Columbia University

 

Il campus della University of British Columbia di Vancouver occupa un lembo di terra circondato su tre lati dalle acque dello stretto di Georgia e diviso dalla città da un’ampia riserva naturale.  Lo spazio aperto che protegge e isola il campus si infiltra e si frammenta tra le strutture universitarie diventando spazio pubblico e disegnando una trama che mette in relazione l’acqua con il bosco, il mare con il parco, il mondo accademico con la città e la natura. La nuova sede della facoltà di scienze farmaceutiche si trova su uno degli assi che dal mare portano alla riserva naturale a est: luogo di passaggio, ma anche di sosta per lo scambio e l’incontro. è lo spazio aperto che struttura, scava e dà forma al nuovo edificio, sono i materiali e le trame del vuoto a disegnarne le superfici e i volumi.


Il riferimento al bosco è chiaro in ogni scelta progettuale: dall’attacco a terra, al sistema di cavedi che porta luce nell’edificio, alla scomposizione della facciata simile a quella geometrizzata delle foglie mosse dal vento, come in una astrazione di Mondrian.
Il sole che colpisce le foglie, il vento che le fa ondeggiare restituiscono un’immagine delle chiome sempre mossa e vibrante: i volumi a sbalzo più o meno arretrati della facciata sud-occidentale, alcuni esposti alla luce, altri in ombra, imitano la dinamicità delle fronde mosse dall’aria.

Fonte: www.theplan.it

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