanze al piano superiore sono stati sostituiti da un mix di assi e legni di recupero che, uniti ad un disegno tradizionale a rombi e croci, crea un effetto contemporaneo e non convenzionale.

L’uso dell’acciaio, indispensabile elemento di finitura, è stato utilizzato per esaltare gli interventi di restauro, senza cercare di nasconderli ma trasformandoli in protagonisti.
Solo la facciata d’ingresso è stata modificata con l’introduzione di una gelosia che serve per illuminare le scale retrostanti, mentre, le pareti interne restano inalterate e rivestite in calce per evidenziare la bellezza del materiale originale.

 Quale futuro per Podere Navigliano?

La ristrutturazione di Podere Navigliano e il nuovo assetto costruttivo ospiterà un’abitazione unica: il piano terra che ospitava i locali di servizio per l’agricoltura saranno adibiti a locali di servizio per il vivere moderno (tavernetta, SPA, garage …); una zona giorno che godrà della vita a 360° sulle crete senesi e le torrette al piano superiore che ospiteranno le suite di maggiori pregio.

scopri di più: http://divisare.com/projects/275469
Photo by Fabio Mantovani. © Ciclostile Architettura

Agricoltura sociale: nuove vie di welfare legate ai territori

Villa Zileri Motterle, sede dello Studio di Architettura Motterle ha ospitato il convegno organizzato dal Forum Agricoltura Sociale sul tema: “Agricoltura sociale: nuove vie di welfare legate ai territori”.

L’evento rivolto a tecnici della cooperazione sociale, operatori agricoli, associazioni e professionisti interessati ad una nuova via di welfare legata al territorio e all’agricoltura ha coinvolto 12 ragazzi e altrettante aziende del comparto agroalimentare e cooperative sociali del Comune di Vicenza.

Gli argomenti del Forum Agricoltura Sociale

  • Le opportunità per l’Agricoltura Sociale Veneta:
    uno scenario reale sull’Agricoltura sociale nella Regione, forme di finanziamento e effetti della nuova legge in materia di Fattorie Sociali sul territorio
  • Progetto di formazione per Tecnici per lo sviluppo dell’Agricoltura Sociale:
    l’esperienza del corso tenutosi nel 2014 per opera della Cooperativa “Il Mosaico” di Vicenza.
  • Il mondo agricolo incontra il sociale:
    Azienda Agricola Bio Colombini di Crespina (Pisa)
  • L’efficacia terapeutica dell’agricoltura sociale:
    l’efficacia terapeutica di un intervento di cura svolto all’interno di un contesto agricolo
  • Nuove progettualità per il futuro:
    l’importanza della collaborazione tra differenti competenze professionali sia della costruzione di un linguaggio comune tra enti pubblici, enti privati, utenti e consumatori coinvolti nella costruzione di una nuova economia fatta di relazioni.

Per saperne di più: vicenzapiu.com

L’albero dai 40 frutti

Riprogettare il ciclo di vita delle piante da frutto è l’obiettivo raggiunto dall’artista newyorkese Sam Van Aken. L’artista è riuscito nell’intento di creare un albero da frutto con ben 40 differenti innesti, in modo tale da produrre in periodi successivi dell’anno frutti differenti.

“Tree of 40 Fruit”, questo è il nome dell’opera, genera albicocche, pesche,ciliegie, susine, nettarine e perfino mandorle grazie alla tecnica della “scultura attraverso l’innesto” orticolo, inserendo cioè una porzione di una pianta o di una gemma in un’altra di diversa natura.

“L’albero dai 40 frutti” vuole essere una riflessione sulla monocultura esasperata della moderna agricoltura –  spiega l’artista –  che sacrifica le diversità in favore di una abnorme produzione commerciale, perdendo di vista le varietà autoctone e meno note.

Per questo motivo, i 16 pluri-alberi, sfruttando i diversi tempi di maturazione, forniscono le differenti varietà di frutta da luglio fino ad ottobre.

E’ possibile ammirarli in uno dei tanti musei e collezioni d’arte private degli Stati Uniti, a Newton in Massachusetts,  a Pound Ridge a New York e a San Jose in California.

fonte: ansa

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Noi ci auguriamo che iniziative di questo genere possano trovare spazio anche a  Expo  Milano 2015, in quanto strumento utile per Nutrire il Pianeta

I Giardini Perduti di Heligan

I giardini perduti di Heligan sono un complesso di giardini del XVIII secolo situati a Pentewan in Cornovaglia.
Considerati tra  più belli d’Inghilterra, caddero in rovina con l’avvento della prima guerra mondiale.

Sarà Tim Smith, nel corso degli anni 90 a riportarli al loro antico splendore grazie ad un accurato progetto di restauro, il più grande realizzato in Eurpa.

Le caratteristiche dei giardini perduti di Heligan

  • Si estendono in un’area di circa 80 acri
  • Nel complesso diversi tipi di giardini, piante tropicali e una giungla.