Energia pulita: il Regno Unito supera la soglia del 50%

Nel Regno Unito metà dell’elettricità che viene prodotta proviene da fonti pulite: si tratta di un traguardo che è stato raggiunto per la prima volta nel 2016, e in particolare nel terzo trimestre dello scorso anno, come è stato annunciato dal dipartimento britannico dell’energia. Dal luglio a settembre, quindi, il 50% dell’energia è derivato da fonti non inquinanti: il rapporto fornito dal dipartimento rivela, in particolare, che un quarto del totale dell’elettricità è stato frutto delle energie rinnovabili, mentre un altro quarto è stato ricavato grazie alle centrali nucleari.

La notizia positiva è che il 25% di tutta l’energia sia di provenienza “rinnovabile”, cosa che è stata possibile in virtù di una notevole crescita sia nel settore del fotovoltaico che in quello dell’eolico. Va detto, in ogni caso, che almeno per il momento è ancora il gas naturale la fonte più importante di energia in Gran Bretagna, con una quantità che si attesta sul 43.6%, mentre è stata registrata una lieve discesa del carbone, che si è fermato al 3.6%. Tra Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord ci sono, comunque, delle differenze piuttosto significative: i riscontri più positivi arrivano dalla Scozia, dove ben il 77% del mix energetico è costituito dalle fonti a basso tenore di carbonio.

Ma non è questa la sola bella notizia per gli ambientalisti di Oltremanica: dal Regno Unito, infatti, è stato reso noto che l’ultima centrale a carbone presente sul territorio sarà chiusa entro i prossimi nove anni, prima della fine del 2025. Anche per questo motivo si sta investendo molto sulle rinnovabili: ci si vuole svincolare sempre di più dalle fonti non rinnovabili, di cui il carbone è un chiaro esempio. La produzione di elettricità resa possibile dalle centrali a carbone nel 2016 ha conosciuto un calo evidente ed è scesa a meno del 17%, con una riduzione di ben due terzi nel giro di un anno. La strada intrapresa sembra essere quella giusta, insomma.