Interior design e lo spirito dell’Alto Adige

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Si smonta e si rimonta: nuovo design di interni per la a Südtirol Home di Anterselva (Bz).

Per racchiudere lo spirito sostenibile dell’Alto Adige

Il progetto della Südtirol Home è stato affidato allo studio noa* network of architeture che ha realizzato nel comune di Anterselva un edificio per gli eventi legati al Campionato mondiale di biathlon con una particolarità: la struttura si smonta e si rimonta in pochissimo tempo.

Vetro e legno si alternano nell’opera che Idm Alto Adige (Innovation, development, marketing) ha affidato allo studio di architettura noa* fondato da Lukas Rungger e Stefan Rier.
Si tratta di una struttura di cui era già stato pianificato l’involucro esterno, destinata ad ospitare campioni, giornalisti ed ospiti radunati ad Anterselva (Bz) per la 51° edizione del Campionato Mondiale di Biathlon, in programma dal 13 al 23 febbraio 2020.

Il progetto di interior design deve tenere in considerazione la particolarità dell’edificio realizzato da Rubner Haus: quello di poter essere smontato e rimontato in breve tempo senza correre il rischio di danneggiarlo!

Il progetto architettonico della Südtirol Home vuole trasmettere i valori e lo spirito della terra altoatesina.
Per mantenere costante questo concept il design d’interni prende spunto dal gioco del Watten, tipico della zona.

I simboli presenti nel gioco sono quattro: foglia, ghianda, sonaglio e cuore.

Ciascuno di questi rappresenta un aspetto dello spirito dell’Alto Adige:

  • la foglia è la natura,
  • la ghianda è simbolo della qualità,
  • il sonaglio rappresenta l’innovazione,
  • il cuore indica ospitalità, tradizione e associazionismo.

Questi aspetti sono ricorrenti nei due piani della struttura in cui sono frequenti i tavoli per indicare il confronto, lo stare insieme e la comunità.

Gli elementi che compongono il design degli interni della Südtirol Home sono molteplici e la sfida più grande è stata quella di riuscire a progettare uno spazio coerente.

Tutto ciò che compone gli arredi della struttura, oltre al legno della struttura stessa, è stato raccolto, progettato e lavorato in Alto Adige. Non poteva mancare la stube, elemento centrale e tipico del territorio: quella presente nella Südtirol Home è stata restaurata ed inserita all’interno di un cubo scuro disposto sopra le cucine a vista.

Le pareti sono rivestite in legno che presenta pannelli ad intarsi che richiamano l’arte del tombolo e la tradizione. Le varietà del legno presenti all’ingresso del piano terra, invece, richiamano le differenze del paesaggio naturale: si contano elementi rivestiti in legno di abete rosso, melo, pero, larice, quercia, noce, cedro e pino cembro.

Gli spazi interni del piano terra voglio risultare dinamici nelle funzioni, per questo gli arredi, ma anche i vuoti e le aperture comunicano ai visitatori una sensazione di movimento e flessibilità. Il progetto della Südtirol Home coniuga tradizione e innovazione raccontando la storia dell’Alto Adige.
Fonte: Professione Architetto
Credit photo: © Alex Filz

Architettura sostenibile: casa Passivhaus

ristrutturazione edilizia

Architettura sostenibile, innovazione ed efficientamento sismico per la casa studio Passivhaus a Cesena.

Il progetto di architettura residenziale sostenibile realizzato dallo studio Piraccini + Potente Architettura.

La casa studio Passivhaus ubicata lungo il fiume Savio nella periferia sud occidentale di Cesena si presenta come un progetto accattivante dal punto di vista estetico, ecosostenibile e attento alle problematiche ambientali della contemporaneità.

Mentre l’ingresso dell’unità abitativa guarda alla strada (via Farini), i giardini della Passivhaus si mantengono retrostanti e affacciano sul fiume.

Se da un lato il progetto mantiene il profilo delle case del borgo rurale preesistente, dall’altro la ristrutturazione si dimostra capace di innovazione e varietà.

La struttura innovativa del progetto rompe con i criteri tradizionali di architettura residenziale.

Il rinnovamento strutturale della casa studio Passivhaus riguarda la rotazione della falda di copertura del lotto gotico lungo e stretto che costituisce il volume.

Ruotando di 90° questo elemento si genera immediatamente un fattore di novità rispetto alle case vicine, mantenendo i due prospetti, verso la strada e verso il giardino, puliti ed essenziali.
Il progetto definisce gli ambienti della casa studio in questo modo: il piano terra e il piano interrato sono destinati allo studio di architettura e sono quindi autonomi rispetto al resto della casa, mentre i due piani rialzati sono quelli dell’abitazione.

Anche nel giardino la realtà si sdoppia: sono infatti previsti due padiglioni, uno per l’attività professionale e uno per quella residenziale. Il grande fattore di innovazione riguarda l’adesione al protocollo Passive House, un riferimento scientifico internazionale che concerne le costruzioni in cui la sostenibilità ambientale è l’elemento cardine e determina un consumo energetico prossimo allo zero.
In questo caso si tratta di una scelta di architettura sostenibile di qualità in quanto il progetto in questione prevede l’applicazione del protocollo ad un aggregato urbano esistente e non completamente nuovo.

Scelte etiche di architettura sostenibile

Il progetto architettonico rispetta le più rigide direttive:
i materiali impiegati nella costruzione – acciaio, legno lamellare, muratura e cemento armato – sono stati impiegati pensando di valorizzarne le caratteristiche mantenendo contenuti i costi.

Per quanto riguarda l’energia, l’abitazione non prevede allacciamento alla rete gas ed è provvista di impianto di ventilazione meccanica controllata.
Si riscalderà naturalmente grazie ai raggi del sole, oltre che al calore prodotto da elettrodomestici e dal corpo umano.

L’impianto di ventilazione permette  fa in modo che l’aria circoli senza dispersione di calore garantendo efficienza e risparmio energetico.
Dal punto di vista sismico, il progetto di Piraccini + Potente Architettura ha permesso l’adeguamento della struttura alla normativa attuale, il che costituisce un’importante nota di merito dal momento che si tratta della riqualificazione di un edificio degradato.

Fonte: The Plan
Credit photo: © Daniele Domenicali – Piraccini Potente

Ristrutturazione edilizia: il soppalco

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Ristrutturazione edilizia:  riscoprire gli spazi grazie alle altezze.

I lavori di ristrutturazione edilizia firmato da Assonometria e Antonio Munarin per il miniappartamento nel cuore di Verona

Una superficie calpestabile ridotta e grandi altezze da sfruttare: come organizzare in maniera efficiente ed innovativa i volumi e gli spazi di un appartamento nel centro di Verona?

Le intenzioni dello studio Assonometria e dell’architetto Antonio Munarin sono chiare fin da subito: il primo intervento da compiere è eliminare la controsoffittatura liberando lo spazio complessivo e andando ad intervenire movimentando i livelli.

Nel progetto di ristrutturazione gli architetti prevedono la realizzazione di un soppalco per aumentare la superficie a disposizione. Questo espediente, la cui struttura è costruita da acciaio e assi in legno maschiate, non interessa l’intera superficie dell’appartamento ma solo una parte, generando a livello di volumi tre realtà diverse: uno spazio a tutta altezza, un’area al di sotto del soppalco e un livello superiore.

Ristrutturare con il soppalco in legno e acciaio per differenziare gli spazi

L’introduzione di una variazione nelle altezze ha consentito una più naturale divisione degli spazi abitativi. Se la zona giorno è diventata l’area a tutta altezza, il soppalco ha riservato la zona sottostante alla cucina e agli ambienti di servizio, mentre quella superiore è divenuta la zona notte.

Ecco quindi la duplice funzione nel variare le altezze, evidentemente l’ampliamento della superficie utile per guadagnare metratura, ma anche una gestione in qualche modo più regolamentata degli spazi, differenziando i volumi in base alla loro funzione.

In un’ottica di gestione ottimale delle superfici a disposizione, ciascuno dei tre volumi ottenuti soppalcando l’appartamento dispone di ambienti di servizio (bagni e armadiature) che cela in maniera più o meno evidente al suo interno.

Per quanto riguarda le pareti, le murature perimetrali sono state pulite e riportate ad uno stato che dovrebbe ricordare quello originario. In questo modo, nell’innovare la gestione degli spazi intervenendo sulle altezze si è preservata l’identità storica dell’appartamento nelle pareti.

Nel design degli interni, il materiale preferito è stato il legno in essenza rovere: a livello estetico trasmette un senso di continuità ed omogeneità essendo stato declinato in diverse finiture. In questo modo l’appartamento, seppur composto da diversi elementi, viene percepito nella sua unicità.

Fonte: Archilovers
Credit photo: @marcototè

Il Padiglione Olanda a Dubai Expo 2020

A Expo 2020 acqua, energia e cibo sono i protagonisti del Padiglione Olanda

La gestione delle risorse idriche, l’energia sostenibile e l’agricoltura rappresentano le competenze con cui il padiglione olandese sperimenterà le competenze acquisite dagli Emirati Arabi nell’impiego di energia pulita, risparmio delle risorse idriche e alla gestione della raccolta in campo agricolo.

Situato nel distretto della Sostenibilità, il Padiglione che rappresenta l’Olanda è un progetto dello studio V8 Architects e invita i visitatori ad avere un’esperienza interattiva e sensoriale della circolarità degli elementi coinvolti: acqua, energia e cibo. Nella struttura destinata ad essere spazio espositivo, auditorium, ristorante e punto vendita, sarà possibile immergersi in diversi ambienti, ciascuno con un microclima differente.

Ci saranno ambienti più caldi, altri più o meno luminosi oppure umidi e sarà possibile scoprire la riproduzione di fenomeni naturali che permettono di contribuire al controllo climatico. Il Padiglione Olanda creerà nell’area desertica della regione di Dubai un biotopo temporaneo nel quale cresceranno i vegetali presenti in suolo fiammingo.

Per abbattere i costi di trasporto ed incrementare la sostenibilità dell’opera, il Padiglione verrà realizzato con materiali a disposizione sul territorio e al termine di Expo 2020 Dubai, questi verrano restituiti, riciclati o eventualmente smaltiti in maniera da rendere l’impatto ambientale della costruzione il più basso possibile.

Gli interni della struttura sono stati progettati per coniugare il pragmatismo geometrico e regolare dei paesaggi fiamminghi con l’esperienza e gli elementi della cultura araba, in modo da costruire un Padiglione che rispecchiasse sia il paese d’origine che quello ospitante Expo.

Gli spazi del Padiglione Olanda sono destinati ai visitatori dell’Esposizione Universale ma prevedono al contempo unità riservate ad incontri professionali, di ricerca o per appuntamenti istituzionali.

Fonte: Archilovers

Cosa ci aspetta a Expo 2020?  Padiglione Brasile, Svezia, Italia, Spagna

Il Padiglione Spagna a Dubai Expo 2020

A Expo 2020 Dubai il Padiglione Spagna invita alla tranquillità domestica

Un insieme di luoghi per unire gli spazi alle persone: ecco il concetto del Padiglione Spagna per Expo 2020 Dubai

A firmare il progetto dell’edificio che rappresenterà la Spagna alla prossima edizione dell’Esposizione Universale organizzata a Dubai è lo studio Amman-Cánovas-Maruri (Temperaturas Extremas Arquitectos S.L.P.).

Gli architetti hanno voluto proporre un insieme di spazi che diversamente dagli spazi di aggregazione di alcune delle periferie delle metropoli iberiche o di quelli dei centri commerciali, vogliono offrire ai visitatori un luogo di ristoro piacevole e intelligente che ricordi la tranquillità che ciascuno sperimenta all’interno della propria casa.

La modernità del Padiglione Spagna guarda a sostenibilità e riciclo

A livello architettonico il progetto firmato dallo studio spagnolo per l’edificio che deve rappresentare la Spagna ad Expo 2020 Dubai unisce un insieme di volumi conici la cui funzione è primariamente quella di mitigare la temperatura e il microclima dello spazio pubblico.

La piazza ricorda quindi un insieme di luoghi diversi in cui i visitatori possono vivere l’esperienza dell’Esposizione secondo un proprio tempo, lontani dalla frenesia che impera nella vita contemporanea.

I materiali che rivestono le cupole che insieme vanno a comporre il Padiglione sono diversi, sostenibili o riciclati e fanno riferimento a differenti tecniche di isolamento termico che combinano sistemi più tradizionali con altri più innovativi.

Fonte: Archilovers

Il Padiglione Brasile, Svezia, Italia