Agosto, tempo di vacanze… anche per gli architetti

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Anche gli architetti vanno in vacanza: sia che scelgano mete esotiche o luoghi incontaminati, non smetteranno mai di osservare il landscape.

Per chi sceglie di restare in città, stiliamo un breve elenco di capitali europee che faranno impazzire qualsiasi professionista del settore.

5 mete europee che un architetto dovrebbe visitare

  • Rotterdam

Rotterdam si è fatto largo tra le capitali europee grazie alla vivacità e al fermento culturale che l’ha vista crescere negli ultimi anni. Nonostante sia meno pittoresca della sua capitale, Amsterdam, dagli anni ’70 ad oggi ha visto migliorare l’urbanistica del proprio centro storico con alcune gemme dell’architettura contemporanea tale da renderle il soprannome di Manatthan sulla Mosa.

Tra il profilo degli edifici costruiti sul Wilhelminapier spicca il De Rotterdam, una vera e propria città verticale costituita da tre torri interconnesse tra loro.
Gli edifici sono affincati a nord-est dalla KPN Tower di Renzo Piano e a sud-ovest dalle torri residenziali New Orleans (Alvaro Siza) e Montevideo (Mecanoo), e dal World Port Center (Foster & Partners).
Si accede all’area incrociando il teatro Luxor, il più bel teatro dell’Olanda adiacente all’Erasmusbrug, noto come il De Zwaan (cigno) per il suo pilastro bianco asimmetrico.

Completano la visita le caratteristiche case cubiche, la Stazione Centrale e il Markthal, una struttura ad arco che coniuga appartamenti privati ad un grande mercato coperto al piano terra.

Una curiosità: L’OMA ebbe un costo eccessivamente costoso, tale da vederlo terminato solo nel 2013 a 16 anni dal suo inizio, grazie alla crisi economica che ha abbattuto i prezzi dell’acciaio.

  • Copenhagen

Sull’onda della New Danish Wave, tutti i recenti edifici della città scandinava incarnano i temi della sostenibilità ambientale e sociale.
Nel distretto di Ørestad, per esempio, le Mountain Dwellings hanno trasformato un terreno adibito a parcheggio in un giardino pensile di case dove il verde pubblico crea una pista ciclabile che connette le abitazioni dal piano terra al decimo.

Ma Ørestad non è solo housing: il distretto vanta numerosi edifici pubblici dalla qualità architettonica elevatissima, come l’Ørestad Gymnasium, il Bella Sky Hotel e la Danish Radio Concert Hall.

In una città dove gli edifici troppo alti sono banditi, spiccano opere nate per migliorare la qualità della vita (la Libreria Reale, la Copenhagen Opera House e il Danish Design Centre per citarne alcuni) e degli spazi pubblici.

Superkilen è il parco pubblico multiculturale, ricco di simboli provenienti dalle 57 etnie residenti nel quartiere di Nørrebro. Un’esperienza interattiva in cui sono gli utenti a decidere la funzione dei diversi oggetti.

Uno delle ultime novità in tema d urbanistica è il progetto-ponte firmato da Rem Koolhaas: The Blox, questo è il suo nome, sarà il polo della creatività danese.

Oltre ad ospitare la nuova sede del centro nazionale di architettura e un hub per il lavoro e il networking, ospiterà 22 alloggi con vista sul canale, numerose associazioni, uffici, spazi per il coworking flessibile, con ristoranti e un negozio per le biciclette.

  • Berlino

Dalla caduta del muro ad oggi, Berlino è un continuo fermento di nuovi edifici realizzati su un passato che non tornerà più. Nonostante l’adozione di canonici architettonici della Kritische Rekonstruktion (ricostruzione critica), ha limitato l’innovazione architettonica soprattutto nel centro (Mitte) favorendo uno stampo più tradizionale con facciate in pietra e ceramica che seguono la struttura viaria della città.

Ne sono un fulgido esempio strutture ultramoderne in vetro e acciaio quali la Cupola del Reichstag, la sede della GSW e gli edifici di Potsdamer Platz (progetto di Renzo Piano).

Lo stesso Frank O’ Gehry si è dovuto adattare ai canoni berlinesi: non potendo scolpire la facciata, nel realizzare la DZ Bank su Pariser Platz ha fatto esplodere l’atrio con un complicato sistema di copertura reticolare e un auditorium dalla forma complessa.
L’edificio dell’Ambasciata Olandese mette in discussione le regole della ricostruzione critica: l’edificio occupa per intero il perimetro del lotto ma allo stesso tempo, attraverso un volume isolato e tagli irregolari in facciata, vengono riflesse le divergenze di idee sulla ricostruzione della città.

Va menzionato il Neues Museum (progettato da David Chipperfield Architects), vincitore del premio Mies Van der Rohe 2011.
Nel restauro (1998) dell’edificio danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, Chipperfield adotta un approccio archeologico, senza cadere nel falso storico, ma creando una struttura che incorpora la fabbrica esistente con elementi contemporanei.

  • Basilea

Posizionata in una zona strategica al confine tra Francia e Germania, Basilea si trova a pochi minuti dall’affascinante Cappella di Notre-Dame du Haut (Le Corbusier) a Ronchamp.

Una vacanza nella città svizzera offre l’occasione per una visita al Vitra Campus nel villaggio di Weil am Rhein.
Distrutto a seguito di un incendio nel 1981, il villaggio fu ricostruito dall’azienda Vitra che lo trasformò in una fucina di opere architettoniche firmate dai grandi nomi dell’architettura contemporanea:

  • Vitra Haus
  • Vitra Design Museum (Frank Gehry),
  • il padiglione delle conferenze (Tadao Ando),
  • gli stabilimenti industriali (SANAA, Grimshaw, Alvaro Siza)
  • la stazione dei vigili del fuoco (Zaha Hadid).

La città vanta inoltre 26 opere progettate da Herzog & De Meuron e opere di altretante star dell’architettura quali Renzo Piano (Museo della Fondazione Beyeler), Richard Meier (Euregio-Geschäftshaus) e da Mario Botta (centro direzionale e Banca dei Regolamenti Internazionali, contraddistinte da un rivestimento di strisce bicolori in pietra naturale)

  • Londra

Non è un segreto che gli inglesi amano affibbiare nomignoli ai grattacieli dello skyline della city

  • The Gherkin (Swiss Re Tower, Foster + Partners),
  • The Shard, il grattacielo più alto d’Europa (Renzo Piano)
  • Walkie-Talkie (20 Fenchurch Street, Rafael Viñoly), dalla particolare forma concava.

Chi andrà a Londra non potrà perdere l’ampliamento della Tate Modern, il New Tate Modern, dove gli architetti svizzeri Herzog e De Meuron hanno inaugurato un edificio a forma di piramide ricoperto da un merletto di mattoni rossi che ha ri-funionalizzato gli interni senza intaccare la struttura originaria esterna.

Altro edificio interessante da non perdere è il centro studenti della London School of Economics progetto vincitore del premio RIBA Stirling 2014.

Nella facciata principale sfaccettata in mattoni si alternano blocchi solidi e perforati che conferiscono all’edificio un effetto lanterna nelle ore notturne.

Altri imperdibili opere sono la corte centrale del British Museum e il Millennium Bridge, che conduce direttamente all’edificio del Tate Modern.

una curiosità: la forma concava del Walkie-Talkie raccoglie i raggi solari, li riflette e li concentra nella sua concavità furono in grado di sciogliere la carrozzeria di una Jaguar in sosta nel parcheggio dell’edificio!