Architettura Green: Hotel Pfösl di Bolzano

Architettura Green: l’Hotel Pfösl si amplia nel rispetto della Natura. In tempi record.

A Nova Ponente (BZ) l’Hotel Pfösl si amplia con la ristrutturazione del vecchio fienile. Ciò che stupisce sono i tempi: la riqualificazione è pronta in soli tre mesi.

Ciò che più interessava ai proprietari del Nature & Spa Vitalpina Hotel Pfösl era accrescere la struttura ricettiva di nuovi spazi, senza dimenticare il valore più importante: il rispetto della natura.

Il progetto architettonico dello Studio Bergmeisterwolf si è concentrato sulla ristrutturazione del fienile e sulle tempistiche dei lavori il cantiere infatti doveva essere terminato in tempi record così da permettere l’accessibilità di questo nuovo spazio per la stagione.

L’ammodernamento del fienile ha creato un continuum con gli edifici pre-esistenti, lavorando sui collegamenti tra questi elementi in maniera innovativa mantenendo costante il rapporto con la natura:

  • le tre case a doppia falda in legno dialogano con il paesaggio e sembrano richiamare nella forma e nei colori il bosco adiacente;
  • la grande terrazza che guarda all’esterno verso la vallata invita ad una relazione continua tra interni e paesaggio esterno,
  • le grandi vetrate elevano questo rapporto.

L’accesso alle case è sul lato opposto, si raggiungono gli spazi interni tramite un ponte di legno per mezzo del quale si arriva ad un ingresso coperto.
Le auto, che avrebbero creato un elemento di disturbo rispetto agli edifici e al paesaggio, scompaiono nel parcheggio interrato, lasciando l’hotel ancor più immerso nella natura.

Zero impatto ambientale

L’impatto ambientale prodotto dal riscaldamento dell’hotel è pari a zero dal momento che l’energia termica è ottenuta grazie ad un impianto di teleriscaldamento alimentato dai materiali di scarto dell’azienda Damiani-Holz&Ko.
Per mantenere alto il tasso di ecosostenibilità del progetto la ristrutturazione della facciata del fienile è stata affidata a LignoAlp, un’azienda locale che fa della sostenibilità il suo cavallo di battaglia.

La struttura in larice spazzolato, igienizzato con una innovativa tecnica di lavorazione, è stata fatta pensando a rendere i materiali il più possibile duraturi nel tempo.

L’Hotel Pfösl è ora accessibile agli ospiti in tutte le sue parti.

La struttura vanta l’assegnazione del premio Green Travel Award del Gist, che testimonia l’attenzione per la sostenibilità nelle scelte dei materiali e nelle tecniche costruttive, oltre che l’attenzione all’ambiente per quanto riguarda le fonti energetiche.

Fonte: ProfessioneArchitetto
Foto: Gustav Willeit

Architettura 3D: l’ecosostenibile TECLA

Si chiama TECLA il nuovo habitat ecosostenibile realizzato in terra cruda e stampato in 3D

L’architettura 3D è una realtà: nel ravennate, precisamente a Massa Lombarda, è stato lanciato il nuovo modello di habitat stampato in 3D ideato e realizzato dall’azienda leader nel settore della stampa tridimensionale WASP World Advanced Saving Project e dallo studio MC A Mario Cucinella Architects.

Architettura sostenibile

Il modello di abitazione TECLA, uno spazio circolare creato a partire da materiali riutilizzati e riciclabili interamente a chilometro zero perché provenienti dal terreno locale, si configura come il futuro dell’abitare ecosostenibile in un momento storico che vede il numero della popolazione mondiale crescere esponenzialmente su di un territorio finito che incorpora sempre più aree rurali in quelle urbanizzate.

Proprio da queste istanze è partito il progetto condiviso che negli intenti degli architetti e dei progettisti vuole rinnovare strutturalmente lo spazio urbano cittadino proprio in virtù delle necessità delle comunità e della rivoluzione climatica in atto.
TECLA è un habitat nel quale sono inserite diverse abitazioni circolari stampate in 3D in un tempo contenuto e nella maniera più sostenibile possibile.

Le competenze di WASP azienda italiana leader nel settore della produzione di stampanti tridimensionali entrano in gioco proprio nella costruzione delle abitazioni.
L’azienda infatti per il progetto ha ideato Crane WASP, la più recente tecnologia 3D in ambito costruttivo, ovvero una stampante in grado di “costruire” una casa a partire da un materiale facile da reperire ovunque, la terra.

La tecnologia della stampa 3D incontra la natura nel materiale usato per la costruzione di TECLA: terra cruda.
Ecco quindi il progetto ecosostenibile e a chilometro zero che trova direttamente nel luogo di costruzione i materiali necessari, peraltro biodegradabili, il cui vantaggio più grande è quello di non produrre scarti.
Le abitazioni dell’habitat disegnate da Mario Cucinella Architects sono in grado di adattarsi alle più diverse condizioni ambientali e la tecnologia 3D fornita da WASP permette di gestire il processo costruttivo in loco e in maniera auto-prodotta.

L’ambizione dell’habitat TECLA è quella di fornire un modello innovativo e sostenibile di urbanizzazione a partire da materiali naturali e con scarti industriali molto limitati nel processo costruttivo per dare un nuovo impulso alle economie locali migliorando al contempo il benessere della comunità.

Fonte: Archiportale
Foto: Mario Cucinella Architets

Torino Fa Scuola: il concorso di architettura per la scuola

padiglione italia

L’architettura per la scuola si rinnova

Tre studi di architettura si aggiudicano il concorso per la riqualificazione di due scuole medie statali di quartiere

Istituito nel 2015, il concorso “Torino fa scuola” ha visto stanziati finanziamenti per un totale di 11 milioni di euro da parte di Fondazione Agnelli e Compagnia di San Paolo in collaborazione con la Città di Torino e la Fondazione per la Scuola.
A settembre del 2019 il concorso si è concluso con l’inaugurazione delle due scuole che hanno beneficiato della ristrutturazione prevista dal bando.

In zona Lingotto, la scuola media Fermi è stata rivisitata dallo studio di architettura sabaudo BDR Bureau che, oltre ad aver spostato l’ingresso dell’istituto, ne ha modificato la distribuzione oltre a rivedere completamente gli esterni.
Sui lati orientale ed occidentale dell’edificio, infatti, è stato aggiunto e integrato un’esoscheletro autoportante aperto seppur schermato da una griglia metallica che permette perciò di mantenere pressoché inalterata la luminosità delle aule interne.

Un altro cambiamento riguarda appunto l’accesso alla scuola, che ora avviene sul lato orientale e dal piano seminterrato: questo spazio diviene quindi aperto, più luminoso e destinato ad essere utilizzato anche in orari extra-scolastici e con finalità conviviali da parte della comunità.

Il secondo istituto protagonista del concorso è la scuola media Pascoli, ubicata nello storico quartiere Cit Turin e rinnovata su progetto degli studi Archisbang e Area Progetti.
L’idea degli architetti prima di tutto mirava ad aumentare il volume degli spazi, il che è stato possibile grazie ai mezzanini con i quali vengono utilizzate appieno le generose altezze dei piani ottocenteschi dell’edificio.
Un altro elemento proposto da questo nuovo progetto riguarda non soltanto l’illuminazione della scuola, ma anche gli elementi che riguardano l’acustica e il comfort acustico.

Con la realizzazione di questa ristrutturazione, ora la scuola beneficia di nuovi spazi oltre alle aule, immaginati per animare ed occupare il tempo tra le lezioni e gli intervalli.

 

Fonte: Abitare
Foto: Andrea Guermani

Urbanistica sostenibile per Genova

Urbanistica sostenibile per Genova

Il Parco del Ponte a Genova immaginato dallo studio Stefano Boeri unisce tradizione industriale locale e tecnologie green del futuro

Lo studio di architettura milanese Stefano Boeri, assieme a Metrogramma di Andrea Boschetti e allo studio olandese Inside Outside di Petra Blaisse si è aggiudicato il progetto per il Parco del Ponte nell’area coinvolta dal crollo e dalla successiva demolizione delle porzioni restanti del ponte sul Polcevera a Genova.

Il progetto si articola in un insieme di parchi, infrastrutture per una mobilità sostenibile e di edifici destinati alla ricerca e alla produzione collegati da una passeggiata ciclo-pedonale che ha la forma di un cerchio di acciaio rosso. Il concetto è quello di un anello che racchiude l’area coinvolta in cui si alternano acqua, fango, cemento e asfalto. L’acciaio ricorda la tradizione industriale locale e mentre la passeggiata distribuisce l’energia rinnovabile prodotta da collettori termici e fotovoltaici installati sui tetti degli edifici.

Questa passeggiata è intesa come un percorso tra gli edifici, con rampe di accesso e uscita, ma sono previste aperture in spazi più ampi come piazze e tratti interrati per un progetto in simbiosi con il territorio e destinato ad unire e mettere in relazione i protagonisti architettonici del Parco. Al termine di questo percorso di circa un chilometro e mezzo andrà ad ergersi la Torre del Vento, una struttura di 120 metri di altezza in cui sarà installato un sistema di turbine eoliche.

L’energia rinnovabile, oltre ai materiali sostenibili usati per i rivestimenti degli edifici, sono gli elementi che guardano al futuro in questo progetto: in particolare all’interno della Torre del Vento, il sistema energetico è stato ideato con il contributo dello studio tedesco Transsolar che ha preso parte al team dei progettisti del Parco del Ponte.

Nelle intenzioni dei progettisti c’è la volontà di rivitalizzare un quartiere ricostruendone il sistema urbano in maniera da renderlo socialmente attivo e innovativo nel disegno e sostenibile a livello energetico. Il piano architettonico prevede la costruzione di diversi edifici ispirati al contempo all’architettura industriale e con i colori del Mediterraneo: si tratterà di cluster le cui superfici di copertura verranno destinate alla produzione di energia sostenibile.

Il verde non mancherà all’interno del Parco del Ponte, sono previste infatti aree verdi lungo tutto l’anello rosso, oltre che in porzioni destinate a a veri e propri giardini racchiusi in strip che insieme andranno a formare il parco botanico. Nel progetto del paesaggio evidentemente si terrà conto delle specie vegetali dell’area mediterranea, per rendere la vegetazione coerente con quella del panorama circostante. Inoltre, per ricordare il Ponte Morandi è prevista un’installazione concepita dall’artista Luca Vitone nella quale 43 alberi rappresenteranno il ponte e l’improvviso collasso.

Il Parco del Polcevera è destinato quindi a rivitalizzare il quartiere offrendo ai cittadini la possibilità di svolgere diverse attività al suo interno, ludiche e sportive in primis ma anche educative e di socializzazione.

Fonte: Professione Architetto

Recupero architettonico

Recupero architettonico per le Officine Reggiani

Il Parco dell’Innovazione le trasforma in hub tecnologico grazie al progetto di Andrea Oliva

Il lavoro dell’architetto Andrea Oliva prosegue nel restauro e nella riqualificazione dei capannoni delle storiche Officine Reggiane. A partire da inizio Novecento, in quest’area a nord della città di Reggio Emilia sono sorti stabilimenti che hanno definito il panorama della zona ma anche la storia dell’industria del nostro paese, un complesso all’interno del quale da qualche anno sono iniziati i lavori per ridisegnare e riconvertire questi spazi.

Il primo progetto presentato e vinto da Oliva riguardava il Capannone 19, mentre da poco si sono conclusi i lavori che hanno interessato il Capannone 18, sempre su progetto di Oliva e sempre all’interno del Parco dell’Innovazione, il polo europeo per imprese e ricerca. L’iniziativa promossa dal Comune di Reggio Emilia e da Iren Rinnovabili è parte di un programma più ampio per la riqualificazione dell’area urbana che oltre agli spazi delle Officine interessa anche il quartiere limitrofo di Santa Croce.

Il restauro sul Capannone 18 ha permesso all’ex-area industriale di divenire sede di laboratori e uffici di imprese tecnologiche all’interno di uno spazio che complessivamente misura oltre 8 mila metri quadri. La struttura dell’edificio storico ricordava quella di un luogo cristiano dal momento che il capannone si sviluppa su tre navate di diversa altezza interrotte da un transetto proprio come le piante delle chiese e delle basiliche.

Il progetto ha scelto di mantenere e conservare integralmente il disegno originale operando sugli spazi del Capannone 18 un restauro totale, evitando di cancellare e correggere le imperfezioni, le scritte o i residui di processo della costruzione originaria. Nelle intenzioni dell’architetto è risultato predominante il desiderio di conservare la memoria e la storia dell’edificio. Ora la struttura che ha ritrovato il suo aspetto originale, grazie alla bonifica dall’amianto e al necessario consolidamento strutturale, ricorda per dimensioni e organizzazione delle prospettive interne un quartiere, uno spazio urbano polivalente e dinamico.

Gli interventi sulle coperture hanno permesso di introdurre nuove fonti di luce all’interno del Capannone che ora presenta nelle metrature che contiene nuovi spazi aperti che mimano le piazze dei contesti urbani. Avendo mantenuto inalterata la struttura dell’edificio, l’innovazione del progetto si è concentrata dentro l’officina, dove è stato possibile aggiungere volumi per animare in modo dinamico e versatile gli spazi.

Proprio per gli interni sono stati privilegiati materiali quali legno e policarbonato, per sottolineare il desiderio di non entrare in competizione con i materiali che costituiscono la struttura dell’architettura principale racchiusa da 28 portali di acciaio chiodato. Se l’officina storica è patrimonio della memoria industriale, gli spazi che racchiude rappresentano la flessibilità e il dinamismo convertibile delle nuove tecnologie. Gli spazi si articolano infatti in forme astratte che avvicinate, unite e sovrapposte disegnano il paesaggio interno contribuendo alla definizione delle relazioni tra le diverse componenti dell’edificio.

Fonte: Professione Architetto