Grattacieli di legno

Grattacieli di legno, per ridefinire il futuro dell’architettura

Il legno diventa la risposta sostenibile per la realizzazione dei grattacieli del futuro

In un momento storico in cui chiunque è a conoscenza della rivoluzione climatica in atto e i modelli di sostenibilità si declinano nelle diverse aree dell’agire umano, anche nel campo dell’edizia i materiali ecosostenibili vengono premiati e dovrebbero essere privilegiati in favore di un’architettura sostenibile orientata al futuro.

Nelle realtà urbane l’impatto ambientale di materiali costruttivi quali il calcestruzzo, in cui è contenuto il cemento, tra gli altri, e l’acciaio innesca un circolo vizioso che rende l’ambiente cittadino uno dei principali responsabili delle emissioni di carbonio e, conseguentemente, uno dei colpevoli dei disastri naturali originati dal cambiamento del clima.

I sistemi edilizi basati sul legno costituiscono quindi una valida alternativa in termini di sostenibilità ambientale non solo per le costruzioni che non hanno sviluppo in altezza, ma anche per quelle che domani saranno sempre più frequenti nel tessuto urbano delle città in risposta al numero sempre crescente della popolazione, i grattacieli.

Il ciclo del legno è quindi un ciclo virtuoso e non vizioso come quello dei materiali descritti in precedenza: gli alberi assorbono anidride carbonica per crescere e la trattengono all’interno del legno che può essere usato e riciclato innumerevoli volte prima di diventare biomassa per la produzione di energia, processo con il quale si va a rilasciare nell’ambiente la stessa quantità di carbonio immagazzinata in precedenza dall’albero. Ecco quindi il ciclo virtuoso, privo di rifiuti e a emissioni zero del legno.

L’ingegneria del legname ha sviluppato in tempi recenti prodotti derivati dal legno come per esempio lamellari incollati o a strati incrociati che si rendono utili per la costruzione di strutture alte in legno. Negli ultimi dieci anni, il numero delle costruzioni in legno alte oltre sei piani ha superato le 50 unità, arrivando ad edifici alti oltre 70 metri come la torre HoHo a Vienna di 24 piani.

Esistono inoltre proposte per edifici che arrivano ben oltre, a Stoccolma il Trätoppen prevede 40 piani, a Portland lo Spar si alzerebbe di 48 piani, a Philadelphia il Timber Tower Complex arriverebbe a 62 piani e a Londa la Oakwood Tower ne conterebbe 80. Al momento il freno allo sviluppo di questo tipo di progetti è costituito dalle normative, che andrebbero aggiornate per consentire l’approvazione della costruzione di edifici in legno più alti di quelli ad oggi consentiti.

In questa prospettiva il legno, con un consumo e un riciclo regolati, diventerebbe il materiale da costruzione per eccellenza nelle realtà urbane che potrebbero essere quindi ristrutturate e immaginate nuovamente come estensioni dei boschi in un’ottica di gestione consapevole dei consumi e della riforestazione.

Fonte: DomusWeb

La scuola che si ispira al territorio

La ricostruzione a L’Aquila dopo il sisma riprende gli spazi del tessuto urbano nella nuova scuola di Gignano

Il progetto presentato dall’architetto e professore dell’Università di Roma Tre Luigi Franciosini, in collaborazione con un gran numero di altri professionisti, con cui è stato vinto il concorso internazionale bandito dal Comune dell’Aquila prevede una struttura unica a Gignano per sostituire le precedenti scuole dell’infanzia ed elementari di Torretta, Sant’Elia e Gignano stessa.

L’idea è quella di uno spazio dedicato ai più piccoli interamente immerso nel verde il cui piano riprende e rielabora gli spazi del tessuto urbano locale, con piazze, slarghi e stradine che li collegano. Il riferimento principale per la realizzazione del progetto, sito in un’area da cui si vede la catena del Gran Sasso, è l’architettura rurale che richiama la civiltà agro-pastorale della zona.

Si tratta infatti di un’area ai margini del centro urbano, proprio dove il paesaggio naturale riprende
il suo spazio, per questo nelle intenzioni dei progettisti c’è stato sin da subito il desiderio di riprodurre le forme razionali e sobrie delle costruzioni rurali. Il progetto si avvale quindi di espedienti costruttivi tipici dell’area montana quali terrazzamenti, muri a secco e recinti.

Uno dei segni distintivi di questo complesso è proprio dettato dalla sua interazione con il territorio, che rispetta e asseconda nella topografia, nell’orientamento e nelle pendenze. Inoltre uno spazio aperto, destinato alla comunità e immaginato proprio come una piazza raggiunta da rampe e cordonate, collega le diverse parti del complesso scolastico vero e proprio: le due scuole, dell’infanzia ed elementare, i servizi, la palestra e la mensa.

Anche gli interni riprendono l’idea del tessuto urbano: l’atrio all’ingresso si articola poi in una serie di strade, stradine, slarghi e piazze che vanno a comporre i diversi spazi destinati all’apprendimento ma anche alle attività della comunità. Le singole aree destinate alle attività formative si differenziano anche in base alla funzione, tenendo conto che possono essere dedicate ad esperienze individuali, di piccoli gruppi o appunto della comunità intera.

Nella distribuzione planimetrica il complesso presenta precisamente quegli aspetti dinamici, vivaci e articolati che sono propri degli spazi urbani, a quali come detto si ispira. Il progetto abbraccia sia soluzioni più tradizionali di sistemi ad aula con giardino, che alternative come il modello dei cluster per assicurare la pluralità dei differenti momenti di apprendimento nell’ambiente scolastico.

Fonte: Professione Architetto

Vivere l’orto…davvero!

Vivere davvero l’orto: lo Studio LDA.iMdA architetti associati e il progetto della casa nell’orto

All’origine del progetto l’iniziativa dei committenti di rendere “abitabile” uno spazio naturale come l’orto, con il desiderio di coniugare una pratica quasi abbandonata nonostante di recente stia riacquistando rilievo anche in contesti urbani e un concetto di casa dalle forme lineari, quasi infantili.

L’orto: nuove forme di abitare

La casa nell’orto realizzata dallo Studio LDA.iMdA architetti associati si presenta come una costruzione essenziale, immacolata e candida anche nei colori che inserita nel contesto di un giardino coltivato instaura con lo stesso una relazione innovativa e un dialogo che non ha precedenti. All’interno dello spazio si prevede infatti, in accordo e sintonia con i committenti, di ospitare eventi ed appuntamenti di vario tipo, tra questo Studi Aperti 2019.

La struttura della casa richiama quella delle serre invernali, si sviluppa su di una pianta semplice, la quale ha subito una parzializzazione dello spazio interiore per adattarlo come necessario a quello di un’abitazione. Il progetto abitativo finito presenta un rivestimento esterno con elevata capacità di riflettere la luce solare realizzato con l’applicazione di una guaina poliolefina ecologica, un pavimento ottenuto trattando il pannello in legno di larice, polistirene e legno di abete e un rialzamento globale del piano di calpestio che, oltre a ridurre l’impatto sul paesaggio, offre un’ottima soluzione ad aspetti di tipo idraulico.

Realizzare un progetto come questo costituisce una sfida all’essenzialità formale per definire gli spazi abitativi con originalità in una situazione ambientale in cui non è consuetudine concepire unità abitative.

Fonte: Archiportale
Immagini: Medulla Studio

Case di Legno: l’evento Open Hause

L’evento Open Hause a risparmio energetico progettata da Studio Motterle

“La casa è stata progettata dallo Studio Motterle, un team di progettisti sensibili alle tematiche del benessere abitativo e del risparmio energetico.”

Com’è una casa in legno ancora in costruzione? Quali sono i suoi componenti principali?

Sabato 21 settembre 2019Vicenza si è svolta una presentazione sulla costruzione di case in legno, durante la quale i tecnici dello Studio Motterle e quelli dell’azienda Haume hanno aperto le porte di un’abitazione in legno ancora in costruzione.

I visitatori hanno potuto vedere la struttura della casa, i sistemi di fissaggio delle strutture, i nodi più significativi dal punto di vista strutturale e termico. Hanno toccato con mano la qualità dei lavori svolti sia internamente che esternamente. Al termine della visita i tecnici sono stati a disposizione per rispondere a tutte le domande, affrontando anche i temi delle finiture, degli infissi e degli impianti.

La casa, ristrutturazione con demolizione e ricostruzione, è un fabbricato bifamiliare di circa 350 m2 suddiviso su due piani e costruita con struttura portante in pannelli di legno lamellare a strati incrociati. Tale tecnologia ha permesso l’elevazione della struttura in tempi sorprendentemente brevi, ed assieme ad un sapiente assemblaggio, a materiali isolanti naturali e ad un’opportuna impiantistica permetterà una qualità del vivere con livelli di benessere e comfort considerevoli.

Haume, impresa esecutrice dei lavori ed organizzatrice dell’evento, si occupa di nuove costruzioni, ampliamenti, sopra-elevazioni in legno energeticamente efficienti. Un’azienda che scommette sul legno, perché permette di costruire spazi confortevoli nell’assoluto rispetto dell’ambiente.

Immagini: Studio Architettura Motterle

Abitare sostenibile: il vincitore del PAT 2019

Lo Studio Milesi & Archos con la realizzazione in chiave sostenibile della Foresteria del Monastero di Siloe ottiene il PAT Premio Architettura Toscana 2019

La comunità monastica di Siloe a Poggi del Sasso nel grossetano sorge all’interno di un paesaggio prettamente toscano in cui si alternano oliveti e vigneti, per questa ragione il progetto realizzato dallo studio Edoardo Milesi & Archos che prevedeva la costruzione della foresteria ha lavorato in chiave sostenibile, arrivando a rispettare interamente i criteri di bioarchitettura.

Si tratta di cinque unità abitative indipendenti l’una dall’altra all’interno delle quali possono essere alloggiati gli ospiti che occasionalmente visitano la comunità monastica. L’idea della foresteria nasce con la volontà di intervenire il meno possibile sul paesaggio, sfruttando a proprio beneficio la conformazione del terreno e i dislivelli dell’area interessata per creare strutture abitative realizzate interamente in legno capaci di sposarsi con la natura, arrivando a modificarsi con il tempo quasi si trattasse di un elemento del paesaggio.

L’appoggio a terra delle singole unità, infatti, è stato studiato per evitare di modificare la conformazione del terreno offrendo comunque la possibilità di godere del paesaggio circostante. La realizzazione ha previsto l’utilizzo di materiali interamente riciclabili, il legno è il vero protagonista impiegato nella costruzione dell’intera struttura sia a livello portante ma anche per tamponamenti, pareti, solai e copertura.

Ciascuna unità dispone di una camera con bagno, zona cottura e balcone rivolto a nord con una loggia sul lato opposto. Sul lato nord-ovest si concentrano infatti i punti luce valorizzati da superfici vetrate per trarre il massimo beneficio dalla luce naturale, al contrario il prospetto sud è costituito da facciate temponate. I criteri di bioarchitettura sono stati rispettati non solo a livello di materiali, ma anche per quanto riguarda i requisiti per le barriere architettoniche. Serramenti e pavimentazione in larice si presentano con il legno allo stato di ossidazione naturale, per conferire maggiormente l’idea di una forma di abitare sostenibile inserita in modo coerente nel contesto naturale.

Il progetto della Foresteria del Monastero di Siloe dello Studio Milesi & Archos, grazie a queste scelte sostenibili, ha vinto il premio della II edizione del Premio Architettura Toscana PAT del 2019 nella categoria Nuove costruzioni.

Fonte: Professione Architetto